Rita Grande, la tennista napoletana Slam

Rita Grande, la tennista napoletana Slam. 37 partecipazioni consecutive nei Major e 3 titoli: successi e tanto altro dell’ex giocatrice.

Nuova puntata di Break Point che dopo Diego Nargiso, racconterà le gesta di un’altra tennista campana: Rita Grande. La rubrica dedicata al mondo del tennis torna puntale come ogni mercoledì per narrare le vittorie, le sconfitte e il modello che rappresentano i tennisti in Campania. Oggi è il turno di una delle più importanti tenniste italiane, che ha partecipato per 37 volte di fila in un torneo dello Slam e ha ottenuto risultati epici che hanno anticipato gli anni d’oro del tennis femminile italiano.

Una tennista Slam

Rita Grande nasce nel 1975 a Fuorigrotta, quartiere di Napoli e ha 15 anni disputa i primi tornei nel circuito ITF. Il 1990 avviene dunque il suo debutto: l’ex #24 al mondo resterà nel circuito ben 16 anni nel circuito femminile, dove sono gli Slam in particolar modo a decretare il suo mito. 37 partecipazioni consecutive nei Major: un record che ispirerà le grandi tenniste mondiali come Francesca Schiavone. Proprio i Major sono i suoi tornei preferiti: nelle prove singolari ha raggiunto il quarto turno in tutti e quattro le prove. Si è fermato sempre prima della seconda settimana, in particolare a Melbourne con due piazzamenti poco prima dei quarti di finale. 

La tennista azzurra ha raggiunto 336 vittorie e 332 sconfitte a livello WTA in singolare, disciplina in cui ha raggiunto la finale juniores a Wimbledon nel 1993. I Major diventano fonte di soddisfazione anche a livello di doppio, proprio nell’anno del best ranking in singolare nel 2001: a Melbourne arrivarono i quarti di finale in coppia con Alexandra Fusai, con cui disputò il Master di fine anno quell’anno. Proprio i quarti di finale arrivarono al Roland Garros l’anno successivo bissando il primo vero piazzamento importante del 1999.

Ma a Melbourne, la tennista azzurra raggiunse l’apice prima del ritiro del 2005 quando ottenne la semifinale nel doppio misto in coppia con Martin Rodriguez. In Oceania insomma, Rita Grande dimostrò al mondo quanto valeva.

La maglia azzurra e il Trofeo Kinder

La tennista partenopea grazie ai risultati nei Major è diventata un modello a livello nazionale. Nel 2006  infatti avvenne l’addio al tennis professionistico della campionessa napoletana Rita Grande durante la presentazione del libro-annuario “Tennis Campano 2006” di Marco Lobasso. A partire da quel momento, i grandi risultati in Fed Cup e a livello personale, la classe ’75 è diventata un punto di riferimento.

In partnership con Kinder, Rita Grande è tra le ideatrici dei tornei under organizzati dalla FIT a partire dal 2006. Il Master di fine anno a Roma e le relazioni con i circoli internazionali sono le notizie più felici degli ultimi anni. Il movimento tennistico giovanile infatti ha la possibilità di migliorare i propri margini, considerando anche le recenti competizioni alla Rafael Nadal Academy di Maiorca.

La tennista azzurra è giunta sin qui dopo tre trofei WTA, in particolare in Australia, sua seconda patria e grande meta degli italiani come i risultati Major di Andreas Seppi. Rita Grande ha vinto ad Hobart, Bratislava e Casablanca facendo quasi un en-plein di vittorie dopo la sconfitta nel ’99 sempre in Oceania al primo tentativo. Proprio grazie a queste vittorie e le performance in doppio, ha fatto parte della selezione di Fed Cup dal ’94 al 2003 ad anni alterni complici alcuni infortuni come quello al gomito del 2005.

Sempre con l’Italia, Grande ha raggiunto anche le Olimpiadi ad Atlanta 1996 e Sydney 2000. L’azzurra ha disputato gli ultimi tornei a New York e Biella dopo aver concluso per il secondo anno di fila in undici anni fuori dalla top 100. Il doppio invece, le ha permesso di vincere 5 trofei su 12 atti conclusivi: anche in questo caso, l’Oceania le ha portato quattro finali con due successi ad Hobart. La classe ’75 vinse poi anche in casa a Palermo e in Nuova Zelanda per concludere una carriera gloriosa e ricca di sorrisi. Una delle più grandi tenniste italiane che oggi dà spazio ai giovani, racconta le gesta attraverso commenti televisivi e soprattutto è impressa nella Storia azzurra!

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