Coronavirus, Le Iene: bufera per servizio sulle Vele. E le associazioni?

Non sono mancate le polemiche dopo l’ultimo lavoro delle Iene. Infatti, bufera per servizio sulle Vele e su Napoli, sottolinenando la presenza della Camorra.

Le Iene: bufera per servizio sulle Vele. Ritorno con il botto per il celebre programma di Italia 1. Dopo la chiusura totale dell’Italia, la tv torna protagonista. Il Coronavirus incombe ma le prime notizie positive si intravedono. E la messa in onda de “Le Iene” è una di quelle. Esordio con il botto con 2 milioni e 600000 spettatori a suon di servizi, soprattutto sul Covid-19. Tra i soggetti interessati ci sono due quartieri agli antipodi dal punto di vista geografico ma così vicini per i pregiudizi che li accomunano.

I Quartieri Spagnoli e Scampia sono ancora oggetti di discussioni in tv, soprattutto scacco della Camorra. O per lo meno quanto lasciato trapelare dal servizio di Giulio Golia. “La Iena” è andato in giro per i quartieri partenopei per chiedere riguardante la situazione derivante dal Covid-19. Quello che è emerso è certo: lo Stato è assente e la miseria sta mandando in disperazione i cittadini. Ed è proprio per questo, che, secondo alcune voci, è la Camorra a supportare gli abitanti, ma non è la sola…

NAPOLI NON È CAMORRA: C’È DI PIU’

Come spesso trapela, come avvenuto con la bufera per servizio sulle Vele, la Camorra è l’unica entità che aiuta, minaccia ed uccide. L’unica presenza sul territorio partenopeo e in generale meridionale. Ma non è la sola, fortunatamente. L’aiuto mancante dello Stato è stato sopperito dalle associazioni, dal Comitato Vele passando per l’Associazione Ciro Vive. Tante le famiglie in crisi economica, da chi lavorava a nero oppure che è stato abbandonato, ancor di più rispetto a prima, quando le condizioni erano migliori dal punto di vista statale.

Don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, da sempre impegnato nella lotta alle mafie, ha incoraggiato lo Stato ad intervenire. Bisogna appoggiare le associazioni che stanno facendo sforzi e iniziative per aiutare le famiglie in difficoltà. Si deve evitare quanto avvenuto in passato, dal XIX secolo con la mossa dei briganti e la nascita della mafia, al terremoto del 1980 e degli aiuti sporchi che portano timore per il futuro e ricchezza nelle tasche delle criminalità organizzate. Lo Stato si muova, oltre la burocrazia. Oltre la Camorra c’è di più, c’è una Napoli intera che soffre ma allo stesso tempo aiuta, che dovrebbe essere messa in risalto.

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