I mille colori partenopei

Salve a tutti! Da oggi 2 dicembre parte la nuova rubrica “Colori partenopei”. Una volta al mese, scopriremo insieme quali sono le tante sfumature che danno forma alla città di Napoli attraverso le voci di napoletani o “napoletanofili”. I colori partenopei sono vari: si passa dall’arte alla storia, dal cibo al musica, dal calcio alla cultura in generale. Chissà quante sono le storie da raccontare! Stay tuned.

Prima di tutto, bisogna fare un accenno a quello che è stato l’inizio della città partenopea e quindi ciò che ha dato vita ai colori partenopei. Tutto parte nel VI secolo a.C. quando i coloni greci crearono un’insediamento sull’isolotto di Megaride. Qui, attualmente, è situato il Castel dell’Ovo, che chiamarono Partenope, dal nome della sirena che, come narra la leggenda, si era suicidata per non essere riuscita ad ammaliare Ulisse con il suo canto.

Una città nuova

La colonia poi, intorno al 470 a.C., si espanse sulla terraferma prendendo il nome di Neapolis (città nuova) per distinguerla dal precedente insediamento Palepolis (città vecchia). E così passando attraverso varie fasi, divenne prima parte integrante dell’Impero Romano e poi terra bizantina, di cultura essenzialmente greca. Successivamente i Bizantini concessero alla città di costituirsi in ducato autonomo. Poi, dal 1194, la città di Napoli si ritrovò, come il resto dell’Italia meridionale, ad essere conquistata dagli Svevi. Con Federico II di Svevia, nel 1224 si ebbe la fondazione dell’Università di Napoli, prima università europea.

Dal Regno di Sicilia al Regno d’Italia

Dopodiché, nel 1266, l’Italia meridionale passò sotto il dominio dei francesi Angioini che trasferirono la capitale del Regno di Sicilia da Palermo a Napoli. Nel 1501, il Regno di Napoli divenne viceregno spagnolo sotto il diretto controllo della corona spagnola. In seguito a diverse fasi storiche, nel 1734, con la guerra di successione polacca, Napoli passò a Carlo III di Borbone e divenne finalmente indipendente. Dopo un periodo in mano ai Francesi, nel 1816, Ferdinando di Borbone unificò le corone di Napoli e della Sicilia fondando il Regno delle due Sicilie. Infine, il Regno fu conquistato dai Piemontesi ed entrò a far parte del Regno d’Italia sotto i Savoia.

I musei napoletani

Ovviamente, oltre a questo breve excursus storico, c’è da menzionare il fatto che Napoli è tra le città con più concentrazione di luoghi d’arte. Solo presso il centro storico vi sono decine di musei, come il Museo Archeologico Nazionale che è considerato tra i più importanti al mondo. Esso, oltre a contenere una quantità esorbitante di opere, si distingue per la qualità dei suoi prodotti artistici, attentamente selezionati e conservati con estrema cura.

L’arte della pizza 

Infine, come non parlare del prodotto gastronomico napoletano per eccellenza: la pizza. La pizza non nasce esattamente come la conosciamo oggi: tra 600 e 700, inizia a circolare una variante della focaccia che integra alla versione tradizionale nuovi ingredienti (basilico, alici, pomodoro e mozzarella di bufala). Tuttavia, ci vorrà quasi un secolo perché la pizza porti a termine la sua evoluzione: nel 1830 viene aperta la primissima pizzeria. Attualmente, ogni anno Napoli organizza un evento interamente dedicato al piatto più amato nel mondo: il Pizzafest, che si svolge presso la Mostra d’Oltremare e fornisce l’occasione per degustare tanti tipi diversi di pizza.

 Storie, artisti e colori partenopei

Tutto quello di cui si è parlato finora è chiaramente soltanto una piccola fetta della realtà napoletana che è ricca di colori, i “Colori partenopei”. L’arte in tutte le sue forme è una delle componenti più importanti della città che può vantare la presenza di numerosi artisti, sia napoletani (come Pino Daniele, che parla proprio di “mille colori” riferendosi a Napoli) sia soltanto napoletanofili (come Renzo Arbore).

In questa rubrica, ogni intervistato parlerà di un personaggio o di un aspetto particolare della città: passeremo dal parlare di Maradona a Caravaggio, dalle figure femminili napoletane al cibo così squisito per cui la città è famosa. Per leggere le storie e i punti di vista delle persone coinvolte nel percorso avviato oggi, ci diamo appuntamento al mese prossimo per scoprire il primo “colore” della città partenopea.

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