20.1 C
Napoli
venerdì, Maggio 20, 2022

Totòtruffa: la strada di Totò ai Quartieri Spagnoli

Totò è stato un artista davvero completo: attore, commediografo, poeta, paroliere e sceneggiatore. Considerato uno dei maggiori interpreti nella storia del teatro e del cinema italiano, soprattutto per alcuni ruoli drammatici.

Totòtruffa ’62

Uno dei suoi film più celebri è “Totòtruffa ’62” (1961) di Camillo Mastrocinque con Totò e Nino Taranto. Si tratta di un film che contiene alcune tra le più celebri battute di Totò e sketch entrati nel mito. Una delle scene più conosciute è quella della truffa del vespasiano. Antonio (Totò) e Camillo (Taranto) inscenano la truffa davanti ad un ristorante, con l’intento di farsi pagare una tangente dal proprietario del ristorante.

Nella sequenza successiva, però, i due personaggi vengono fermati dal vigile perché sono passati col semaforo rosso. “Sarebbe una banalissima storia d’amore contrastato, se non ci fossero Totò e Nino Taranto a rimediare con la loro forza comica e le loro battute a ripetizione”: così il film era stato descritto da Francesco Mininni.

Street art per Totò

street art totò

Nel 2019, nei Quartieri Spagnoli, una strada è stata dedicata a Totò: l’obiettivo era quello di omaggiare il grande attore con l’arte.

L’arte di strada è ormai usata come strumento per decorare i vicoli di Napoli e, soprattutto, dei Quartieri Spagnoli. La creatività diventa realtà: così, i tanti artisti di strada convocati dagli amministratori della pagina Facebook “Quartieri Spagnoli”, hanno dato sfogo alle proprie mani e bombolette spray. Tra i ritratti ormai celebri, abbiamo quelli di grandi volti, come quello di Sophia Loren, di Maradona e di Bud Spencer.

Storia e tradizioni nelle strade dei Quartieri

Nel 2019, il protagonista è stato, per l’appunto, il principe Antonio de Curtis. Le opere dedicate al grande attore napoletano si trovano in via Porta Carrese, dove migliaia di cittadini e turisti si recano abitualmente (o perlomeno questo avveniva prima del Covid-19).

In un articolo del 5 settembre 2019, “Voce di Napoli” scrive: “L’obiettivo è quello di proiettare nel futuro un’area popolare piena di storia e tradizioni. Guardare avanti senza dimenticare le proprie origini. Il passato come ponte per un viaggio avanti nel tempo”.

Ti potrebbe interessare:

La sirena Partenope: tra mito, simbolo e attualità

Articoli Correlati

I NOSTRI SOCIAL

2,226FansLike
2,660FollowersFollow
51FollowersFollow
34SubscribersSubscribe

Articoli Recenti