Coronavirus, librerie aperte ma non in Campania

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte annuncia la riapertura di librerie e cartolerie. Nel frattempo i giovernatori di Lombardia, Piemonte e Campania affermano che le attività resteranno chiuse.

L’annuncio di Conte e la risposta di De Luca

Sono passate appena quarantotto ore dal decreto del premier Conte: cartolibrerie, librerie, negozi di articoli per bambini, lavanderie e distributori automatici potranno riaprire dal 14 aprile. Gli esercizi, che saranno tenuti rispettare le misure anti-contagio, non riapriranno invece in Campania. Non sono sufficienti le entrate a scaglioni, le distanze di sicurezza e l’uso di dispositivi di di protezione per il governatore de Luca, che dichiara: “Risultano diffusi sul territorio nuovi e diversi cluster familiari e locali, presumibilmente originati dalla inosservanza delle misure di distanziamento sociale prescritte, che destano notevoli preoccupazioni”.

In particolare l’ordinanza firmata dal Presidente della Regione Campania prevede il prolungamento della chiusura delle attività fino al 3 maggio. Non sono dunque previste eccezioni per librerie, cartolibrerie, distributori automatici  e lavanderie, che dovranno tenere le saracinesche abbassate. Gli unici negozi che potranno restare aperti sono gli esercizi che vendono abbigliamento per neonati e bambini, ma con notevoli limitazioni. Infatti tali attività potranno essere svolte solo “due mattine a settimana, il martedì e il venerdì con orario 8,00-14,00.”

La Campania segue dunque la scia di Lombardia e Piemonte, che confermano il blocco totale. Il governatore lombardo Attilio Fontana decide di riaprire solo i negozi di abbigliamento per bambini. Il presidente del Piemonte Alberto Cirio sceglie invece di non recepire alcuna delle disposizioni contenute nel decreto del 10 aprile. È opposto l’atteggiamento del Governatore veneto Luca Zaia, che chiede una riapertura anticipata degli esercizi commerciali. Il leghista propone addirittura che i primi negozi a tornare in attività siano quelli di Vo’ Euganeo, colpiti anticipatamente dal Coronavirus.

 

 

 

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