Discover Naples, Palazzo Donn’Anna

Notti d’amore maledette, fantasmi e tanto mistero: la storia di palazzo donn’Anna a Posilippo da sempre affascina i più curiosi. Ripercorriamo la sua storia

Torna l’appuntamento settimanale con Discover Naples e le sue storie misteriose. Argomento del giorno è Palazzo Donn’Anna a Posillipo: una grande opera architettonica incompiuta, soggetto di numerose storie e racconti. Tra trabocchetti progettati minuziosamente, la storia della villa è allo stesso tempo mistero e fascino.

Se questo tipo di racconti ti appassiona, leggi anche il nostro ultimo articolo: Discover Naples, Il sacro Graal a Napoli. Non perderti i nostri viaggi alla scoperta della Napoli nascosta e dei suoi segreti, ogni Lunedì alle 20:30!

Il bigio palazzo si erge nel mare. Non è diroccato, ma non fu mai finito; non cade, non cadrà, poiché la forte brezza marina solidifica ed imbruna le muraglie…!

Matilde Serao, Leggende napoletane

La storia

palazzo donn'Anna
foto napoli-turistica.com

Siamo alla fine degli anni trenta del 1600 quando donna Anna Carafa commissiona all’architetto Cosimo Fanzago la costruzione del palazzo. Barocco napoletano, architettura complessa e una vista sul mare di Posillipo: una costruzione meravigliosa, diventata con gli anni simbolo della città.

La costruzione del palazzo, tuttavia, non fu mai ultimata: la prematura morte di donna Anna -moglie del viceré Ramiro Nunez de Guzman, duca di Medina de las Torres- a causa di rivolte popolari, mise fine ai lavori e sancì la fuga del marito verso Madrid.

Il palazzo subì numerose modifiche, ma non perse mai l’aspetto di incompiutezza che tanto lo caratterizza. Nel corso degli anni sono stati tanti i cambi di proprietari e d’uso dell’edificio, partendo da una fabbrica di cristalli fino ad arrivare ad un albergo. Un mix di rovine antiche, un teatro aperto verso il mare, grotte e un panorama mozzafiato donano all’edificio un’aura di mistero e suggestione.

Oggi il palazzo non è visitabile in quanto abitazione privata di vari condomini. Ciononostante il mistero ancora aleggia in quelle stanze…

Quelle maledette notti d’amore…

Matilde Serao torna a raccontarci una storia di amore e persecuzione:

Ogni tanto par di vedere un lumicino passare lentamente nelle sale e fantastiche ombre disegnarsi nel vano delle finestre: ma non fanno paura. Forse sono ladri volgari che hanno trovato là un buon covo (…)
E forse sono fantasmi e noi sorridiamo e desideriamo che ciò sia; noi li amiamo i fantasmi, noi viviamo con essi, noi sogniamo per essi e per essi noi moriremo.

Leggende Napoletane

Secondo la leggenda la famosa donna Anna era spesso confusa con

foto italianways.com

la regina Giovanna d’Angiò che, proprio nella villa, avrebbe incontrato i suoi amanti scelti tra i pescatori più piacenti. Questi, invitati dalla regina a trascorrere una notte d’amore nelle sue stanze, alle prime luci dell’alba venivano assassinati dalla stessa facendoli precipitare dal palazzo.

Secondo una seconda versione della stessa leggenda, la regina avrebbe fatto entrare i pescatori, con una piccola imbarcazione a remi, da una delle numerose grotte sotterranee che danno sul mare.
Si narra che le anime dei pescatori si aggirino ancora nella dimora affacciandosi dalle grandi finestre e lamentandosi.

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