Niccolò Armogida – Intervista al Presidente Aiso

Niccolò Armogida, studente di odontoiatria e Presidente Aiso, ci parlerà dellè attività dell’Aiso e del suo ruolo da Presidente.

Il Corriere di Napoli è lieto di intervistare Niccolò Armogida, Presidente Aiso e studente di odontoiatria alla Federico II di Napoli. Un’intervista diversa dal solito con l’obiettivo di far conoscere, a voi lettori, l’Associazione italiana studenti odontoiatria. Niccolò Armogida è uno studente di odontoiatria prossimo alla laurea, è stato da poco eletto come presidente dell’associazione e per l’occasione ha rilasciato un’intervista sul nostro sito. Ecco le sue parole da Presidente.

L’Aiso: storia e funzioni

Niccolò Giuseppe Armogida

-Partiamo con la prima domanda. Puoi descriverci brevemente che cos’è l’Aiso?

-L’Aiso è l’associazione italiana degli studenti di odontoiatria. E’ un’associazione senza scopo di lucro, no profit apartitica e aconfessionale; essa ha lo scopo di unire gli studenti del mondo accademico provenienti da tutta la nazione al mondo dell’odontoiatria professionale.

Grazie ai protocolli di intesa e alle partnership con le più importanti società scientifiche del panorama odontoiatrico, con le associazioni di categoria Andi, Aio e Suso e con aziende del settore, cerchiamo di introdurre gli studenti nel mondo del lavoro. L’Aiso è nata nel 1983 in concomitanza con l’apertura del corso di odontoiatria. 

-A tal proposito, qual’è il tuo ruolo di presidente?

-Sono presidente da Novembre. L’Aiso ha un’organizzazione piramidale: il direttivo è formato da un direttivo nazionale composto da un presidente, da un consiglio direttivo nazionale con il consigliere culturale, il segretario nazionale, il tesoriere nazionale, il national profil access officer, il national exchange officer e l’editor. Io ho iniziato la mia attività in Aiso come local profil access officer.

Sono stato rappresentante dell’associazione a livello locale, alla Federico II, occupandomi della gestione delle giornate di prevenzione a Napoli. Mi sono candidato nel 2017 come national profil access officer e sono stato eletto; avevo lo stesso ruolo di prima solo che era diventato a livello nazionale. Sono stato 3 anni nel direttivo come national profil access officer e adesso sono diventato presidente. Aiso si occupa non solo di attività sindacale e studentesca ma anche di attività culturale oltre che di attività di scambi e di prevenzione.

-Come ti senti da presidente?

-È stato qualcosa che ho fortemente voluto. E’ stato un percorso non semplicissimo perché il lavoro è tanto e richiede impegno, soprattutto ora che siamo diventati un’associazione abbastanza importante. Siamo in 30 sedi italiane e abbiamo la maggior parte degli studenti che sono associati. Abbiamo rapporti di partnership con le maggiori aziende del settore; l’Aiso non è più un’associazione solo tra amici, infatti ora ho tante responsabilità ma allo stesso tempo mi piace e mi diverte.

Sono stato votato come unico candidato alla presidenza, ho avuto il pieno sostegno di tutti gli altri membri del direttivo e questo mi ha dato la giusta carica per cominciare a lavorare nel migliore dei modi. Nonostante la pandemia, quest’anno abbiamo avuto risultati inaspettati, non ci aspettavamo di ottenere i risultati dell’anno scorso. A conti fatti siamo migliorati, abbiamo più soci, facciamo molti progetti in più. Sicuramente il direttivo nazionale mi ha aiutato, essendo molto affiatato e lavorando con la giusta serenità e molta sintonia.

L’Aiso e i suoi punti di forza

.Riguardo la pandemia, leggendo sul sito internet dell’Aiso, avete dato una mano alla Protezione Civile durante il lockdown dello scorso anno. Come state fronteggiando questo periodo di crisi sanitaria?

-Noi siamo un’associazione studentesca universitaria. Lavorando nell’università, questa situazione non ci sta aiutando. Il periodo è difficile, il numero dei pazienti si è ridotto ed è necessario prendere le giuste precauzioni. Non c’è la giusta serenità nell’affrontare i tirocini. Malgrado ciò, l’università da sempre ci abitua a essere abbastanza rigidi su tutti i protocolli preventivi.

