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martedì, Maggio 24, 2022

Diego Nargiso, il predestinato dei record

Dopo la presentazione della scorsa settimana, comincia ufficialmente la nuova rubrica dedicata al tennis campano intitolata Break Point. Il primo protagonista è Diego Nargiso, il predestinato dei record. Il classe 1950 raccontato attraverso i successi e le sconfitte ottenute in quasi 15 anni di carriera. Tra i più giovani vincenti della storia del tennis italiano, il vincitore di Wimbledon juniores 1987 è il campano della prima puntata della rubrica del nobile sport.

L’astro nascente del tennis italiano

Come Gianluigi Quinzi, vincitore anche della Coppa Davis junior nel 2012, Diego Nargiso è salito alla ribalta del tennis italiano grazie alla vittoria del torneo di Wimbledon juniores nel 1987. Proprio la vittoria del tennista toscano fu giudicata dal predestinato azzurro come un successo da prendere con le molle per continuare a crescere e fare le giuste esperienze. 

Fonte: Tennis Campania

Nel 1987 Diego Nargiso vinse in finale contro l’australiano Jason Stoltenberg battuto per 7-6(6) 6-4 al termine di un torneo pazzesco. Fu l’anno delle vittorie di Pat Cash e Martina Navratilova rispettivamente contro Ivan Lendl e Steffi Graf ma in juniores stava per nascere una piccola stella italiana.

Infatti, ben presto il futuro #67 al mondo (suo best ranking ATP), divenne il più giovane tennista italiano della storia ad aver disputato un incontro a livello di Grand Slam, all’età di 17 anni e 9 mesi, agli Australian Open del 1988, e ad averne vinto uno, a 18 anni e 3 mesi, nell’edizione dello stesso anno del torneo di Wimbledon contro il britannico Jason Goodall.

Proprio l’ottimo avvio di carriera lo portarono al #5 al mondo tra i giovani e a esordire come il più giovane in Coppa Davis a 17 anni e 11 mesi contro Israele. Grazie all’esordio nell’88 tra i pro, il mancino partenopeo si prese le copertine d’Italia per i due terzi turni tra Wimbledon e US Open. Proprio negli States raggiunse il miglior piazzamento Major in carriera in doppio nel 1993 ai quarti di finale. Proprio questa specialità divenne la sua preferita: l’azzurro conquistò infatti solo due finali singolari ATP a Bordeaux nel ’93 e a Palermo nel 2000 perdendole entrambe. Invece nel doppio, Nargiso fece sognare…

La Coppa Davis: un team di vincenti

18-4 di cui 5-2 nei singolari il bilancio in Nazionale. Basterebbe riassumere così la sua esperienza in Coppa Davis con l’Italia, dove Diego Nargiso probabilmente ha dato maggior spettacolo. In particolare in doppio, dove in generale l’azzurro ha vinto cinque tornei e perso quindici finali complessivamente. Il mancino ha vinto in particolar modo il primo titolo nel 1991 a Milano con Omar Camporese e nel 1998 a Casablanca con Andrea Gaudenzi, oggi #1 dell’ATP. Ed è proprio con il tennista di Faenza che ha vissuto le migliori gioie in carriera, considerando anche le tre partecipazioni alle Olimpiadi per l’Italia.

Dieguito in Nazionale è riuscito a raggiungere quei piazzamenti e risultati che in carriera ha raggiunto con fatica. Due semifinali e una finale di fila in Coppa Davis dal 1996 al 1998. La celebre finale di Milano con Paolo Bertolucci come capitano è ancora oggi un must per gli appassionati di tennis italiano. Un 4-1 doloroso finale per la Svezia. Andrea Gaudenzi fu sconfitto dopo 6 ore di gioco e sul proprio match point sul 6-5 al quinto set: un ritiro per problemi al tendine che grida ancora vendetta.

Da lì in poi, una vittoria in discesa per gli scandinavi condotti da Magnus Norman complice la scarsa fiducia azzurra con le sconfitte in singolare di Davide Sanguinetti e in doppio in coppia con Diego Nargiso. Proprio quest’ultimo in Davis ha ottenuto però le splendide vittorie sulla Germania nel ’91 contro Boris Becker in doppio e in particolar modo nella cavalcata verso la finale battendo gli Stati Uniti nel Milwaukee in semifinale dopo i successi su India e Zimbabwe. Ma dopo le sconfitte con Francia e Svezia del ’96 e ’97, il riscatto si spense all’atto conclusivo.

Supertennis e Como

Il ritiro del 2001 a 31 anni di Diego Nargiso permette di fare un bilancio in termini numerici come indicato sul sito ATP. Su 254 partite da professionista, ha vinto 100 sfide, con 8 vittorie e 23 sconfitte nei Major: nei Masters 1000 lo stesso score solo con tre sconfitte in meno. Meglio nei Challenger con 134 vittorie e 113 sconfitte totali. In doppio inoltre come miglior piazzamento in classifica è giunto al 45° posto mondiale.

Diego Nargiso da quando si è ritirato ha continuato a vivere nel mondo del tennis da residente a Montecarlo. Proprio nel Principato infatti ha cominciato a migliorare il proprio stile di gioco: dopo gli inizi a Napoli, il mancino giocò con Bjorn Borg e Guillermo Vilas al Monte Carlo Country Club di cui è membro. Diego Nargiso, nonostante una carriera non all’altezza delle aspettative dei successi iniziali, resta uno dei giocatori più amati dal pubblico italiano.

Inoltre nel 1999 con Forza Italia e nel 2004 con Alleanza Nazionale è andato vicino ad essere eletto alle elezioni europee. Ma il tennis resta la grande passione: tra la scuola a Capiago, al Tennis Grillo di Como, e la carriera come opinionista tv per Supertennis, Sky ed Eurosport, Diego Nargiso resta il predestinato dei record!

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Mattia Esposito
Mattia Esposito
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