Pino Imperatore con la ricetta perfetta: Aglio, olio e assassino

Pino Imperatore protagonista con un libro che molti definiscono “perfetto”: Aglio, olio e assassino, il giusto connubio tra mistero e ironia.

Pino Imperatore protagonista con un libro che molti definiscono “perfetto“: Aglio, olio e assassino, il giusto connubio tra mistero e ironia.

Trama del libro

La storia è ambientata a Mergellina dove i Vitiello hanno una trattoria, Parthenope, che profuma di casa. Di fronte a questo locale, apre un commissariato, dove prende servizio l’ispettore Gianni Scapece, il quale, essendo nato proprio in quel quartiere, risulta essere anche un’amante della buona cucina dei Vitiello. Poco prima del Natale, Napoli fa da sfondo a un omicidio particolare, a tratti macabro: un ragazzo, “condito” con aglio, olio e peperoncino. L’ispettore avrà l’arduo compito di ricercare e scoprire le leggende e le credenze in merito , della cultura partenopea, aiutato però dal commissario Carlo Improta e dalla famiglia Vitiello.

Biografia dell’autore

Pino Imperatore è nato nel 1961 a Milano da genitori emigranti napoletani. Vive ad Aversa e lavora a NapoliPino Imperatore. Negli anni del liceo si avvicina alle materie umanistiche, scoprendo le sue capacità di scrittore. Laureato all’Università Federico II di Napoli in Scienze politiche, comincia un corso di giornalismo coordinato da Giancarlo Siani, il quale diventa un punto di rifermento per il giovane scrittore. La sua nota comica nasce negli anni novanta, nei cabaret e teatri di Napoli, dove recita come attore amatoriale. Fonda un laboratorio di scrittura comica e umoristica “Achille Campanile”, dopo aver vinto nella sezione Migliore scrittura comica del premio Massimo Troisi, diventandone successivamente il responsabile.

Alcune opere dello scrittore sono: 

  • Bentornati in casa Esposito
  • Questa scuola non è un albergo
  • Allah, san Gennaro e i tre kamikaze
  • Aglio, olio e assassino
  • Con tanto affetto ti ammazzerò

Commento

La caratteristica principale di questo libro è il senso di familiarità che trasmette. Non racconta solo un caso da risolvere, ma ha la giusta dose di ironia e mistero criminale. È paradossalmente solare, rende felice e ti spiazza ricordandoti che c’è un caso da risolvere. Non è pesante ma non è comico, non è leggero perché è pur sempre un giallo, ma ha la giusta dose di entrambi che ti porta a sfogliare pagina dopo pagina tutto il libro nel giro di poco tempo. E alla fine, non puoi che farti scappare un sorriso di approvazione. Consigliato a napoletani e non, per rivivere, soprattutto in questo momento, la sensazione di passeggiare tra le strade di Napoli e del profumo di un buon pasto in trattoria, tra umorismo e suspense.

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