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mercoledì, Maggio 25, 2022

Moki e Cri: amiche ma rivali pronte per l’atto finale

Da qualche anno la nazionale di pallavolo femminile è diventata un esempio di perfezione sportiva per tecnica e spirito di squadra. Vedere la voglia di lottare su ogni pallone e sorridere rimanendo concentrate anche quando qualcosa va storto fa sognare milioni di appassionati.

Per fortuna anche le televisioni si stanno accorgendo che aldilà degli stadi esiste un mondo nei palazzetti fatto di studio, ricerca, competenze, sacrifici e tanto folklore, il tutto condito da una grande sportività. Ebbene, a dare spettacolo nei migliori impianti del mondo ci sono anche loro: Moki e Cri, talento e ambizione, istinto e dedizione.

Queste due splendide (in tutti i sensi) atlete, orgoglio della nostra città, sono in assoluto il più grande prodotto pallavolistico della nostra terra, seppur abbiano trascorso tutta la carriera fuori dai confini napoletani. Ed ancora una volta si troveranno di fronte a giocarsi lo scudetto, prima di provare a regalare a tutta Italia notti magiche durante gli Europei.

Appena 21 anni fa

Di Monica De Gennaro il primo flash di cui raccontare è personalissimo ed ho la fortuna di averlo stampato ancora nella memoria. Era il Maggio del 2000 ed io a 12 anni dovevo fare la mia prima finale di Under 14. Emozionatissimi entriamo al palazzetto di Ponticelli e ci sedemmo sugli spalti in attesa, mentre prima di noi c’era la finale femminile tra Centro Ester e Volley Meta. Non ne sapevamo molto di pallavolo, ma ci bastò un attimo per capire che quello che stavamo guardando era uno sport diverso da quello che provavamo a fare noi.

Due diavoli dai capelli rossi riccissimi, le gemelle Maria e Monica De Gennaro, che con il pallone facevano cose mai viste.

Che serie è? – chiedemmo ingenuamente, convinti che ci avrebbero detto fosse almeno una Under 18 – Under 14 – ci risposero… calò il silenzio e crebbe lo sgomento.

Non sapevo bene chi sarebbe diventata Moki De Gennaro dopo 21 anni anche se quella partita qualche segnale lo aveva dato, ma so perché ho adorato il numero 7: lo aveva sulle spalle mentre illuminava senza saperlo il cuore di noi giovani “pallavolisti”.

Moki adesso è semplicemente una meraviglia. È il libero della squadra più forte di tutti i tempi, ha concluso la stagione con un mostruoso 62,6% di perfezione in ricezione, è in corsa per Scudetto e Champions, inserita tra i 100 atleti del decennio dalla FIVB, 4 volte miglior libero in competizioni internazionali e nulla… ha reso il suo ruolo nella pallavolo femminile uno spettacolo nello spettacolo. Tuffi, rullate, recuperi di piede e alzate di primo tempo di bagher: un FENOMENO che nasce una volta ogni secolo.

Altezza tutta bellezza

Alta, altissima, in una scuola dei Colli Aminei iniziava timida a giocare a pallavolo. Solitamente quelli alti fanno i centrali, e a Cristina purtroppo era toccata la stessa sorte. Quando si è piccoli ma in un corpo da gigante spesso non si è ancora veloci o scaltri, soprattutto se si fa sport da poco tempo. Quando entrava in una palestra aveva gli occhi addosso di tutti che magari erano anche pronti a deriderla perché a detta loro era solo alta.

Ma non è facile trovare una quattordicenne con un fisico statuario, alta 1,90 che ha pure voglia di imparare. Ed è per questo motivo che Cristina non può passare inosservata.

L’occasione arriva inevitabilmente con le selezioni della provincia di Napoli e poi con il Club Italia, vera e propria foresteria per giovani futuri campioni di questo sport.

Nel giro di quattro anni la Principessa è in televisione e gioca in A1. La sua grinta, le sue schiacciate ma soprattutto i suoi muri, quella striscetta da capitano portata con orgoglio l’hanno resa la pallavolista più amata dalle giovani generazioni.

È titolarissima e capitana della nostra nazionale, e lo era già quando con le compagne, dopo l’argento mondiale nel 2018, riceve un elogio da Mattarella. È tra le protagoniste del primo scudetto della storia per l’Agil Novara e per la terza stagione consecutiva si gioca il primato contro la sua compaesana Moki. Impossibile fare un pronostico sul risultato, perché è pur sempre una finale, ma noi tiferemo solo e soltanto per voi.

Moki e Cri: un esempio da seguire

Moki e Cri
fonte: coni.it

Monica e Cristina sono un esempio da seguire, un modello da imitare.

In un mondo che pian piano sta smarrendo i valori, in un paese che ha abbandonato lo sport relegandolo ad attività di secondaria, se non ancor meno importanza, le nostre due campionesse sono una luce nel buio che brilla da anni.

Sono l’esempio che la bellezza dello sport non è solo arricchirsi e vivere sotto i riflettori.
Non sono contaminate, per fortuna, dalle dinamiche della peggiore informazione tipica italiana, quella del click facile per intenderci.

Sono l’esempio che non occorre andare sui giornali per rappresentare qualcosa di buono. Sono la prova che il successo arriva dopo tanta gavetta e tanto sacrificio, basta non mollare mai ed affidarsi a persone che credono in te. Fanno parte di un mondo che prevede partite a Pasqua, Natale, Agosto e ogni tre giorni, eppure, non vedi mai nessuna col broncio quando gioca anche se comunque urge trovare un equilibrio per salvaguardare lo spettacolo del volley. Sono vere mosche bianche in un mondo in cui si pensa vivano solo gli avvoltoi.

Se nella vita vogliamo fare qualcosa di buono e goderci ogni istante pensiamo a loro.
A come lottano su ogni centimetro e come faticano per conquistarsi ogni singolo scambio.
Moki e Cri sono come due eroine del mondo moderno.

Ci teniamo solo a ricordarvi che siete nella storia.

Grazie!
A nome di Napoli, dell’Italia e di chi non smette mai di avere obiettivi e voglia di raggiungere traguardi.

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