Tennis Club Napoli, due secoli di tennis e uguaglianza

Il Tennis Club Napoli nell’arco di due secoli ha dimostrato di essere un polo di bellezza, intrattenimento e uguaglianza nel mondo.

Non solo i grandi giocatori campani sono i protagonisti della rubrica settimanale di tennis Break Point. Anche i circoli campani più celebri per blasone, Storia e vittorie sono raccontati all’interno dell’appuntamento tennistico. Oggi è il turno del Tennis Club Napoli, famoso in tutto il mondo per la sua posizione sul lungomare di Mergellina.

Il Tennis Club Napoli dispone di 6 campi da gioco in terra battuta. Il campo centrale “Carlo d’Avalos” sorge tra due gradinate in grado di ospitare oltre 800 persone. Un circolo nato nel pieno fervore britannico del nascente nobile sport nel 1905 che era riservato anche alla Famiglia Reale e a quelle estere. Un luogo di intrattenimento, aristocratico e soprattutto all’avanguardia: a inizio XX secolo, il circolo era aperto anche alle donne.

Due secoli di tennis e uguaglianza, condita dalla presenza dei soci e ovviamente anche dalla crisi economica. Dai gloriosi anni dei Challenger partenopei sino alla Coppa Davis 2014 passando per l’amministrazione della struttura. Nel 2018, l’incerto futuro della struttura è stato condizionato dalla messa all’asta del circolo considerando la querelle tra il Comune di Napoli e la rivendicazione dei soci e dei lavori effettuati nel corso dei decenni.

Tennis Club Napoli: avanguardia e blasone internazionale

Il 4 giugno 1905 vengono inaugurati la Palazzina Umbertina e i primi campi da tennis in terra gialla in Villa Comunale, raccontati da una cronista d’eccezione, Matilde Serao, nei suoi Mosconi mondani de “Il Giorno”. Negli anni ’20 il principe-tennista Carlo d’Avalos vinse il campionato italiano per il circolo e a lui furono dedicati il campo e il trofeo. La prima edizione del 1970 inoltre fu vinta dal rumeno Ilie Nastase, futuro #1 al mondo e vincitore di due Slam.

Proprio l’anno scorso il Tennis Club Napoli è tornato in Serie A e in attesa di riproporre il grande tennis, si pensa in grande. Il glorioso circolo infatti avrebbe dovuto ospitare il Tennis&Friends l’anno scorso ma la pandemia ha bloccato tutto. I tornei FIT e amatoriali, oltre che quelli sociali, proseguono ma il pubblico partenopeo e internazionale ricorda con piacere i grandi tornei e manifestazioni del passato.

I tornei a livello mondiale

Il blasone mondiale infatti è stato permesso dalla Coppa Davis 2014 disputato sul lungomare, con la vittoria dell’Italia ai danni della Gran Bretagna di Andy Murray per proseguire il cammino concluso in semifinale contro la Svizzera di Roger Federer e Stan Wawrinka. Le gesta di Fabio Fognini, che nel 2010 ha vinto qui la Tennislife Cup, e Andreas Seppi incantarono Napoli in una cornica unica.

Oltre alla competizione a squadre, a Napoli si disputa uno dei più antichi tornei di tennis d’Italia. Nato come Campionato Partenopeo, che, per quanto riguarda il singolare maschile fu disputato per la prima volta nel 1905. Negli anni il torneo ha messo in palio differenti trofei, come a Coppa Gordon Bennet (1907–1910 e 1937), la Coppa Reale (1912–1915), la Coppa del Municipio di Napoli (1926–1938) sino alla Coppa Carlo D’Avalos (1970). Sino al 1991 comprendeva anche i tornei femminili.

Nel corso degli ultimi decenni si è disputato il Challenger di Napoli, con l’ultima edizione del 2016 come Capri Watch Cup ma che non ha avuto seguito considerando i problemi economici. Un torneo prestigioso, vinto in passato da David Ferrer, Richard Gasquet e Potito Starace che ha raggiunto le vittorie del glorioso Nicola Pietrangeli. Uno splendore di un tempo che tutti gli amanti del tennis sperano possa recuperare.

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Burri