Infatti, gli odontoiatri sono gli unici medici che sono costretti a lavorare senza mascherina, ma allo stesso tempo l’indice di contagio tra i professionisti è molto basso. Difatti anche noi, come Aiso, stiamo lavorando alla pubblicazione del primo articolo scientifico, di cui ne vado molto fiero che tratta dell’indice di contagio tra gli studenti di odontoiatria.

I dati ottenuti li stiamo elaborando: l’indice di contagio è estremamente basso e i contagiati assolutamente non sono stati infettati all’interno dell’università. Da questo punto di vista l’università ci ha ben preparato, la professione è abbastanza abituata a dover fronteggiare queste situazioni in cui le infezioni crociate possono essere molto frequenti. È un periodo difficile sia per i tirocini che per le lezioni a distanza, non si affrontano le cose con il clima giusto.

Noi siamo pochi perché siamo divisi in una trentina di università e in genere le classi sono formate da una trentina di studenti, qualche sede addirittura una decina. È vero che la didattica a distanza è stata necessaria ma si perde il confronto con i colleghi. Ci auguriamo di tornare al più presto in presenza all’università e condividere questi momenti per la crescita personale degli studenti.

-Siete l’unica associazione no profit in Italia che si occupa di studenti sia nell’inserimento nel mondo del lavoro che a livello sindacale. Questo è un vostro punto di forza?

-Abbiamo un grosso vantaggio di avere rapporti con le associazioni di categoria e con il mondo universitario. Facciamo tanta attività sindacale. Ci siamo mossi, ci muoviamo e ci stiamo muovendo per l’estensione della laurea abilitante per il corso di laurea in odontoiatria, dopo che è stata approvata per il corso di medicina. Abbiamo lavorato per la campagna vaccinazioni; qui non ci sono direttive nazionali  ma l’organizzazione dipende dalla Regione e dagli atenei.

Il nostro punto di forza è la collaborazione e la condivisione di esperienze e di notizie. I rappresentanti delle varie sedi locali hanno la possibilità di confrontarsi in maniera diretta; questo determina comunque una crescita generale dei singoli e delle diverse sedi. Anche l’attività culturale è il nostro punto di forza così come il rapporto con le società scientifiche. Le società scientifiche, nell’odontoiatria, sono società che si occupano, nello specifico, delle diverse iper-specializzazioni dell’odontoiatria. Abbiamo la possibilità di confrontarci con i maggiori esponenti del mondo professionale.

-Qual è il valore dell’odontoiatria italiana?

-L”odontoiatria italiana è tra le migliori al mondo. I nostri professori sono tra i ricercatori più importanti al mondo, te lo dico da interno in chirurgia. Di fatti i maggiori esponenti della chirurgia orale a livello mondiale, rispettivamente nelle diverse branche, che possono andare dalla paradontologia, alla conservativa e all’ortodonzia, sono tutti nostri professori. Abbiamo la fortuna di entrare a contatto diretto con loro e questo è un’importante fattore di crescita dei singoli.

-In conclusione, quali sono i vostri obiettivi per il futuro?

-I nostri obiettivi sono quelli di crescere. Io, in primis, ho la fortuna di trovarmi presidente in un momento in cui l’Aiso sta crescendo tanto. Non mi è difficile riuscire ad avere buoni rapporti con le aziende e le società scientifiche. Il nostro obiettivo è quello di includere sempre di più gli studenti, cercheremo di fare sempre più lavori scientifici. Stiamo organizzando, ormai da qualche anno, giornate di prevenzione nelle piazze.

Punteremo in futuro sul discorso della prevenzione. L’odontoiatria è un professionista della salute e generalmente è uno di quelli che prima deve e può valutare un problema anche sistemico nel paziente. L’Oms afferma che non ci può essere salute generale se prima non c’è salute orale e la prevenzione che negli ultimi anni si sta valorizzando, sicuramente sarà sempre più accentuata e rappresenterà il futuro della professione.

L’intervista termina qui. Grazie Niccolò per il tempo che ci hai dedicato. Ricordiamo che Niccolò è succeduto ad altri presidenti Aiso napoletani come Matteo Piergentili, Emilio Fiorentino e Gregorio Tortora. Egli è un esempio di eccellenza napoletana universitaria e noi del Corriere di Napoli gli auguriamo un buon prosieguo di studi e grandi soddisfazioni per la sua attività da Presidente!

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