Politica: Decreto Rilancio, ecco le novità

In giornata è attesa l’approvazione del Decreto rilancio. Tra le novità sono previsti nuovi bonus per i liberi professionisti, un accordo sui migranti e lo stop dell’IRAP.

I bonus per famiglie e imprese previsti dal decreto

Attualmente non è ancora disponibile il testo ufficiale del Decreto Rilancio. In ogni caso non sono attese massicce modifiche alla bozza. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri annuncia “Nessun problema sulle coperture economiche”. Sono previsti 10 miliardi di euro per la Cassa integrazione, 6 miliardi per il sostegno delle piccole e medie imprese, 5 miliardi per sanità e sicurezza e 4 miliardi per il blocco dell’Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP). Tra le misure di assistenzialismo più consistenti è presente il bonus babysitter, pari a 1200 euro, e che è raddoppiato rispetto al compenso stabilito dal decreto Cura Italia. Un’altra novità è la possibilità di richiedere fino a fine emergenza lo smart working per i dipendenti di aziende private con figli fino a 14 anni. Inoltre i lavoratori con partite IVA avranno il diritto ad un bonus pari a 1000 euro, mentre i lavoratori stagionali del settore turistico potranno beneficiare di 600 euro.

La divisiva sanatoria per i migranti

Sulle questioni economiche il Governo ha raggiunto un accordo politico: problematica è la questione migranti. Il presidente del Consiglio Conte rassicura: “La regolarizzazione dei migranti che lavorano come braccianti, colf e badanti si farà”. In realtà la maggioranza si scontra sulla bozza della sanatoria. Il ministro degli Interni Luciana Lamorgese presenterà nel Consiglio dei ministri un compromesso tra le istanze del M5S e quelle del PD. In particolare il leader pentastellato Vito Crimi dichiara che il testo permetterebbe “agli sfruttatori di farla franca”. Una posizione politica non molto chiara quella del Movimento 5 Stelle. Specie se si considera che lo scopo della regolarizzazione è proprio identificare i migranti sul suolo italiano ed evitare fenomeni di sfruttamento e caporalato.

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