FaceToFace: Fallintravels si raccontano, “perché non viaggiare?”

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Fallintravels si raccontano. Tramite una diretta Instagram oggi abbiamo avuto il piacere di parlare con Sathya e Linda, che nell’ottobre del 2018 hanno creato il loro blog e profilo Instagram nel quale raccontano e documentano i loro viaggi. Fallintravels si raccontano, “perché non viaggiare?”. Ecco gli argomenti che abbiamo affrontato con loro e che potete trovare sulla nostra pagina Instagram.

Fallintravels si raccontano

Chi siete e da dove venite?  Come è nato il progetto Fallintravels?

S: Noi siamo Sathya, un ragazzo che viene dalla provincia di Lecce, e Linda, una ragazza che viene dalla provincia di Livorno. Ci siamo conosciuti due anni e mezzo  fa a Tenerife durante la stagione invernale. Io facevo escursioni in barca per turisti e Linda lavorava nel bar dove tutti i giorni facevo pausa pranzo, e fra una pausa e l’altra ci siamo conosciuti…

L:…è scattato l’amore

L: Nonostante la distanza che ci ha messo in difficoltà all’inizio, la passione che abbiamo per i viaggi  ci ha fatto intraprendere questo progetto insieme, che sarebbe lavorare l’estate e viaggiare l’inverno insieme. Ogni inverno cerchiamo di partire con i soldi fatti durante l’estate, risparmiando il più possibile. Il progetto in sé per sé è nato “per sbaglio”: il giorno che eravamo in aeroporto e stavamo per partire per la Tailandia, abbiamo deciso di aprire un pagina Instagram insieme per condividere le foto del viaggio. Le foto del sud-est asiatico hanno riscosso un gran successo e abbiamo creato il blog. Quindi abbiamo deciso di passare la stagione estiva in Salento e l’inverno partiamo. Il primo viaggio insieme è durato 2 mesi ed avevamo i biglietti aerei di andata e ritorno. Quest’anno invece avevamo comprato un biglietto di sola andata.

È stato un progetto bello, ma avete dovuto sacrificare delle cose?

L: Si esatto. Ηo dovuto lasciare il lavoro che avevo qua(Toscana). Anche se non  era il lavoro della vita, non ci ho pensato due volte ad andare in Salento.

Perché viaggiate?

L: La vera domanda è perché non viaggiare? Consiglio a tutte le persone, che non vogliono viaggiare per diversi motivi, di fare un viaggio e ripensarci. Viaggiare ti cambia completamente la vita, il modo di pensare, il modo di rapportarsi con gli altri. A noi ci fa sentire liberi e vivi come non ci sentiamo in nessun altro ambito. Viaggiare significa togliere tutti i pregiudizi per capire tutte le realtà diverse esistenti nel mondo. Viaggiare è accettare il prossimo.

Come avete vissuto questi due mesi di quarantena?

S: Eravamo in viaggio e all’inizio dell’emergenza abbiamo deciso di rientrare in Italia, per paura di rimanere bloccati in Asia. Pensavamo fosse un problema limitato all’Asia, non pensavamo a una situazione del genere in Italia e in Europa. Siamo tornati con la voglia di viaggiare ancora, infatti ci stavamo organizzando per dei viaggi in Europa. Ora siamo in quarantena a San Foca, in provincia di Lecce.

Secondo voi come si evolverà il turismo dopo tutto questo?

L: Credo che all’inizio ci sarà un turismo più responsabile. Mi aspetto un attenzione in più. Noi comunque in viaggio cerchiamo di cautelare sempre la nostra igiene. Sicuramente si utilizzerà di più la mascherina in treno o in aereo, cosa che in Asia c’è già da anni ed è una normalità: sia per lo smog, sia per evitare di contagiare gli altri nel caso si è malati. C’è un rispetto per il prossimo elevatissimo.

Tutti i paesi visitati dall’inizio del progetto?

S: Siamo stati nel sud-est asiatico, per ben due volte perché noi amiamo l’Asia. Durante il secondo viaggio abbiamo raggiunto anche Myanmar, Singapore e Indonesia. Saremo dovuti andare in Nepal, India e Sri Lanka, ma ci siamo dovuti fermare. In Europa invece siamo stati solo a Londra, in Slovenia e poi abbiamo girato tutta l’Italia.

Avete un posto preferito dove siete stati?

L: Il mio posto preferito è Bali. Nonostante sia molto turistica, loro non hanno perso la loro autenticità…

S:…e naturalmente Tenerife rimane la nostra seconda casa

Come pagate i vostri viaggi? Ci sono sponsor o sono pagati esclusivamente da voi?

S: Sono soldi nostri che guadagnano lavorando l’estate. In base a quanto riusciamo a metterci da parte, ci stabiliamo un budget giornaliero che cerchiamo di rispettare.

L: Non facciamo la vacanza in un resort…È il prezzo da pagare se si vuole viaggiare come noi. Noi l’estate lavoriamo e basta. Per noi non è una privazione non  andare a ballare o non andare a cena fuori. Il nostro budget giornaliero per mangiare, spostarsi e fare tutto è di 10 euro al giorno a testa. Basta sapere le proprie priorità, tutti possono viaggiare.

S: Manteniamo i rapporti con la gente del posto.Durante i viaggi prendiamo i loro mezzi…abbiamo fatto anche l’autostop. In Asia non abbiamo mai avuto paura! In Asia sono super disponibili.

Evento più bizzarro accaduto in viaggio?

