Giancarlo Petrazzuolo e il tennis: un amore decennale

Giancarlo Petrazzuolo si racconta al Corriere di Napoli. Una nuova puntata con l’ex tennista azzurra per scoprire i segreti del partenopeo.

Appuntamento particolare per la rubrica sul tennis campano Break Point. Dopo aver parlato della carriera e la vita di Giancarlo Petrazzuolo la settimana scorsa, il classe 1980 ci ha dato la possibilità di scambiare una chiacchierata! L’ex tennista partenopeo si è raccontato al Corriere di Napoli spaziando tra le soddisfazioni da giocatore, la carriera da allenatore e il momento florido del tennis italiano. 

Le due vite tennistiche di Giancarlo Petrazzuolo

Ex #217 al mondo in singolare e #172 al mondo, si è ritirato definitivamente nel 2009. L’azzurro ha vissuto due vite tennistiche considerando che oltre alle soddisfazioni da giocatore, da più di un decennio sta facendo crescere tanti giovani talenti e non solo.

Le soddisfazioni da giocatore

Dopo aver cominciato a giocare all’età di 6 anni, a 18 anni capisce qual è la sua strada. Prima dell’ingresso nel ranking Atp a 19 anni, l’azzurro ha raggiunto le semifinali dei campionati italiani U14 e U16 pur non avendo le stesse carriere giovanili dei giocatori odierni. A livello Challenger ha vinto 32 partite con 56 sconfitte in un bilancio di 88 sfide giocate. Proprio poco prima del ritiro, nel 2008, la finale in Slovenia, in un percorso dove ha battuto anche Robin Haase. Proprio l’azzurro ha ricordato le soddisfazioni da giocatore e allenatore:

Come giocatore, la vittoria del mio primo torneo Futures a Sezze e il mio primo Slam giocato a Melbourne. Come allenatore invece la finale Atp di Casablanca con Potito Starace, il primo turno a Basilea tra Starace e Roger Federer e la vittoria di Melbourne di Simone Bolelli in doppio.
Ma non solo considerando anche le sfide di Simone Bolelli a Marsiglia contro Milos Raonic e Roger Federer in Australia. 

Le esperienze da allenatore

Da circa 10 anni, la carriera di Giancarlo Petrazzuolo è cambiata. Ora è al servizio dei ragazzi, come ci racconta l’ex tennista:

La mia “carriera” ora è al servizio dei ragazzi, abbiamo creato un bel gruppo a Torre del Greco di cui ne vado orgoglioso e spero di dar loro quella spinta necessaria per raccogliere tutti i risultati che meritano.
L’azzurro ha cominciato nel 2010 e presto ha ottenuto tante soddisfazioni. Partito dal Blue Team di Arezzo con Umberto Rianna, ha curato le carriere di Potito Starace e Giacomo Miccini. Dopo le vittorie Challenger e Atp con il tennista irpino, nel 2012 comincia le avventure ai piedi del Vesuvio e con Simone Bolelli, con cui vince 4 Challenger, gli Australian Open di doppio e conquista la top10 di doppio-
A Torre del Greco Riccardo Perin conquista i campionati italiani U13 e U14 nel 2013 e nel marzo del 2014 Bolelli riprende con l’attività agonistica con una classifica 350 Atp dopo l’infortunio al polso. In 12 mesi raggiunge la classifica come #47 nel singolo e #6 in doppio. Abbiamo raggiunto tantissime soddisfazioni per poi concludere la collaborazione nell’aprile del 2015.
Dal 2015 collabora con la Federazione Italiana Tennis prima come tecnico del CTP di Bari e poi come allenatore al Centro Tecnico di Tirrenia. Dopo aver curato i vari talenti azzurri, è tornato in Campania continuando come collaboratore con la Fit: esperienze ricche di soddisfazioni che lasciano sperare bene anche per il prossimo futuro.

Il movimento azzurro

Il movimento azzurro vive un periodo molto florido considerando i dieci giocatori tra i primi 100 nel circuito ATP e le giovani tenniste italiane che hanno portato l’Italia ai preliminari delle Finals 2022 della Billie Jean King Cup. Nelle serie minori o le attività di base, il tennis non ha avuto particolari problemi a causa della pandemia rispetto alle altre discipline sportive. E anche l’ex tennista azzurro l’ha sottolineato:

Fortunatamente il tennis tranne nel periodo iniziale dei mesi di Marzo e Aprile dello scorso anno è sempre andato avanti specialmente per gli agonisti. Gli allenamenti non li abbiamo mai interrotti e per quanto riguarda le competizioni, anche se con difficoltà, abbiamo provato a dare la giusta continuità anche se non è stato facile specialmente per l’attività internazionale.

Ora sembra che tutto stia andando verso la giusta direzione con la ripresa di gran parte delle attività regionali, nazionali e internazionali sicuramente il periodo è ancora difficile ma credo proprio che dal 2022 tutto tornerà come prima. Al tennis minore dico solo di avere ancora un po di pazienza e a breve tutti torneremo a praticare questo meraviglioso sport nella maniera in cui eravamo abituati in passato con l’amore e la passione che contraddistingue gli appassionati di questo sport.

Tornando sul fiorente movimento azzurro, anche Giancarlo Petrazzuolo celebra volentieri le gesta degli azzurri, da Fabio Fognini a Gianluca Mager passando per Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, in attesa di scoprire i nuovi talenti campani e italiani.

Il momento del tennis italiano è di livello assoluto 10 giocatori tra i 100 nel maschile. È qualcosa a cui non eravamo abituati, questo dimostra la qualità straordinaria dei nostri ragazzi degli allenatori e dei progetti federali sempre vicini a quelle che sono le esigenze dei giocatori e delle strutture. Non si raggiungono tali risultati per caso ma è un percorso che ormai è iniziato da tempo e speriamo duri il più a lungo possibile.

Giancarlo Petrazzuolo, tra la sua carriera e il momento del tennis azzurro, si è raccontato in un viaggio entusiasmante che speriamo sia da ispirazione per le nuove leve del nobile sport! Grazie ancora a Giancarlo per la disponibilità e in bocca al lupo!

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