News: le aziende in Campania mandano a casa

Durante il tavolo di ieri, sembrava che l’accordo si potesse trovare sulla proroga della cassa integrazione per altre cinque settimane e il ricollocamento dei lavoratori presso altre aziende, ma la Jabil in Campania voleva che nel verbale si scrivesse che la ricollocazione era obbligatoria; un funzionario del Ministero del Lavoro ha spiegato che cio’ era illegittimo, e cosi’ e’ saltato tutto. “Forse l’azienda non ha mai voluto davvero trattare” dice un altro dipendente non licenziato, “e comunque ha proposto la ricollocazione senza alcuna garanzia per gli addetti licenziati, ovvero senza la copertura dell’articolo 18 e la rassicurazione che il lavoratore mantenesse analogo stipendio e mansione anche nella realtà in cui veniva ricollocato”.

Le parole di Accurso

“Alle 23”, spiega Antonio Accurso, Segretario Generale Uilm Campania, si era quasi siglato l’accordo per ritirare i licenziamenti, ma l’azienda alle 23.50, con un colpo a sorpresa, ha dichiarato di non voler proseguire su questa strada”. Il tavolo potrebbe riprendere questa mattina per un ultimo tentativo di scongiurare i licenziamenti.

Secondo Accurso l’azienda ha improvvisamente detto no a “un percorso condiviso per la gestione degli esuberi.” Per il rappresentante sindacale “la Jabil con questo atto scellerato mette in discussione la missione industriale, e crea forte incertezza minando la sua credibilità. Chiediamo al Governo di tentare un’ultimo sforzo per riportare tutti al buonsenso o altrimenti di mettere in sicurezza il sito e accertare tutte le responsabilità“. Conclude Accurso.

“È mortificante per il Governo e le istituzioni di questo Paese il comportamento della Jabil, che dopo tre giorni di trattativa, ha fatto saltare il tavolo, procedendo a licenziamenti illegittimi e lasciando gli altri 350 lavoratori senza alcun ammortizzatore”. Quanto afferma il segretario della Fiom-Cgil di Caserta Francesco Percuoco, commentando quanto accaduto nella notte.

“Le istituzione territoriali e nazionali diano un mano concreta”. Mauro Musella, lavoratore e delegato Uilm, dice che “la Jabil ha buttato a mare tutti gli sforzi che lavoratori e sindacati hanno fatto in questi giorni. Ormai Jabil Italia non può più fornire alcuna risposta, tutto si deciderà negli States”. Un altro lavoratore, anch’egli licenziato, guarda oltre: “Se anche dovessi impugnare il licenziamento, che ci hanno detto sia illegittimo come faro’ a sopravvivere, visto che un dipendente licenziato che impugna l’atto non percepisce la disoccupazione?”

Foto: Luisa Severino photographer

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