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domenica, Maggio 29, 2022

Sport, Calcio: FIGC e Lega in ginocchio

FIGC e Lega in ginocchio. Dal 21 febbraio la quotidianità del popolo italiano è drasticamente cambiata: si è passati da un giorno all’altro dal brindare al bar con gli amici per la vittoria della propria squadra del cuore al non sapere neanche se la propria squadra scenderà in campo. Intorno al male chiamato Coronavirus vagheggia un mix di confusione, incomprensione e incompetenza che stanno caratterizzando le istituzioni interessate.

Dal 21 febbraio le scelte delle istituzioni sono cambiate giorno dopo giorno, ora dopo ora, creando confusione e allarmismo al popolo italiano. Un popolo che fino al 21 febbraio ha vissuto come sempre, dando per scontato cose che oggi non lo sono più. Un esempio è la tipica domenica del tifoso. Per il tifoso la domenica significa Serie A, significa andare allo stadio per sostenere la propria squadra, significa tornare a casa soddisfatti per una eventuale vittoria o delusi e tristi per una eventuale sconfitta. I tifosi non si sentono più tutelati e rispettati dalle istituzioni sportive che non riescono a prendere delle decisioni univoche e ottimali per il sistema sportivo.

FIGC E LEGA IN GINOCCHIO

Il Governo il 23 febbraio emana un decreto dove viene sottolineato l’importanza di non sottovalutare questo virus sconosciuto e al suo interno vengono sanciti i modi grazie ai quali si può riuscire ad arginarlo. Dopo una settimana però la situazione non è migliorata, anzi, è drasticamente peggiorata. Il 3 marzo allora il Governo decide di aumentare le prevenzioni prese in precedenza e emana lo stato di allerta in 14 province della Lombardia. Ma anche questo tentativo è purtroppo vano. Ieri 9 Marzo viene firmato uno dei decreti più drastici della storia della Repubblica italiana: zona rossa in tutta Italia.

Lo sport non è rimasto a guardare, nella maggior parte dei casi si è sempre adeguato alle scelte del Governo. Nella maggior parte dei casi, non nella totalità. Perchè in Italia la confusione regna sovrana e si è soliti rimarcare il proprio territorio. CONI, FIGC, Governo e Associazione Calciatori dal 21 febbraio non sono mai riuscite a trovare soluzioni univoche per fronteggiare questa emergenza. Il decreto del 3 marzo sanciva che lo sport sarebbe potuto proseguire ma solamente a porte chiuse. I turni di Serie A sarebbero stati recuperati in questo weekend rigorosamente a porte chiuse.

IL CAOS

Alle 12 30 di domenica 8 marzo si gioca Parma-Spal. Le squadre rientrano negli spogliatoi dopo il riscaldamento pronte a giocare questa partita. Alle 12 28 però le squadre vengono avvisate che probabilmente la partita non si giocherà. Motivazione? Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, convoca una riunione per decidere l’eventuale sospensione del campionato. Sì, due minuti prima che le squadre entrassero in campo e dopo che 2 giorni prima il Consiglio dei Ministri (nel quale Spadafora fa parte) aveva deciso di continuare con lo sport a porte chiuse.

La confusione regna sovrana e in un mondo globalizzato questo è inaccettabile. Le notizie sono accessibili a tutti e in tempo reale e non creare allarmismi generali è a dir poco impossibile. L’allarmismo in primis è stato creato dalle istituzioni cambiando la rotta della propria nave costantemente in corso d’opera, vagando per un mare di decreti che sono sempre risultati incompleti e inutili all’obiettivo finale. La nave delle istituzioni sembra non avere un capitano, la truppa fa a modo suo senza rispettare i propri superiori. La nave delle istituzioni vagheggia nel nulla, senza una meta ben precisa, senza un minimo di organizzazione dove la confusione regna sovrana. La speranza è che la nave ritrovi la rotta il prima possibile, anche perchè, se si continua così, il rischio di rimanere bloccati in mezzo al mare è molto alto.

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