Con I parassiti Achille D’Orsi ci mostra da un lato la decadenza dell’Impero romano, ma anche un soggetto meraviglioso, perché mostra il brutto di una società in decadenza. La statua, un gesso patinato in bronzo, oggi al Museo di Capodimonte era una nuova maniera di vedere il soggetto in cui la bellezza stava nel ritrarre un soggetto che era brutto e decadente in quanto tale non perché incarnasse una serie di valori da reputare più o meno positivi o negativi.

Con the Other Myself Christian Leperino racconta il vissuto di 21 sconosciuti, persone comuni, immigrati, con un bagaglio di esperienze drammatiche dietro le spalle spesso taciuto di cui l’artista ci fa partecipi attraverso l’espressività dei loro volti. Questa scultura presente al Madre è a tutti gli effetti un tuffo nella vita altrui che spesso ignoriamo in cui lo spettatore difficilmente non troverà una somiglianza con sé stesso.

In una ricerca continua che porta al rinnovamento della fotografia, in questo caso come ricerca delle radici dell’uomo e della civiltà mediterranea, Mimmo Jodice, innovatore e ri-fondatore della fotografia, usa le foto come mezzo per raccontare l’uomo, la quotidianità, ma anche le cose, compie un viaggio a ritroso nella cultura dell’uomo mediterraneo e non con la serie Anamnesi.

Tra le prime opere di Gemito, il giocatore di carte, rappresenta un giovane scugnizzo mentre si diletta a carte, una di quelle scene di quotidianità che si potevano osservare nella Napoli post-unitaria. Giovani per strada che vivevano di espedienti per passare la giornata, Vincenzo Gemito nelle sue prime opere si serviva proprio di questi ragazzi che dietro pagamento divenivano i soggetti per le sue sculture: naturali, vibranti, vive.

Rinvenuto negli scavi voluti da Alessandro Farnese nel 1546 nell’area delle Terme di Caracalla, passato di mano in mano fino a Ferdinando IV di Borbone, re di Napoli, il “Toro” ha sempre colpito il pubblico per la sua grandezza e la sua magnificenza. Il gruppo statuario rappresentante il supplizio di Dirce è la più grande statua dell’antichità arrivata fino a noi, oggi è conservata al Museo archeologico di Napoli.

Prima di procedere nella lettura è giusto tenere conto che i temi trattati potrebbero impressionare o disgustare pertanto sentitevi liberi di non proseguire nella lettura se lo ritenete opportuna.

Se parliamo di “azionismo viennese” non si può non citare l’operato di Hermann Nitsch, artista che come vedremo è totale e che lega parte della sua produzione artistica a creare riflessione e reazione da parte delle persone che vedono osservano il suo operato.