Una personale per Oliviero Toscani: Razza Umana

Razza Umana di Oliviero Toscani è un progetto con cui il fotografo si è preposto il fine di documentare, nello spazio e nel tempo, la varietà dell’uomo in tutte le sue forme. Si tratta di un progetto nato nel 2007 con il fine di documentare attraverso l’arte fotografica tutte le sfaccettature dell’essere umano. Esposta, con installazioni differenti più volte nel tempo, a Napoli Razza Umana è presente nella stazione Toledo di ANM, nel corridoio di collegamento tra la banchina e l’uscita Montecalvario con due grandi light box.

Il progetto delle Stazioni dell’Arte della metropolitana Linea 1 di Napoli è stato, ed è, un programma ambizioso volto all’integrazione dell’arte all’interno del servizio pubblico quotidiano. Numerose sono le partecipazioni e le presenze artistiche in città, tra cui anche quella di Oliviero Toscani con l’esposizione di Razza Umana.

Toscani e la Razza Umana

Il progetto di Razza Umana è nato nel 2007 con la finalità di documentare, attraverso la fotografia e il video le diverse condizioni di vita, morfologiche, fisiologiche della condizione umana. Un catalogo delle espressioni umane, in tutte le sue sfaccettature, attraverso i ritratti di persone comuni, delle più varie estrazioni sociali.

Toscani, in questa maniera, ha voluto sviluppare un personale percorso,

uno studio socio-politico, culturale e antropologico,

come lo ha definito lui stesso. Nel tempo questo studio, che potrebbe anche essere visto come una sorta di capsula del tempo per i posteri, si è arricchito di numerosi ritratti. Ogni qual volta Razza Umana è approdata in un nuovo luogo Toscani ha fatto allestire uno studio fotografico in cui ritrarre le persone del luogo, la gente comune che verrà poi tramandata ai posteri.

Lo studio delle differenze

Sicuramente un progetto fotografico come quello di Toscani è una sorta di pietra miliare che permette di abbattere le differenze culturali di ogni genere e di rimanere anche nell’oltre

noi come una forma di documento visivo per ricordarci come eravamo e come siamo diventati poi.

D’altro canto, se si osservano i tanti volti, di tutte le età e le etnie, si coglie come questi guardino tutti in camera. Quella che il fotografo realizza in questo caso è anche una relazione tra se e il soggetto e che rende così tutte le foto legate tra loro da un file sottile: il fatto di bucare lo schermo. Se si osservano questi ritratti si rimane colpiti dal fatto che sembrano osservare direttamente lo spettatore.

Al centro del quotidiano

Nel progetto iconografico della metropolitana Razza Umana è posto nel corridoio di collegamento tra la banchina direzione Piscinola, della stazione Toledo, e le scale mobili per l’uscita  su piazza Montecalvario, nei quartieri Spagnoli, nei pressi della fondazione Foqus. In questo caso il progetto di Toscani prende le forme di un’installazione su lunghi pannelli a led in due grandi segmenti in cui le varie figure sono poste in prospettiva, da un primissimo piano, quasi gigantografico,

in un lento degradare che crea una vera e propria folla,

ma confusa, che permette di cogliere in un solo colpo d’occhio tutte le sfaccettature della Razza Umana.

In questa maniera il progetto torna a quella che è la manifestazione prima dell’arte, cioè

la sua presenza pubblica,

fuori da un museo e tra la gente in quello che è un luogo sempre affollato, in tutti i giorni dell’anno. Il pensiero di superare le differenze tra le persone, le differenze tra la razza umana, si ripropone quindi davanti a essa stessa ogni giorno.

Nella prossima puntata ci occuperemo del Grande cretto nero di Alberto Burri.

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