INTERVISTA – Tommaso Fichele: “N’ata Maria, il grido liberatorio della città”

Tommaso Fichele spiega l’essenza del brano “N’ata Maria”, nato durante il lockdown come monito di speranza e libertà a Napoli.

Tre fattori hanno dato vita a “N’ata Maria”un cellulare, Napoli e la volontà. Sono queste le parole di Tommaso Fichele, attore e cantante partenopeo, che prima del lockdown avevo un sogno nel cassetto poi diventato realtà. Non senza difficoltà: gli sponsor andati via e la quarantena ma la bellezza e il silenzio di Napoli hanno aiutato. 

Marì si tu ce crire n’ata vota sponta ‘o sole pure si llà fore chiove

Tommaso Fichele

Chi è Tommaso Fichele

Artista napoletano classe 1984, ha cominciato la sua carriera nel 2003: la riconoscenza del suo lavoro è salita alla ribalta nel 2018 con l’incontro con Mikele Buonocore. Con l’etichetta Evergreen Musica Senza Tempo arriva il primo brano “Ancora e Ancora”, simbolo della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. 

Ma è la conoscenza con Ciro Di Maso, da noi intervistato in pieno lockdown, che permette ulteriormente di coronare il sogno di rappresentare Napoli con un brano sinonimo di speranza e di libertà.

N’ata Maria: i vicoli della città

Con la regia di Ciro Di Maso e il testo e musica dello stesso Tommaso Fichele, ecco che nasce “N’ata Maria” girato ancora nel periodo in cui Napoli era deserta. “Assordante e surreale”, così lo spiega il cantante che ha accompagnato le riprese, sinonimo di grido liberatorio per la ripresa dell’arte. 

Tra le collaborazioni del video figurano anche le attrici Anna Rita Vitolo, madre di Elena ne “L’amica geniale”, e Michela Chirico nel ruolo di “Maria”. Infine, Ennio Mirra si è occupato di produzione e arrangiamenti e la distribuzione digitale affidata ad Artist First. 

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