S/L: Quando eravamo a Singapore, in ostello si è rotto lo scarico del bagno. Ha iniziato iniziato a fare un rumore incredibile. È arrivata la polizia alle tre di notte e abbiamo passato la notte in bianco

S: Un altro fatto strano è stato al confine della Birmania. Superato il confine si sono avvicinate delle persone che avevano i denti rossi. All’inizio pensavamo che fosse una malattia, poi abbiamo scoperto che è una tradizione. Di questa storia ne abbiamo scritto un articolo sul blog… Inoltre in tutti i paesi del sud-est asiatico hanno l’usanza di sputare. Sono anche rumorosi quando mangiano…

Piatti tipici mangiati?

S: Mangiamo sempre street food locali. Sia per mantenere basso il budget, sia per provare anche il loro cibo. In Tailandia è tutto piccante.

L: Mangiavamo con un euro testa: Si mangia quasi sempre riso e pollo. In Tailandia il piatto tipico è il Pad Thai. In Indonesia abbiamo mangiato tanti piatti tipici, soprattutto nei mercati.

Tipo di alloggio

L: Dormiamo sempre in ostello o in guesthouse. Una volta abbiamo provato a usare un’app, COUCHSURFING, ma non abbiamo trovato disponibilità. Abbiamo spesso condiviso stanze e bagni con tanta gente.

S:Noi decidiamo giorno per giorno l’alloggio e non abbiamo bisogno di prenotare. Andando sul posto è più comodo, perché si può anche contrattare, cosa tipica in Asia. Fortunatamente non abbiamo mai avuto esperienze negative e abbiamo fatto amicizia con le altre persone, tra viaggiatori ci si aiuta…

L:….in un ostello in Malesia abbiamo conosciuto due ragazzi spagnoli che rincontreremo appena si sbloccherà tutto.

Quali lingue parlate? Quando e dove avete avuto problemi comunicazione?

S: Parliamo inglese, ma in Asia facciamo un mix con i gesti. Spesso usiamo Google traduttore o mostriamo le immagini. Abbiamo sempre incontrato gente disponibili che ci ha sempre aiutato.

L:In Vietnam soprattutto è stato difficile comunicare, perché non si parla per niente inglese. Spesso usiamo le guide della Lonely Planet che a fine pagina hanno le parole utili che ci possono servire. La lingua non deve essere un freno, non deve bloccare il viaggiatore…Una volta in Birmania abbiamo chiesto un’informazione ad un contadino e lui non parlava inglese, ma pur di farci capre ha preso un sasso e ha disegnato il tragitto sulla terra.

Qual è stato il popolo il più cortese che avete incontrato? Fallintravels si raccontano

S: I più disponibili sono stati gli indonesiani e i tailandesi, più abituati al turismo

L: Anche la Malesia, un pò tutti. Quelli meno cortesi in Cambogia, un pò più diffidenti. Loro cercano di farti spendere il più possibile, sei visto come una banconota che cammina.

Avete mai avuto paura del possibile terrorismo islamico ?

L: La cultura islamica l’abbiamo vissuta in Malesia e in Indonesia. In Malesia ci sono tante donne con il burqa, ma non abbiamo mai avuto problemi, non abbiamo mai giudicato e non ci siamo mai sentiti in pericolo

Vi vedremo mai in TV?

S: Abbiamo già collaborato con “Il mondo insieme” di Tv2000. Abbiamo inviato un video di saluto, mentre eravamo in viaggio, per raccontare la nostra esperienza. Siamo rimasti d’accordo che ci saremo sentiti una volta in Italia. Comunque si, l’idea di farci vedere e conoscere non ci dispiace.

L: Ci piacerebbe anche ispirare qualcuno, che è bloccato e non riesce a partire.

Blog e Canale Youtube: Fallintravels si raccontano

S: Ci siamo sempre concentrati di più sul blog. Cercheremo di essere più attivi su YouTube, dove faremo video per raccontare le nostre esperienze. Non ci siamo mai dedicati troppo ai video perché volevamo vivere le esperienze al 100%, senza dover sacrificare i momenti preziosi.

L: Spesso ci siamo seduti su un gradino di un tempio ad osservare ciò che accadeva intorno. Quando abbiamo provato a fare i primi video ci siamo accorti che ci innervosivamo troppo e non ci godevamo il momento.

Ιn un futuro vi vedete vivere in Asia?

S/L: Si assolutamente. Non sarebbe un problema trasferirci definitivamente in Asia. Noi ci adattiamo facilmente. Se dovessimo vederci in un paese asiatico a vivere sarebbe o la Malesia (che è un pò più occidentalizzata e moderna) o Bali. Dell’Italia ci mancherebbe sicuramente il cibo.

Quali viaggi avete in mente e quali sono i vostri progetti futuri?

S: Vogliamo ricominciare da dove abbiamo lasciato. Fare Nepal, India, Sri Lanka,Filippine, Taiwan, Giappone…magari un giorno anche la Cina. Dopo vorremo fare un road trip in Nord America, affittando un camper. Partire dall’Alaska, per poi andare in Canada e gli Stati Uniti. E infine vorremo fare zaino in spalla in Centro e Sud Smerica, quindi dal Messico all’Argentina. Visiteremo anche tutta la Penisola Iberica.

L: Di posti da visitare ce ne sono un’infinità. Vorrei andare in Oman, Giordania, Egitto, Marocco…Pechino Express? Magari!. Per quanto riguarda la pubblicazione di un libro si vedrà; scrivere mi è sempre piaciuto, ora non sto progettando niente, ma chissà….

Visita il loro blog e il loro canale YouTube . I Fallintravels si raccontano.

https://fallintravels.it

https://www.youtube.com/channel/UC-SPodukEQM0zgMnIg3vlGA

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