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venerdì, Maggio 20, 2022

Dal Cilento due sfide della viticoltura campana firmate Tempa di Zoè: ZERO e XA

Zero e Fiano Xa: due sfide della viticoltura campana firmate Tempa di Zoè. Un progetto che nasce nel nome del Cilento vitivinicolo, una zona meravigliosa del Sud Italia, per divenire ambasciatore della storia delle “tempe”, ovvero le sinuose colline che attraversano il Cilento e che rappresentano l’essenza della vita:” Zoe”, come declinavano i primi Greci giunti in queste terre.

Tempa di Zoè nasce una mattina del luglio 2019, quando Bruno De Conciliis contatta il suo vecchio amico Francesco Domini, che con lui condivide la passione per i vini di qualità, e lo coinvolge in un racconto fatto di profumi, colori e mare.  Da questo, insieme ad una forte cultura enologica e alla solida conoscenza delle vigne migliori, nasce l’idea imprenditoriale e in meno di una settimana viene messa in piedi una cordata di “amestitori” (amici-investitori-estimatori), con l’idea di avere una squadra capace di tramutare il sogno in realtà.

Il primo obiettivo di Tempa di Zoè è dare continuità ad un progetto affermatosi negli anni per qualità e personalità: lo Zero, prodotto per la prima volta nel 1997. L’avventura vinicola in Cilento di Bruno De Conciliis inizia, infatti, negli anni Novanta in una terra che l’enologo immaginava dalla grande potenzialità vinicola, consapevole che l’uva prodotta sul flysh di argilla, sabbia e limo delle colline che corrono verso il mare rappresentava un clima unico e che il vino prodotto poteva cambiare la storia di questa terra, la sua terra.

Oggi il progetto Tempa di Zoè è ancora più ambizioso, con l’obiettivo di reinventare la definizione e la percezione di vino classico. I due vini di punta sono Zero e XA. Zero è, appunto, un classico, prodotto per 25 anni dalla stessa vigna di Aglianico di oltre sessant’anni che è la vera magia di questo vino: esposta a nord, coltivata con tecnica biodinamica dal 2004, con una resa di 600 gr di uva per piantaIl parziale appassimento e la fermentazione controllata sono il preludio a 30 mesi di affinamento in rovere e ad una ulteriore attesa di un anno in bottiglia, che precedono il debutto della nuova annata (2018) sul mercato, che viene presentata con una veste completamente rinnovata per conferire eleganza e semplicità a questo grande vino. La naturale freschezza dell’Aglianico equilibra la beva anche nelle annate calde, la complessità e la ricchezza aromatica lo caratterizzano da sempre, l’esperienza di questi venticinque anni ci restituisce un vino godibile fin dai primi anni ma assai longevo.

XA è una esperienza tutta nuova, un Fiano d’eccezione le cui uve provengono da tre vigne cilentane con altitudine, esposizione e suoli diversi.  Il nome XA è una abbreviazione dal greco Xanthos, l’immortale cavallo giallo figlio dello Zefiro, perché questo vino, come il rosso Zero, vuole essere immortale. Selezione delle uve, pressatura soffice delle uve intere, controllo scrupoloso in ogni fase della fermentazione che si completa in tonneau nei quali il vino rimane per 12 mesi sulle fecce fini, quindi un ulteriore affinamento di un anno in bottigliaFresco, assai complesso, sapido e longevoXA si candida a diventare un nuovo punto di riferimento per i bianchi della costa campana.

Completano la gamma Diciotto (aglianico in purezza proveniente da vigne tra i 15 e i 20 anni, perfetta maturazione delle uve e attenzione maniacale in tutte le fasi della lavorazione, un aglianico giovane unico nel panorama campano, che affina per circa sei mesi in barriques, quindi sei mesi in bottiglia, fresco, complesso, di gran beva), Asterias (fiano cilentano unico di grande personalità, ricco e pieno di gusto ma estremamente fresco e beverino, prodotto da ben tre vigne piantate fino ad una altitudine di 600 metri. Un vino che fermenta ed affina in assenza di solforosa che viene aggiunta solo all’imbottigliamento. Circa il 15% fermenta in tonneau non tostati, tutto il vino subisce un continuo bâtonnage fino alla fine dell’inverno, si imbottiglia in febbraio ed è immesso sul mercato a fine marzo) e Rosè (prodotto con uve aglianico, effettua un periodo di fermentazione alcolica in serbatoi di acciaio previa pressatura soffice, con una successiva maturazione di 4 mesi in acciaio, per poi riposare minimo 2 mesi in bottiglia. Si tratta di un rosato “della costa”, dalla spiccata personalità, con sentori di agrumi, lampone, ciliegia bianca di grande impatto. Al palato è fresco e sapido, i sentori di frutta tornano abbondanti e persistenti).

Ad oggi l’azienda coltiva 10 ettari di terreni ad aglianico e fiano a Torchiara ed Agropoli ed è previsto l’impianto di nuovi vigneti, per arrivare a regime ad una superficie coltivata di 12 ettari nel 2025. Dalla vigna cinquantenne in Acqua di Costanza coltivata in biodinamica si produce lo Zero, dalle vigne giovani limitrofe (dieci-quindicenni), anch’esse biologiche o in conversione alle falde del Tresino nel comune di Agropoli, nascono Asterias e Diciotto. Nel prossimo triennio saranno impiantati altri vigneti sui terreni di proprietà nel comune di Aquara.

L’alto Cilento è il luogo dove il fiano e l’aglianico esprimono vini di grande personalità e piacevolezza e i vini di Tempa di Zoè conservano uno stile unico e riconoscibile, la nettezza aromatica e gustativa è chiaramente caratterizzata da una espressione mediterranea di bevibilità, di armonia senza grotteschi eccessi aromatici e mollezze gustative. La tensione espressiva è evidente sia nei bianchi che nei rossi, la freschezza è sempre considerevole ed il vino finalmente assolve il suo compito primario di bevanda e, anche quando la generosità alcolica o l’imponenza della struttura sembrano dominanti, la sapidità e la fruttuosità sono pronte a stemperare e armonizzare. Il profilo aromatico e gustativo dei vini giovani è più marcatamente segnato dalla vicinanza temporale della frutta; in entrambi è l’uva a segnare l’esperienza ma la struttura, la integrità e la pulizia di questo frutto si prestano ottimamente ad un possibile invecchiamento.

Oggi la ricerca e le ambizioni continuano ad essere la spinta imprenditoriale di Tempa di Zoè, che Bruno De Conciliis e Francesco Domini seguono con diligenza ma anche con sguardo visionario.

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