Water Neapolis: a tu per tu con Alessandro Velotto

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“Ciao Alessandro e grazie di essere qui con noi durante la seconda puntata di Water Neapolis, la rubrica sulla pallanuoto napoletana. Ti volevo chiedere, come è andata questa quarantena senza cloro?”

Ciao Matteo e grazie a te per l’invito. Non ti nascondo che è stata dura stare senza la piscina, anche perchè noi pallanuotisti abbiamo bisogno dell’acqua e della palla per allenarci. Ci siamo allenati in palestra ma come ben sai non è la stessa cosa.”

“Il covid ha aumentato il gap tra squadre medio-basse e squadre medio-alte. Cosa ne pensi della situazione dell’A1?”

“Le società che prima investivano nella pallanuoto, lo hanno continuato a fare come ad esempio il Brescia, il Trieste, il Telimar. Le altre che prima erano in difficoltà, ora a causa della pandemia rischiano veramente di andare in caduta libera come ad esempio la mia Canottieri che ha chiesto l’autoretrocessione”

“Il Brescia ha comprato tanti giocatori forti, pensi che il gap tra loro e il Recco sia diminuito?”

“Si, hanno comprato tanti campioni ma questo non ci deve scoraggiare. Anzi, deve essere uno stimolo in più per fare ancora meglio e dimostrare in acqua la forza del Recco in Serie A e in Europa”

“Sei stato d’accordo con l’annullamento del campionato?”

“E’ stata una scelta inevitabile a parer mio. In Croazia e in Serbia li hanno ripresi ed è scoppiato un nuovo caso. Come è successo d’altronde anche nel mondo del tennis e dell’Nba con Djokovic e Jokic”

“Come ti sei approcciato a questo sport?”

“Ho iniziato a nuotare a Ponticelli, alla piscina succursale della Canottieri. Fino a 15 anni ho nuotato li e poi sono passato alla sede centrale. Ho trascorso 7 anni bellissimi al Circolo dove ho ricoperto più ruoli, avevo un minutaggio altissimo e mi dovevo dedicare a più cose. Ora al Recco ho un ruolo più deciso e cerco di fare il massimo per dare una mano alla squadra”

“Ci vuoi raccontare un aneddoto sul Mondiale vinto in Corea?”

“Mi ricordo che il tragitto dall’albergo alla piscina era distante più di un’ora e prima della finale nessuno fiatò. Tutti concentrati al massimo, tutti che sapevano cosa avrebbero dovuto fare. Non a caso, è stata una delle migliori partite per il Settebello, entrammo in acqua con un solo obiettivo e lo abbiamo raggiunto”

“Quale è il tuo più grande sogno?”

“Guarda l’Olimpiade che ho giocato a Rio mi ha segnato come uomo e atleta. E’ un evento molto intenso che ti cambia e ti migliora. Ancora oggi se ne parlo mi viene la pelle d’oca. Peccato per Tokyo 2020, ma non vedo l’ora di giocare l’anno prossimo in Giappone col Settebello”

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