Capienza dei trasporti: come farla rispettare a Napoli?

La riduzione della capienza dei mezzi pubblici è stata rivista facendo raggiungere la capienza del 80%, cosa che è puntualmente disattesa. C’è il bisogno di una maggiore osservanza da parte del cittadino delle norme ma anche da parte degli organi preposti che pare non seguano sempre le normative vigenti al riguardo.

La riduzione della capienza dei mezzi pubblici è stata rivista facendo raggiungere la capienza del 80%, cosa che è puntualmente disattesa. C’è il bisogno di una maggiore osservanza da parte del cittadino delle norme ma anche da parte degli organi preposti che pare non seguano sempre le normative vigenti al riguardo.

Capienza trasporti pre covid

Napoli di per sé, andando per un attimo oltre quelle che sono le problematiche covid-mezzi pubblici, ha sempre sofferto di criticità sul lato trasporti. Se non vi fossero le incombenze relative alla pandemia non si parlerebbe di una riduzione della capienza dei mezzi pubblici, ma di un adeguamento dei trasporti al flusso di viaggiatori che in determinati punti della città pare soggetta a veri e propri “colli di bottiglia”. Il sistema dei trasporti di Napoli è un sistema integrato dove dovrebbero operare sinergicamente più trasporti: bus, metropolitana e funicolari di ANM, ma anche EAV e CTP.

Capienza trasporti post covid

All’interno del dpcm varato a inizio settimana il settore dei trasporti pubblici non ha visto sostanziali modifiche, anzi si può dire che sia rimasta la precedente visionando gli allegati al dpcm 13 Ottobre. Sulla base di quanto detto rimangono fissati gli obblighi sulla riduzione della capienza dei mezzi pubblici fissata all’80% e l’uso di mascherina e similari per la copertura di naso e bocca.

Una realtà diversa

Capitolo ANM

Tutti i viaggiatori della linea 1 e delle funicolari gestite da ANM hanno ormai preso familiarità con il “casotto con numeri” che si trova presso i tornelli. Fino a poco prima dell’inizio delle scuole e della ripresa su vasta scala delle attività lavorative, tutti quelli che dovevano prendere i mezzi pubblici su ferro dovevano mettersi in fila e aspettare il proprio turno per marcare il biglietto nell’unico tornello funzionante per lato della tratta della metro, sotto l’occhio della vigilanza che evitava che ci fossero degli assembramenti o i furbetti che saltano la fila.

Lo strumento adottato sicuramente ha funzionato ma solo fino a quando non è stato sottoposto a un flusso di utenza forte come quello dell’orario scolastico e lavorativo. Sono sotto gli occhi di tutti le lunghe file per i tornelli che escono dalla stazione di Chiaiano e vanno a ritroso lungo il marciapiede e superano anche l’angolo dell’isolato, giusto per citare un caso. Una volta entrati in metropolitana, che dovrebbe essere un’entrata contingentata non si dovrebbe trovare una banchina affollata, cosa che invece non è. Un alto flusso di utenza e i problemi precedenti hanno costretto ANM a ridurre le tratta della metropolitana in più occasioni.

Normalmente la linea 1 va da Piscinola a Garibaldi e ritorno, questo tragitto però è tracciato da pochi convogli, la flotta ha subito un duro colpo dopo l’incidente di inizio anno. Per garantire corse più frequenti e limitare i tempi di attesa, ma anche la gente che usa la metro per singola corsa andando a ridurre quindi il numero di fruitori, la metropolitana viene limitata a una tratta con scambio da Piscinola a Dante.

Per quanto riguarda le funicolari le problematiche sono diverse, con un problema che si ripete sempre ciclicamente: la mancanza di personale. Se la linea 1 ha la possibilità di limitare il percorso, questo non può essere fatto per le funicolari che in molti casi abbiamo visto limitare il proprio orario di lavoro, oppure come avvenuto nei giorni scorsi chiudere e non aprire perché non si disponeva del personale in numero sufficiente.

