FaceToFace, Paolo Giulierini racconta il MANN digitale

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Paolo Giulierini si racconta al CdN. Il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli affronta vari temi: la ripresa del turismo e l’apertura museale

Paolo Giulierini si racconta al CdN. Continua il viaggio artistico del Corriere di Napoli nell’ambito degli approfondimenti e delle interviste. Abbiamo avuto l’onore di intervistare il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli: i punti emersi nell’arco della chiacchierata sono vari e molto interessanti.

Al tempo del Coronavirus, il MANN è risultato essere il sito museale più attivo di Facebook ma non solo: tante le iniziative sviluppate grazie all’ausilio della tecnologia. Grazie ai contenuti multimediali infatti, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli riuscirà a rendere interattiva la Giornata dei Musei del 18 maggio. L’unico modo per fronteggiare la pandemia, che per il MANN dovrebbe finire il prossimo 2 giugno.

Vivi con noi la chiacchierata con Paolo Giulierini che spiega le prossime attività del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e il modo di fare turismo nei prossimi mesi. Buona lettura con…Paolo Giulierini si racconta al CdN! 

PAOLO GIULIERINI SI RACCONTA AL CDN!

-Salve Direttore, il MANN come ha vissuto il periodo di pandemia?
-Naturalmente, ciascuno di noi, durante la fase 1 della pandemia, ha sofferto profondamente per il dramma vissuto non soltanto dall’Italia, ma da tutto il mondo. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha cercato, però, di coinvolgere il pubblico social in un viaggio alla ricerca della Bellezza.

-Le tecnologie sono state un supporto fondamentale, ma abbiamo tentato di offrire agli internauti la ventata di emozioni e speranze dell’arte. Il nostro impegno ed il nostro entusiasmo sono stati premiati: secondo una rilevazione del Politecnico di Milano, durante il lockdown il MANN è stato il Museo italiano più attivo su Facebook. Non si tratta soltanto di numero di post, ma di energie e idee per alimentare una cultura realmente condivisa che, nell’emergenza, è ancora di salvezza.

-Quali sono le attività in programma per la Giornata mondiale dei musei?

-La Giornata dei Musei, quest’anno dedicata al tema delle differenze e dell’inclusione, sarà da noi vissuta in versione social, perché l’ipotesi di riapertura, per il MANN, è il 2 giugno.
Valorizzeremo degli importanti percorsi fotografici che abbiamo realizzato negli scorsi anni e danno conto dei differenti modi per guardare un’opera d’arte; ancora, presenteremo i progetti dedicati al pubblico con esigenze speciali e ai diversamente abili.

-Il 18/05 non è soltanto la Giornata mondiale dei musei ma anche la data prevista della riapertura. Come si sta preparando il Museo Archeologico?

-La data prevista per la riapertura del MANN è il 2 giugno: la scelta di posticipare, rispetto all’ipotesi ministeriale, è stata dettata dall’esigenza di adeguare l’Istituto agli standard di sicurezza previsti per la fase 2 dell’emergenza sanitaria. Apriremo con tante mostre in proroga: tra queste, “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, “Lascaux 3.0”, “Capire il cambiamento climatico” e “Superwomen. Super 8X 8 città”.

Un’offerta variegata, dall’archeologia all’attualità, dalla sperimentazione creativa alle nuove tecnologie per raccontare la Preistoria, raggiungendo quel pubblico che, a causa del lockdown, ha avuto meno tempo per fruire di esposizioni importanti ed amate dalla critica.

Non mancheranno le novità: il nuovo allestimento delle sale degli affreschi e la mostra temporanea sugli “Etruschi e il MANN”, che ricostruirà la presenza della popolazione italica in Campania.

-Come cambierà la fruizione dei musei e in generale dei beni culturali dopo la pandemia?

-In una prima fase, dovremo prevedere visite per gruppi contigentati di visitatori, che accederanno alle sale con prenotazione e indossando dispositivi di protezione individuale. In seguito, quando le autorità competenti ci daranno nuove disposizioni, potremo lentamente ritornare alla normalità, tenendo presente che il ricorso al digitale è un supporto da implementare anche quando è possibile la fruizione fisica dell’opera d’arte.



-Quale crede che potrebbe essere l’effetto dell’emergenza sulla riapertura?
-Sicuramente, dovremo ripensare, almeno per una prima fase, i numeri che avevamo avuto nel passato recente. Eppure guardo in positivo: molti visitatori ci scrivono, perché hanno nostalgia del Museo. Si ritornerà alla normalità con lentezza, ma forse percependo ancora di più il valore immenso del nostro patrimonio culturale.

-Avete già pensato a nuove modalità per incentivare gli ingressi?
-Ridurremo il prezzo intero del biglietto d’ingresso e lanceremo una nuova campagna di abbonamento a costi ancora più competitivi: la cultura è un bisogno del quotidiano, ancor di più in un momento di ripresa come quello che ci aspetta.

– Considerando il momentaneo blocco degli spostamenti tra regioni e, soprattutto, l’inevitabile riduzione del turismo dall’estero che si andamento si aspetta per il museo, almeno per quest’estate?
-Immagino che molti cittadini campani ed abbonati ritorneranno a fruire dell’offerta culturale del MANN: penso che, per quest’estate, il turismo avrà una percezione slow, forse più attenta alla qualità delle nostre proposte. Non è escluso, al momento, un turismo di prossimità tra le regioni del Sud Italia.

Foto in copertina di Paolo Soriani

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