Person of the year 2020: lo “sceriffo” Vincenzo De Luca

Il 2020 volge al termine e il Corriere di Napoli decreta la personalità dell’anno: Vincenzo De Luca, lo “sceriffo” che si è preso la scena.

Vincenzo De Luca da Ruvo del Monte. È lui la personalità campana del 2020. Un riconoscimento che la redazione del Corriere di Napoli attribuisce alla fine di un’annata particolare.“Person of the year” sarà un resoconto e una denominazione che a partire da quest’anno, primo per il nostro sito d’informazione, attribuirà ogni anno a colui/colei che si è distinto maggiormente nella regione Campania. 

L’ex quattro volte Sindaco di Salerno e sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti del governo Letta, si è preso la scena in Campania in un 2020 particolare. Il lockdown, i “cinghialoni” e la riconferma alle regionali per il secondo mandato da governatore della Regione Campania. Tante uscite, tanti provvedimenti e una certezza: la personalità dell’anno 2020 è lo “sceriffo” Vincenzo De Luca.

Lo spettacolo del venerdì: il lockdown della discordia

Ogni venerdì, a partire dalla settimana del 9 marzo, Vincenzo De Luca ha detto spesso la sua sulle manovre e restrizioni attuate dal Governo. Poi, il governatore della Campania ha spesso fatto un passo indietro rispetto alle decisioni nazionali, attuando diverse norme come quelle della chiusura delle discoteche in estate oppure l’utilizzo delle mascherine all’aperto introdotto nuovamente a settembre. Ma non soltanto i provvedimenti attuati tra marzo e maggio, anche quelli dell’autunno viziato da tante morti tra Covid e influenze stagionali. Le sue uscite più celebri sono quelle del “chinghialone”: in principio infatti, il politico 71enne si scagliò contro i corridori amatoriali avanti con l’età privi di mascherine.

Ma non solo, perché tra le diverse polemiche che si sono susseguite nel corso delle settimane, ci sono anche le battute sulle feste e la scuola. Su tutte “l’americanata” di Halloween e la sua inutilità, che fece storcere il naso a molti e non solo in Italia. Tra i tanti motivi, anche la pessima gestione del caso “Coppa Italia”, quando dopo la vittoria del Napoli sulla Juventus a giugno riversò migliaia di persone in strada senza particolari provvedimenti. Infine, il comparto scuola, che dopo un’iniziale ripresa, è stato chiuso prima da Vincenzo De Luca e poi Giuseppe Conte tradendo il patto con il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. Una gestione clamorosa, con il solito prezzo salato da pagare che si riversa nel futuro dei ragazzi. Insomma, uno show settimanale che ha permesso al deputato PD di dire la sua sulle decisioni politiche nazionali e i temi più caldi in Regione.

Elezioni regionali: la vittoria schiacciante

Le elezioni originariamente previste per il 19 Aprile, vengono spostate al weekend 20-21 Settembre a causa del Coronavirus insieme a quelle del Referendum sul taglio dei parlamentari. Nonostante ciò però, la campagna elettorale travagliata non mette a repentaglio né la candidatura né la vittoria di Vincenzo De Luca che vince a mani basse le elezioni e si assicura il secondo mandato come governatore della Regione Campania. Appoggiato da PD, Italia Viva ed Europa Verde (tra le principali), il 71enne domina la scena. Con 1.789.017 voti e il 69,48% di consensi, viene riconfermato presidente della regione Campania per i successivi 5 anni. Gli sfidanti Stefano Caldoro, di centrodestra, e Valeria Ciarambino, candidata Movimento 5 Stelle, si fermano rispettivamente al 18,06%.

Dopo il primo mandato dunque, Vincenzo De Luca vince anche le seconde elezioni regionali in un clima caratterizzato da eventi negativi. La vittoria è caratterizzata dalla fiducia accumulata nell’ultimo anno tra la brillante esperienza delle Universiadi 2019 in Campania, la costruzione dell’Ospedale del Mare e la gestione del Covid-19, sfidando anche le scelte del Governo. Con buona pace dei detrattori e dei rivali, il lucano si riconferma come governatore della Regione campana per i prossimi 5 anni. 

L’ennesima inchiesta: i Vigili Urbani fedelissimi

Come ogni politico, in Italia e in giro per il mondo, anche Vincenzo De Luca è stato protagonista di diverse inchieste. E anche nel 2020, non è mancata proprio a ridosso delle elezioni. Tra i procedimenti archiviati figurano: “Variante suoli per termovalorizzatore” (abuso d’ufficio), “Caso Manna-Scognamiglio” (induzione indebita) e  “Caso frittura di pesce” sui voti delle elezioni. In corso ci sono “Variante Piazza della Libertà” (falso in atto pubblico) e l’ultimo in ordine temporale, nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Napoli con l’ipotesi di abuso e truffa. Quattro vigili urbani di Salerno sarebbero stati «promossi» in Regione a membri dello staff. A loro sarebbe stato assegnato il ruolo di addetti o responsabili di segreteria.

L’episodio che ha fatto scattare il procedimento alle porte del primo lockdown è  quello di un piccolo incidente in auto quando, il 15 settembre 2017, la macchina guidata da uno degli autisti del governatore, che era a bordo, si schiantò contromano a Salerno contro lo scooter di una ragazza che ne uscì senza conseguenze. De Luca nelle varie udienze ha già assicurato di non aver violato la legge in un caso molto simile ai procedimenti contabili di “Stipendi d’oro” e quelli delle promozioni di Felice Marotta. Soltanto il tempo dirà se la giustizia farà il suo corso o meno, ma intanto anche in questo aspetto, Vincenzo De Luca è stato protagonista.

Il futuro: anche nel 2021 si farà sentire?

Dopo una gestione quasi perfetta nel primo lockdown tra marzo e maggio, Vincenzo De Luca ha perso la bussola, in particolare a partire dalla rivolta di ottobre tra il lungomare e via Chiaia. Tante frasi polemiche nei confronti dei cittadini, del sindaco Luigi De Magistris e del leader della Lega Matteo Salvini ma non solo. Le uscite infelici sul plutonio per sdrammatizzare sulla voglia di studiare di una studentessa delle elementari o le sfuriate in tv a “Che Tempo Che Fa” da Fabio Fazio sono l’emblema del cambio di modo di fare del governatore della Campania, che ha perso consensi nonostante le recenti elezioni.

Le misure economiche e sanitarie con il crescere dell’epidemia non sono più bastate e in molti ne hanno criticato l’organizzazione. Per cui, in attesa di capire cosa accadrà con il fattore vaccino in Europa, Vincenzo De Luca riuscirà ad essere ancora il personaggio del 2021? Tanti i punti da chiarire: dalla gestione Covid negli ospedali e nelle strade (quindi posti letto, attrezzature e assembramenti) alle misure economiche dato che molti settori subiranno altre perdite nei prossimi mesi. Ma non solo, considerando che anche la gestione rifiuti è una nota dolente regionale considerando il primato negativo in Italia. Infine, garantire maggior speranza e possibilità ai giovani (dall’istruzione allo sport passando per il lavoro) potrebbe essere un ulteriore tema per il futuro della Regione. Futuro che i governatori delle regioni meridionali vogliono tutelare nella distribuzione al Sud dei fondi del Recovery Fund.

Insomma, soltanto i prossimi mesi diranno di più su come la Campania affronterà un avvenire non dei più rosei: a Vincenzo De Luca l’ardua sentenza, per un 2021 decisivo e magari, potrebbe assicurarsi di nuovo il nostro titolo di… Person of the year!

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