Recovery Fund: le condizioni dell’UE

Cos’è il Recovery Fund

Il significato letterale di Recovery Fund è “fondo di recupero“. Il finanziamento di questo fondo avviene attraverso una raccolta di liquidità da parte dell’Europa attraverso l’emissione di alcuni “Recovery bond“. Lo scopo è quello di finanziare la ripresa di tutti i paesi più colpiti dalla pandemia del Covid 19, tra cui l’Italia. Lo scorso 27 maggio la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato il piano di recupero. La fetta maggiore del fondo sarebbe destinata all’Italia.

Il maggiore aiuto all’Italia

Si è parlato per molto tempo di circa 172 miliardi per l’Italia. A seguire Spagna, Polonia, Francia e Germania. Il Recovery Fund è stato definito “l’ultima chiamata” per l’Italia: si tratta di un’occasione irripetibile. Ma i politici italiani dovranno essere molto cauti. L’Europa ha infatti posto come unica condizione quella di spendere i fondi guardando al futuro: investire in sanità, istruzione, giustizia, pubblica amministrazione, digitalizzazione, sostenibilità ambientale e climatica. L’Italia dovrà prendere una decisione: investimenti o spesa corrente? In un Paese in perenne campagna elettorale questo può rappresentare una grande tentazione.

Difficile arrivare ad un accordo

Non tutti i paesi sono stati fin dall’inizio concordi sulla misura da prendere in un simile stato di emergenza. Da un lato, ci sono stati i cosiddetti Paesi Frugali, come Danimarca, Svezia, Paesi Bassi e Austria: Stati che hanno avuto una posizione di maggior contenimento del bilancio europeo, avversi alle ipotesi di condivisione del debito. Dall’altra parte, invece, i paesi come l’Italia e la Spagna che sono stati maggiormente colpiti dalla pandemia e hanno vissuto sulla propria pelle una delle peggiori crisi mondiali.

Finalmente raggiunta una soluzione condivisa

Ieri, 21 luglio 2020, finalmente annunciato l’arrivo ad una soluzione sulla governance del Recovery Fund. “La soluzione finale consente l’attivazione del freno di emergenza solo in casi eccezionali che comporta un passaggio in Consiglio europeo senza conferirgli facoltà decisionali. L’intera procedura ricade sotto competenza della Commissione, le cui prerogative sono state esplicitamente richiamate nel testo dietro richiesta del presidente Conte. La delegazione italiana ha altresì acquisito parere legale del servizio giuridico del Consiglio che conferma piena competenza delle prerogative della Commissione. Questo significa nessuna possibilità di veto in nessuna fase della procedura“. Lo affermano fonti italiane.

Una giornata storica per l’Europa

Ansa: All’adozione delle conclusioni è seguito un applauso. La dotazione è di 750 miliardi di euro, di cui 390 miliardi di sussidi. Il summit è stato il più lungo nella storia dell’Unione Europea. Il presidente francese, Emmanuel Macron, commenta così: “Una giornata storica per l’Europa“. E infine l’annuncio del presidente del Consiglio italiano Conte: “Con 209 miliardi possiamo far ripartire l’Italia“.

 

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