Arte&Cultura: Il lungo viaggio in bicicletta di Jovanotti

In un periodo tanto delicato e teso come quello della quarantena ci siamo tutti resi conto di quanto sia importante la prevenzione. E non solo dai virus e dai batteri. L’isolamento ci mostra panorami dal cielo più terso. In tutte le città cala il tasso di inquinamento. Ci consola, almeno, sentire che i nostri mari sono più puliti. Possibile che ci sia bisogno di una crisi pandemica per depurare l’aria? L’unico modo per salvare l’ambiente è chiudersi in casa? Jovanotti, con il suo lungo viaggio in bicicletta, ci ha mostrato una valida alternativa.

IL PERCORSO

“Non voglio cambiare pianeta“. Aveva dichiarato il cantante prima del viaggio che ha intrapreso tra lo scorso Gennaio e Febbraio 2020. Il lungo viaggio di Jovanotti in bicicletta lo ha portato alla scoperta di luoghi lontani, specie dal Coronavirus, per un totale di 4 mila chilometri percorsi. Il suo intento era quello di riscoprire un contatto autentico con la natura. Ha, infatti, raccontato di ricordare ogni singolo istante e ogni tappa del suo percorso. Dalla costa cilena sul Pacifico fino al deserto di Atacama. Passando per le Ande e l’Argentina il suo giro in bicicletta per il Sud America si è concluso a Buenos Aires. Purtroppo, però, il rientro in Italia non si è rivelato altrettanto lieto. Dopo aver trascorso tanto tempo all’aria aperta, il brivido dell’avventura ha lasciato spazio alla reclusione forzata in casa.

IL DOCU-FILM

Nel suo lungo viaggio in bicicletta, Jovanotti ha attraversato i famosi terreni della Pan-America (dall’Alaska) tra Cile e Argentina. Nel corso della sua avventura ha effettuato molte riprese, immagini di paesaggi e gente del popolo. Il girato sarà presto disponibile, dal 24 Aprile su RaiPlay in una sorta di documentario suddiviso in 16 puntate. Il titolo è, appunto, “Non voglio cambiare pianeta.” Il Cherubini si è occupato personalmente delle musiche, mentre il lavoro, montato e diretto da Michele Maikid Lugaresi, reca la produzione di SoleLuna. Il cantante romano, comunque, è abbastanza avvezzo a questo tipo di imprese: nel 2017 attraversò in solitudine la Nuova Zelanda per venti giorni. La testimonianza di quell’esperienza è un altro documentario, “Vado a farmi un giro“. Crediamo che adesso, finalmente, si stia godendo un po’ di meritato riposo.

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