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sabato, Dicembre 10, 2022

Napoli core ‘ngrato, dall’azzurro al bianconero

È Napoli contro Juventus, Sud contro Nord. Uno scontro che ha dato vita a partite memorabili, campionati avvincenti e tanto altro, come i “core ‘ngrato” che hanno giocato con entrambi, esultando con l’azzurro ed il bianconero cucito addosso. Una tradizione iniziata nel lontano 1972, quando la leggenda Dino Zoff passò ai bianconeri dopo varie stagioni alle pendici del Vesuvio. Ultima della lista Maurizio Sarri, napoletano di nascita ma toscano di adozione, capace di far vibrare il San Paolo con un gioco paradisiaco ed uno scudetto sfumato all’ultimo respiro. Che sia l’ultimo?

Una storia di “core ‘ngrato”

“The 70’s”: da Dino Zoff al gol-scudetto di Jose Altafini

Se si incrociasse a Napoli un qualche signore che gli anni ’70 li ricorda discretamente, vi direbbe due parole: calcio totale, Luis Vinicio. Il Napoli di quegli anni, sopratutto nelle due stagioni 73-74 e 74-75, quella squadra seppe dare un alone di speranza alla gente che tanto aspettava un successo nazionale.

Ma, andiamo con ordine. Cosa c’entra Dino Zoff? Grande portiere, che vincerà, ormai a fine carriera, il campionato del mondo 1982 da protagonista, conta 143 presenze con la maglia del Napoli; tuttavia, nel 1972, scelse di porre fine alla sua avventura campana e si accasò alla Juventus, diventando una leggenda del calcio nostrano. Fu il primo a “tradire” la fede azzurra, a sposare la causa bianconera dopo aver militato in una delle sue più grandi rivali. Dino Zoff vincerà lo scudetto nel 1975 proprio a discapito del Napoli, ma questa è una storia che merita una più argomentata trattazione.

Fece scalpore, nello stesso anno del passaggio di Zoff, un altro trasferimento: il bomber Jose Altafini, che con Omar Sivori (ex bianconero) aveva incantato la città di Napoli, passa alla Juventus. Diversamente da quanto successo con l’estremo difensore friulano, la tifoseria azzurra non reagì bene a questo tradimento: ha fatto storia la scritta “Altafini core ‘ngrato”, entrata nell’immaginario collettivo a seguito di quel trasferimento. Dopo anni, la vecchia ferita persiste nel cuore dei tifosi. Ricordate lo scudetto vinto nel 1975? Fu proprio un suo gol, il 6 aprile, a decidere lo scontro diretto contro la sua ex squadra, lanciando di fatto i bianconeri verso la conquista del titolo iridato.

Il più amato dal Pibe: Ciro Ferrara, 22 anni dopo

Nel 1994, l’epopea del Diez a Napoli era ampiamente terminata. Uno degli artefici dei successi di Diego era stato Ciro Ferrara, nato e cresciuto a Posillipo. Fu proprio lui a far infuriare la tifoseria napoletana in quell’anno, passando ai rivali di sempre dopo anni di successi nella sua città natale.

Ciro Ferrara rimase all’ombra della Mole fino al 2005, anno in cui darà l’addio al calcio riportando Maradona al San Paolo per la sua ultima partita. Il difensore, che collezionerà all’incirca 350 presenze con la maglia bianconera, vincerà ben 5 scudetti ed anche una Champions League, tornando poi nelle vesti allenatore esattamente 3 anni dopo il suo addio da calciatore professionista. A Napoli lascerà 322 presenze, 15 gol e tante ferite nei cuori degli appassionati partenopei.

Gli addii più dolorosi: l’allievo ed il maestro

Le figure di Maurizio Sarri e Gonzalo Higuain sono state (e restano) fondamentali per la storia della società. All’allenatore, “provincialotto” e rude quanto basta, vanno i meriti di aver espresso un calcio abbagliante, di cui difficilmente potevi fare a meno; un calcio che stava per riportare il massimo titolo nazionale a Napoli, sfumato soltanto dopo il 3-0 di Firenze e nonostante lo 0-1 allo Juventus Stadium. A Gonzalo Higuain si collega subito quel record, nel suo ultimo anno con la 9 biancoazzurra, di 36 gol che lo fece accomodare alla tavola dei grandi bomber che hanno calpestato l’erba dei campi del Belpaese.

Il primo ad andarsene, in maniera totalmente inaspettata, fu l’argentino nel 2016, per la ridondante cifra di 90 milioni di euro. Secondo la dura legge (non scritta) dell’ex, segnerà subito alla sua ex squadra, non esultando in segno di rispetto. Da quel trasferimento, Higuain non sarà più amato a Napoli, la città che l’ha adottato e che di più ha saputo coccolarlo.

E Maurizio Sarri? Criticherà Higuain (“è come se tuo figlio ti facesse incazzare”, dirà ai microfoni dopo una gara), criticherà la Juventus, descrivendola con termini e gesti poco consoni; ma, dopo la parentesi inglese al Chelsea, Maurizio Sarri diventerà il nuovo allenatore della Juventus, suscitando ancora una volta l’ira della piazza napoletana. Vincerà lo scudetto, ma sarà cacciato via nel giro di una sola stagione per il fallimento della campagna europea. Che sia l’ultimo?

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