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lunedì, Agosto 15, 2022

Corno napoletano: istruzioni per l’uso!

Vi siete persi un Discover Naples fondamentale per ogni partenopeo? Questa settimana, infatti riproponiamo un pezzo sulla scaramanzia e ci concentreremo sulle origini di uno degli oggetti che più caratterizzano il popolo napoletano: il corno napoletano- o’ curniciello! 

Se ti sei perso il nostro ultimo articolo, leggi anche Le Janare, streghe agresti del beneventano.

Le origini della tradizione

corno napoletano
foto YouRelais Pergolesi

Dal greco apotropaios- allontanante- apotropaico si dice di oggetto, gesto, parola che serve ad allontanare un’influenza magica, ritenuta maligna o dannosa per chi la riceve.

Elemento folkloristico e talismano porta fortuna per eccellenza, la fama del curniciello ha radici antichissime. Siamo nel Neolitico intorno al 3500 a.C quando, nelle caverne, erano esposte le corna degli animali cacciati; all’epoca il significato del rituale era quello di ostentare la potenza degli abitanti della caverna e la prosperità della famiglia (Rogiosi editore). Il corno, infatti, era considerato un importante simbolo di fertilità e, di conseguenza, fortuna: più un popolo era fertile, più era fortunato!

In epoche più recenti, si è attribuito il corno napoletano alla potenza sessuale: esso sembrerebbe rappresentare il fallo di Priapo, dio della fertilità e protettore dalla cattiva sorte. La cultura napoletana, tuttavia, non è stata la sola ad adottare quello del corno come simbolo propiziatorio: la cultura sumera, cinese, tedesca e sciamanica siberiana hanno adottato il talismano per via delle sue doti.

Il corno a Napoli

corno napoletano portafortuna
foto Tripadvisor.it

Rigorosamente rosso e fatto a mano, anche l’estetica del talismano ha una simbologia ben precisa e radicata nel tempo:  fatto a mano in modo che l’artigiano rilasci sull’oggetto la sua energia positiva; il colore rosso, invece, sta a simboleggiare la vittoria sui nemici e il sangue, simbolo della vita stessa.

Il corno napoletano è l’elemento caratterizzante della città. Acquistabile praticamente ovunque, è tassativamente vietato non possederne uno… anche se non si crede al suo potere. San Gregorio Armeno con i suoi artigiani, di sicuro, resta il luogo per eccellenza dove poterlo reperire, assieme a regole per l’utilizzo, per l’attivazione e per farne buon uso. Naturalmente la regola fondamentale (e da non trasgredire!) è quella di non auto-regalarsi un cornicello. Mai!

Modalità d’uso

Tuosto, vacante, stuorto e cu’ ‘a ponta

corno napoletano portafortunaRegola basilare: il curniciello va ricevuto in dono e al momento del regalo, si chiede al ricevente di aprire il palmo e pungerne il centro con la punta del corno. La persona che ha ricevuto il dono, inoltre, deve recitare la famosa frase di Totò:

Quello che vuoi per me , il doppio lo auguro a te

Rigido, storto e appuntito e (possibilmente) di corallo sono le caratteristiche fondamentali affinché un corno sia efficace ed effettivamente funzionante. Leggenda vuole che, a momento della rottura, se questa è avvenuta sulla punta allora la fortuna è dalla vostra parte. Al contrario, se la spaccatura è generica, il corno ha adempiuto al suo dovere di scacciare malocchio e malelingue! 

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