Luca Palamara: lo scandalo dell’estate

Quando ci ritroveremo a raccontare a figli e nipote le tante disgrazie avvenute in questo tragicomico 2020, spero che tanti italiani portino con sé nella valigia dei ricordi il caso che sta monopolizzando i tabloid nostrani negli ultimi giorni. Una vicenda che, ahimè, non ci stupisce.

Ci siamo abituati fin troppo spesso a leggere di casi di corruzione, truffa, associazione a delinquere e a considerarli quasi come “normali”. Il caso Palamara e il consequenziale scandalo che ha travolto gli organi della magistratura italiana, per chi non ha seguito l’intera vicenda, sembra essere scoppiato da poco. Vedremo, in realtà, che i fatti risalgono a più di un anno fa.

Scopriamo assieme i dettagli dello scandalo CSM

CHI È LUCA PALAMARA?

Fino a poco tempo fa, la fama di Luca Palomara era dovuta alla sua bravura come magistrato e al record che stabilì nel 2008: venne eletto presidente dell’ANM (Associazione Nazionale Magistrati) all’età di 39 anni, il più giovane di sempre. Rimasto in carica fino al 2012, successivamente è diventato consigliere del CSM (Consiglio Superiore Magistratura). 

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LO SCANDALO

Maggio 2019: escono su tutti i principali quotidiani italiani di uno scandalo ‘magistropoli’.E il nome che si legge più degli altri è uno solo: Luca Palamara. L’avvocato romano riceve infatti due accuse, su tutte, che ne danneggiano l’immagine. La prima è di di aver sviluppato rapporti inopportuni, accettando soldi e regali, con Fabrizio Centofanti, ex capo delle relazioni istituzionali di Francesco Bellavista Caltagirone, un lobbista arrestato nel febbraio 2018 per frode fiscale, considerato vicino al Partito Democratico e in affari con gli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore.

Centofanti, Amara e Calafiore sono coinvolti in un’inchiesta per corruzione e compravendita delle sentenze al Consiglio di Stato. Secondo quello che si sa delle accuse, Palamara avrebbe ottenuto viaggi e vacanze a suo beneficio e a beneficio di familiari e conoscenti che sembrerebbero essere state pagate, almeno in parte, da Centofanti.

La seconda, forse anche più grave, è la seguente: Palamara pare fosse molto interessato alla nomina del nuovo procuratore capo di Perugia, posizione che sarebbe divenuta libera per il pensionamento dell’ormai ex capo Giuseppe Pignatone. La procura di Roma mise nel calderone dei possibili coinvolti anche il consigliere del CSM Luigi Spina e il pubblico ministero di Roma Stefano Fava, entrambi indagati per rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento: tra l’aprile e il maggio del 2019 Fava e Spina avrebbero informato Palamara degli accertamenti a suo carico presso la procura di Perugia. Palamara voleva dunque far eleggere qualcuno di sua conoscenza, in modo da sventare le indagini contro di lui o, nel peggiore dei casi, avere qualcuno che lo potesse difendere.

COME IL MAXIPROCESSO E TANGENTOPOLI

Dopo più di anno, martedì 29 luglio potrebbe nascere uno dei processi più importanti della storia italiana contemporanea. Giuseppe Cascini, altro consigliere del Csm, che è arrivato a paragonare l’attuale inchiesta allo scandalo P2 degli anni Ottanta. Ai posteri l’ardua sentenza…

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