I bus invece sono un capitolo differente ma con problematiche comuni a quelle dei trasporti spiegati precedentemente. La flotta dei bus ANM è limitata dal punto di vista del numero di mezzi e anche del personale. Non tutte le aree della città possono contare su un flusso dei mezzi pubblici su gomma adeguato al flusso di viaggiatori che in certi casi affollano pesantemente i mezzi. La carenza dei mezzi è particolarmente importante presso le aree periferiche dove fortunatamente intervengono ad alleggerire la pressione sui viaggiatori la presenza di trasporti privati convenzionati con i comuni limitrofi.

EAV e CTP: in giro per la Campania

L’EAV invece è l’azienda che si occupa prevalentemente delle linee Cumana e Vesuviana. EAV ha visto negli ultimi anni un parziale rinnovamento della flotta su ferro continuamente rimessa a nuovo. Come la linea 1, e anche la linea 2 gestista da FS, anche qui la problematica principale per chi fruisce del servizio è un affollamento delle banchine e dei treni senza distanziamento sociale. Il problema per tutti i servizi di trasporto su ferro è sostanzialmente precedente a alla questione covid, che si tratti del periodo invernale o di quello estivo i treni EAV sono sempre stati affollati. Se normalmente sarebbe stata una brutta seccatura la sospensione di un treno, cosa non infrequente in certi periodi dell’anno, con l’emergenza sanitaria in corso questo assume potenzialmente caratteristiche bibliche in barba a ogni tipo di norma sul distanziamento sociale costringendo ad accalcarsi per non rimanere appiedati.

La CTP invece è l’azienda che forse più si è trovata, o meglio non trovata, negli ultimi anni. L’azienda che serve sia la provincia di Napoli che di Caserta negli ultimi anni ha visto ridursi personale e flotta, tant’è vero che nelle idee di rilancio aziendali dovrebbero figurare quanto prima concorsi di assunzione per nuovi autisti e di fornitura di nuove vetture. La CTP potrebbe essere un’ottima valvola di sfogo per il flusso dei viaggiatori sui trasporti napoletani riuscendo a colmare le lacune delle altre due aziende che ad oggi hanno qualche problema.

Quali possibili soluzioni

La riduzione della capienza dei trasporti è un qualcosa di necessario, che ci piaccia o meno è uno degli elementi fondamentali per gestire e uscire da quest’aumento dei contagi. Tutte le misure che si stanno adottando negli ultimi tempi possono essere lette come strumenti inutili se quando prendiamo la metropolitana o il bus stiamo gli uni sugli altri.

Il Governo ha deciso di affrontare separatamente al dpcm il problema trasporti pubblici. Tra le possibili soluzioni proposte al livello nazionale vi sono: un indicazione all’aumento delle corse negli orari di punta, possibilità di orari sfalsati per l’entrata uscita da scuole e posti di lavoro in maniera tale da diluire i flussi nelle ore di punta, apertura delle ztl e incentivazione dello smartworking.

La linea 1 dovrebbe vedere in questi giorni l’entrata in servizio dei nuovi treni ordinati circa un anno fa e che dovrebbero dare una boccata d’ossigeno al servizio su ferro di ANM. Il vero nodo pare essere però una mancanza di controlli in certi casi da parte delle autorità preposte a farlo, molti cittadini lamentano fuori le fermate del bus o in metro una mancanza di controllori per verificare l’applicazione delle normative.

I controllori hanno la loro importanza, sicuramente, ma vi è bisogno anche della condotta giusta e dell’osservanza del cittadino per le norme, non si può demandare tutto a un’autorità superiore. Se prima ci si nascondeva dietro l’omertà quando non si faceva il biglietto oggi questa si è espansa anche al fregarsene dell’uso dei metodi di protezione basilari. I cittadini devono essere responsabili per sé e per gli altri, non si tratta di un’atteggiamento sbagliato, ma di coscienza verso se stessi e verso la collettività.

Quelle proposte sono delle alternative interessanti e sicuramente attuabili quasi tutte in breve tempo, ma una buona parte della loro efficacia sta anche nel raziocinio e buona condotta degli utenti.

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