Politica: Nilde Iotti, capolista della Repubblica

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Ormai è difficile sentir parlare d’altro che non sia il contagio, i dati dell’OMS, la curva di guariti, ricoverati, il lockdown e quant’altro. Ma è importante ricordare anche altro. E specialmente in questa situazione non possiamo trascurare il ruolo centrale dei nostri capi politici. Tendenzialmente la responsabilità ricade sempre su chi prende le decisioni. E queste si rivelano tanto più gravose quanto più controverse sono le questioni da affrontare. Oggi vogliamo ricordare un nome importante della sfera politica italiana, Nilde Iotti. La capolista delle donne della Repubblica.

LA STORIA

Nilde Iotti è nata a Reggio Emilia il 10 aprile 1920 ed è morta a Roma il 4 dicembre 1999. Proprio oggi l’Italia celebra i 100 anni dalla sua nascita. Ne ricorda la vita, soprattutto per il suo ruolo attivo nella Resistenza. Ha diretto il Gruppo di difesa della donna e, dopo il 25 aprile del 1945, è alla guida dell’Unione Donne Italiane. Ma sapeva bene che la strada della rivoluzione era ancora lunga. E non poteva fermarsi alla liberazione dell’Italia. Aveva capito che la lotta doveva proseguire su un altro fronte, quello di emancipazione femminile. Con questa determinazione divenne membro dell’Assemblea costituente che contava soltanto 21 donne su 556 eletti. 

PERCORSO POLITICO

Nilde Iotti da rappresentante politica e capolista delle donne nella Repubblica militò al fianco dei comunisti. Il 18 aprile 1948 fu eletta alla Camera dei deputati e sempre riconfermata in tutte le successive legislature. Portò avanti numerosissime battaglie a favore dell’introduzione del divorzio e per la tutela delle famiglie. Nel 1971 promosse la mozione per la revisione del Concordato tra Stato e Chiesa cattolica. Ottenne anche la nomina a vicepresidente della Camera nel 1972 e nella VII legislatura (1976-79) e quella di presidente della Commissione Affari costituzionali.

IN CAMPO EUROPEO

In Politica estera, oltre che capolista delle donne nella Repubblica, Nilde Iotti fu anche un aperta sostenitrice del movimento europeista. Dal 1969 al 1979 rivestì l’incarico di deputato del Parlamento Europeo e nel 1993, durante la XI legislatura venne eletta vicepresidente dell’Assemblea della Conferenza sulla sicurezza e cooperazione in Europa (CSCE). La donna dedicò tutta la sua vita all’attività politica. Nella XII e XIII legislatura, infatti, figurò anche come presidente della Delegazione parlamentare italiana all’Assemblea del Consiglio d’Europa. Poi fu membro della Delegazione parlamentare italiana all’Assemblea della Unione Europea Occidentale ed infine concluse la sua carriera nel 1997 come vicepresidente del Consiglio d’Europa.

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