Musica: 53 anni fa l’album “David Bowie”

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53 anni fa l’album “David Bowie”. Correva l’anno 1967 quando un ragazzino di soli 20 anni pubblicava il suo primo album. Un ragazzino ancora non consapevole, o forse si, del suo immenso talento. Seppure ancora lontano dallo stile che lo distinguerà negli album successivi, il disco testimonia la grande energia creativa del cantante.

Il disco contiene 17 traccie con una durata di circa 35 minuti, David Bowie fonda insieme due generi atipici. Parliamo del pop psichedelico e del pop barocco, sempre musica rock ma con testi e suoni diversi. Scopriamoli insieme.

Prima di far chiarezza sul pop psichedelico dobbiamo premettere una cosa, ovvero che esso è un sottogenere del rock psichedelico. Questo genere musicale si è sviluppato negli Usa e nel Regno Unito fra il 1960 e 1970. È un genere che prende ispirazione dalle esperienze di alterazione della coscienza dovute all’uso di Cannabis, LSD e funghi allucinogeni. Il pop psichedelico utilizza testi surreali e musicalmente gli artisti utilizzano: Riverbero, Flanger e Echo per modificare le loro voci e per dare quel tocco di futurismo alle loro canzoni. Inoltre utilizzano strumenti inusuali come lo Zither e il Theremin.

L’altro genere utilizzato dal giovane Bowie e il pop barocco, che mescola il rock con la musica classica. Un genere che vedeva il totale utilizzo di strumenti, di fatti il boom ci fu prima dell’avvento dei sintetizzatori da studio.

Allen Evans di New Music Express lo definì «molto innovativo» e ritenne Bowie «un talento molto promettente». La rivista Disc and Music Echo parlò di «un album di debutto notevole e creativo di un diciannovenne londinese», aggiungendo: «Ecco un nuovo talento che merita attenzione perché, sebbene David Bowie non abbia una gran voce, sa porgere le parole con una certa impertinenza che risulta accattivante, anche se non precoce… piena di astratto fascino».

Nonostante le critiche positive l’album non ottenne molto successo in Europa. Anche negli Stati Uniti l’album si rivelò un fallimento pur avendo avuto una buona campagna pubblicitaria.

L’album portò l’attenzione di un grande artista come Linsday Kemp; attore, ballerino e coreografo inglese con cui David Bowie strinse un rapporto di amicizia molto importante. Un altro aspetto positivo fu il risultato di una audizione alla BBC che gli consentì di registrare la sua prima sessione radiofonica il 18 dicembre 1967. Il produttore di Top Gear Bernie Andrews, si era rivelato un ammiratore dell’album e la vigilia di Natale il programma venne trasmesso su Radio 1.

 

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