Giancarlo Petrazzuolo: la Campania nel mondo

Giancarlo Petrazzuolo, un uomo in missione. L’ex tennista non ha solo sfiorato la top200 ATP ma è soprattutto il mentore di molti azzurri.

Nuovo appuntamento con Break Point che torna puntuale come ogni mercoledì. Il protagonista odierna della rubrica sul tennis campano è Giancarlo Petrazzuolo, ex #217 al mondo nel tennis singolare e #172 in doppio. Specialista della terra rossa, il tennista campano si è ritirato nel 2010 di comune accordo con il suo allenatore Fabrizio Zeppieri. Un giocatore che ha girato il mondo non solo come tennista ma anche come allenatore esportando il modello campano nel mondo. 

Giancarlo Petrazzuolo e i Challenger

Dopo aver cominciato a giocare all’età di 6 anni, a 18 anni capisce qual è la sua strada. In molti lo ricorderanno per le sue attività da allenatore in compagnia di Umberto Rianna o per le gesta nei Challenger di Napoli. Ma Petrazzuolo è molto di più considerando che ha disputato anche le Qualificazioni delle quattro prove Major. In un’intervista a Tennis Circus del 2015, il classe 1980 ha ricordato le sue gesta a cui è più legato:

I 4 scudetti di Serie A con il Capri Sport Academy, il torneo Challenger da 100.000$ di Istanbul che mi ha permesso di entrare per la prima volta nei primi 300 giocatori al mondo battendo per altro al primo turno un top 100 come Jeremy Chardy, la finale al Challenger di Lubiana, aver disputato tutte e 4 le prove dello Slam, ma anche la prima vittoria Future al 10.000$ di Sezze. Come vedi tanti ricordi per tanti piccoli obiettivi raggiunti.

Un giocatore umile che del circuito minore è ben specializzato. A livello Challenger infatti ha vinto 32 partite con 56 sconfitte in un bilancio di 88 sfide giocate. Giancarlo Petrazzuolo non ha mai avuto particolari rimpianti grazie alle serie di vittorie ottenute pur ritirandosi nel 2009 in singolare, nel Challenger di Napoli perdendo al secondo turno. Proprio poco prima del ritiro, nel 2008, la finale in Slovenia, in un percorso dove ha battuto anche Robin Haase.

Coach Petrazzuolo: da Bolelli a Fognini

Come ha dichiarato in varie interviste, Giancarlo Petrazzuolo si è ritirato a 29 anni. Piuttosto presto considerando gli standard di alcuni sportivi ma il campano è rimasto nel mondo del tennis. Celebri sono state le sue collaborazioni con Simone Bolelli e Potito Starace. Proprio il bolognese insieme Fabio Fognini, con cui il campano ha avuto modo di avvicinarsi a più riprese, nel 2015 vinsero la prova del Grand Slam a Melbourne. Tanti premi per i due doppisti azzurri che poi volarono anche a Londra per il Master dei migliori 8.

Un importante ripresa per il bolognese considerando che gli anni d’oro con Claudio Pistolesi, con il best ranking alla posizione #36 al mondo, terminarono con il divorzio dal suo allenatore. Ma la presenza di Petrazzuolo ha permesso al classe 1985 di vivere una seconda vita tennistica oltre gli infortuni prima del ritiro in singolare nel 2019. L’azzurro con Petrazzuolo ha conquistato tre titoli in doppio con Fabio Fognini e Andreas Seppi e perso quattro finali sempre con il ligure di cui tre in Masters1000.

Con dedizione, lavoro e passione Giancarlo Petrazzuolo proverà a migliorarsi in futuro. Non solo per sé stesso ma soprattutto per i suoi allievi, come per il classe 2000 Riccardo Perin, vincitore dei campionati italiani U13 e U14 di singolo e doppio. Un presente e un futuro da coach con la consapevolezza di essere un perno del tennis campano.

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