La storia dell’incontro tra gli arabi e la Campania (e, quindi, la città di Napoli) si può racchiudere in un secolo circa. Dalla richiesta di aiuto dei napoletani agli arabi, perché sotto l’assedio dei longobardi del ducato di Benevento, all’accoglienza che il vescovo di Napoli Atanasio riservò loro in quanto alleati contro Roma e contro Bisanzio. Per poi arrivare al patto che i duchi di Gaeta e Napoli firmarono col resto del Regno d’Italia per respingere l’invasione araba della penisola, dopo che questi avevano conquistato la Sicilia. In questo periodo di tempo, nuovi e numerosi fonemi s’inserirono nel dialetto napoletano, già amalgamato dalle ascendenze greche e latine.

Le zeppole di San Giuseppe, dolce tipico partenopeo da sempre sono delizia per il palato e deliziano tutti gli italiani, maggiormente i napoletani nel giorno dei festeggiamenti del Santo. Il 19 marzo è anche il giorno durante il quale si festeggia la Festa del Papà.  Vediamo però adesso quali sono le sue origini.

la zeppola di San Giuseppe viene menzionata per la prima volta nel “trattato di cucina teorico-pratico” del gastronomo ottocentesco Cavalcanti, Duca di Buonvicino.  Sulle sue origini in realtà ci sono molte storie, tutte differenti tra loro, ma la paternità spetta sicuramente a Napoli. Esse infatti sono legate ai privilegi del viceré di questa città.