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lunedì, Agosto 15, 2022

Elsa Morante e Procida: Arturo nell’isola della Cultura

Secondo libro per la rubrica Specchi di Carta è ”L’isola di Arturo”, un libro da premio Strega di Elsa Morante.

In onore della proclamazione di Procida 2022 capitale della Cultura, abbiamo dato spazio ad un’isola che non solo è invidiata in tutto il mondo, ma è anche fonte di ispirazione per grandi artisti e scrittori.

Trama del libro

Isola di Procida, anno 1938. Il protagonista è Arturo Gerace, mezzo napoletano e mezzo tedesco, orfano di madre e cresciuto con un padre quasi totalmente assente. Arturo vive di sogni: a causa della situazione familiare è cresciuto senza vizi, in un palazzo fonte di avventure irreali. Cresciuto in solitudine, a parte un bambino, Silvestro, e un cane, un giorno si ritrova davanti la nuova sposa del padre, la quale  ha più o meno la sua età. Qui si ha il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, in cui sentimenti contrastanti si faranno strada tra i vari personaggi della storia. Gelosia, nei confronti di un fratellino appena nato, attrazione per Nunziata e repulsione nei confronti di un padre sempre venerato, nonostante l’assenza. Arturo si ritrova disilluso, ad affrontare una realtà a cui non era stato preparato.

Biografia dell’autore

Elsa Morante (nata a Roma nel 1912), moglie di Moravia, è sicuramente una delle scrittrici italiane più importanti del ‘900 e l’isola di Arturo, con il quale vinse un premio Strega è una delle sue opere più celebri. Da giovane si iscrisse alla Facoltà di Lettere, ma l’abbandonò per iniziare a mantenersi con varie collaborazioni a riviste. Ha scritto tantissimi racconti, poesie e libri celebri, come La Storia, Menzogna e Sortilegio ed Aracoeli. Il libro La Storia figura nella lista dei cento migliori libri di tutti i tempi stilata nel 2002.

Argomenti trattati

I temi trattati variano dal dolore al mistero, passando per l’ignoranza. Come già scritto, il padre è il centro dell’universo di Arturo. Quando una certezza così forte crolla, Arturo si ritroverà disperso in un mare di delusione. È un libro non proprio leggero, bisogna essere pronti ad assimilare tante sensazioni negative, che possono essere d’insegnamento ma non piacevoli a primo impatto. La scrittura è semplice e scorrevole, agevolata anche da qualche dialogo dialettale. Un’ulteriore nota a favore è la capacità di immedesimarsi velocemente nel protagonista in quanto, chi più chi meno, abbiamo tutti subito delusioni una volta nella vita.

 

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