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domenica, Maggio 29, 2022

INTERVISTA – Uno Non Basta: il Position Paper raccontato in pillole

Siamo giovani in Italia. Siamo troppi in aula e siamo solo un numero, siamo tirocinanti non pagati o siamo cervelli in fuga, siamo precari se non siamo disoccupati. Siamo il futuro. E siamo senza soldi.

Recita così il position paper di “Uno Non Basta”, movimento nato per incentivare le decisioni su come gestire i 196 miliardi di Next Generation, il programma di maxi-prestito europeo per rimediare ai danni del Covid-19. Fondi necessari per costruire il futuro del paese: un argomento che riguarda tutti, a partire dai più giovani, tra le fasce più colpite della pandemia. Fondi, che secondo le prime bozze, per “Giovani e Politiche del Lavoro” l’Italia investirà solo l’1% dei fondi europei.

Abbiamo avuto la possibilità di scambiare due chiacchiere con Margherita Carusi, co-founder di Officine Italia, che insieme all’altra associazione no-profit Visionary, ha coordinato l’iniziativa “Uno Non Basta”.

Un nome, un team: la scheda di #UnoNonBasta

Margherita Carusi, 25 anni, milanese di nascita, è un Ingegnere biomedico prima gestionale poi, al momento fellow di un MBA presso il Collège des Ingenieurs, nonché co-founder di Officine Italia, ha spiegato ai raggi X la scheda di #UnoNonBasta:

Uno Non Basta è il frutto del lavoro sinergico di un gruppo di realtà giovanili, coordinato dalle associazioni no-profit Visionary e Officine Italia.

Visionary è un’associazione e movimento di giovani che si impegna per la promozione dell’equità sociale e della partecipazione alla cittadinanza attiva giovanile. Officine Italia, è un’associazione nata per contribuire alla sfide economiche e sociali del Paese, per un futuro brillante e disegnato da giovani, e la promozione di un dialogo intergenerazionale.

Ad ogni modo la campagna Uno Non Basta nasce per essere inclusiva ed è volutamente senza firma poiché si tratta di un tema trasversale e generazionale: vorremmo che ognuno, giovane o adulto, possa sentirla propria e diventarne parte attiva.

La mission: 196 miliardi da redistribuire

Il team, composto da 25 giovani provenienti da studi e background differenti, è attivo per cercare di far redistribuire i 196 miliardi totali. Da quanto emerge dalla bozza del PNRR del 29 dicembre 2020, solo 3.4 sono assegnati alla voce “Giovani e Politiche del Lavoro”: appena l’1,7%. La mission? Convincere il Premier Giuseppe Conte:

Speriamo di essere chiamati come parti sociali in modo da poter presentare le nostre proposte al Presidente del Consiglio Conte. Crediamo sia una questione che riguardi tutti. Si tratta del futuro del nostro Paese e noi crediamo fermamente che il futuro di un Paese siano le nuove generazioni.

Una parte attiva è giunta proprio da parte dei ragazzi, ma anche dai meno giovani: basti pensare che in appena una settimana si è giunti a 50mila firme. Un risultato importante considerando sia nell’interesse di tutti aiutare le nuove generazioni. Una spinta giunta soprattutto dai social considerando l’impossibilità di manifestare in piazza:

Una diffusione sicuramente maggiore del messaggio. Ciò che ci ha stupito è stato vedere le migliaia di condivisioni che ci hanno permesso di raggiungere centinaia di migliaia di persone. Inoltre abbiamo elaborato un Position Paper con una proposta concreta di come utilizzare questi fondi, questo ci ha portato ad assumere molta più credibilità verso l’esterno.

L’innovazione aiuta, anche e soprattutto nei momenti di difficoltà dove il collettivo può fare la differenza.

Cosa chiede Uno Non Basta?

Next Generation è un investimento storico, unico nel suo genere. Per la prima volta l’Italia può investire per il futuro e l’idea dei ragazzi del progetto è chiara: chiedere il 10% dei 196 miliardi per dare una speranza ai giovani e costruire l’avvenire. Nello specifico, 20 Miliardi per Tre Azioni:
● Facilitare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.
● Orientare e formare 300.000 giovani ai nostri nuovi (e richiesti) mestieri.
● Reinserire professionalmente 350.000 giovani che attualmente non studiano né
lavorano.

Idee chiare, che riguardano tutti e in giorni di concitata confusione politica, l’organizzazione giovanile può essere un valore aggiunto. Sopratutto per il futuro:

Siamo il Futuro del nostro Paese. Facciamo sentire la nostra voce quando si tratta di scelte politicamente così complesse. Mobilitiamoci, formiamoci, la parola politica non deve spaventare.

Aiuta anche tu la causa firmando la petizione!

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Mattia Esposito
Mattia Esposito
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