Napoli: Capitale per la Cultura 2023

Tutto è partito grazie a un giovane partenopeo. Davide D’Errico, speaker di Radio Crc, ha lanciato una petizione su change.org, per consentire alla sua città, Napoli, di essere candidata come capitale della cultura 2023. Le sue parole: “[…] è patrimonio mondiale e merita di essere riconosciuta da tutti come capitale”.

Eventi come quello del Covid-19, probabilmente, lasceranno ovunque un segno indelebile… per sempre! Anche Napoli è stata fortemente colpita da quest’evento: la candidatura a capitale della cultura 2023 potrebbe essere un grande punto di svolta! Ed è per questo che D’Errico ha lanciato la petizione: per il giovane, bisognerebbe rilanciare l’immagine della città e darle un premio che sarebbe più che meritato.

Strade strapiene e tabula rasa

Negli ultimi anni, infatti, la città aveva visto sempre più l’arrivo di turisti provenienti da diverse parti del mondo. Purtroppo, però, con l’avvento dell’emergenza del Coronavirus, la situazione è nuovamente entrata in uno status di crisi. Su Storie di Napoli” scrivono: “Davanti ai record storici di visitatori di Capodichino e davanti alle strade strapiene di gente che parlava ogni lingua, abbiamo sperato di avere finalmente ritrovato il nostro posto nel mondo. E invece, alle porte della stagione estiva 2020, la città si trova di nuovo con una tabula rasa”.

Arte e tradizione capitali

Per questi motivi, si può ben sperare che dal 2021 in poi ci sia una rinascita che pian piano possa portare Napoli ad essere pronta per la candidatura del 2023. Come afferma l’ideatore della petizione: “Candidare Napoli, “mille culure” e mille culture, a capitale della cultura 2023 significa indicarla come modello di ripartenza, che coniuga l’arte e la tradizione con un disegno di solidarietà che nella città del ‘caffè sospeso’ e dei ‘panieri solidali‘ non lascia indietro nessuno. Significa costruire un modello di sviluppo sostenibile nuovo, che metta insieme l’attrattività del centro storico patrimonio dell’UNESCO con la suggestione dei vicoli di Totò o del vicolo della cultura, simboli di un nuovo umanesimo napoletano”.

Positività e rifioritura

Dopo la Matera del 2019, inoltre, rendere Napoli una “capitale” potrebbe ancor di più avvicinare il Nord e il Sud Italia. Mai dire mai. Per non parlare dell’enorme quantità di turisti che ciò apporterebbe alla città. Inoltre, se Napoli venisse realmente nominata capitale della cultura 2023, questo significherebbe un finanziamento di 1 milione di euro per realizzare attività culturali e di coesione sociale. In poche parole, questa candidatura rappresenterebbe nient’altro che positività e rifioritura.

Un teatro antico… sempre aperto

“Candidiamo Napoli perché ‘è nu teatro antico, sempre apiert’ – diceva De Filippo – e perché è terra di culture che si abbracciano e di suggestioni che nascono. E’ la terra della sirena Partenope o dell’uovo di Virgilio. Del Cristo Velato e delle Catacombe di San Gennaro. Del palazzo Reale e del Teatro San Carlo. […] E’ la terra delle commedie di De Filippo e dei film di Troisi. Della tradizione in ogni angolo e della storia che trasuda dai sanpietrini sui quali passeggiamo. Dei turisti che dicono ‘uà’ e degli scugnizzi che dicono ‘uè’!”

Se desideri votare per la candidatura della città partenopea e vederla rifiorire, vota la petizione su change.org al seguente link:

Candidiamo Napoli capitale della cultura 2023 per ripartire!

Per visionare il video SPOT di Davide D’Errico, rivolgiti al seguente link:

Candidiamo Napoli Capitale della Cultura 2023 – SPOT

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