La mosca d’oro di Porta Capuana: talismano contro gli insetti

La mosca d’oro di Porta Capuana: una leggenda antica e la storia di un talismano dai poteri sensazionali che ripulì la città dagli insetti.

Discover Naples torna, come ogni lunedì, a raccontare fatti e aneddoti misteriosi della città partenopea! Anche questa settimana ci addentriamo nel ventre di Napoli alla (ri)scoperta delle porte napoletane, di Virgilio Mago e di una leggenda tanto curiosa quanto affascinante: quella della mosca d’oro di Porta Capuana…

Nun se fa passa’ ‘a mosca p’o naso
Non si fa passare la mosca per il naso: è una persona che non lascia l’ultima parola a nessuno!

Il problema degli insetti

Il rapporto che lega la città di Napoli con gli insetti è alquanto singolare. Animali sicuramente non visti di buon grado e che i napoletani cercano spesso di scacciare, mosche e zanzare non sono ben volute! Vuoi per le malattie contagiose che le zanzare portarono in città, vuoi per un alone di mistero, l’intolleranza verso questi piccoli esseri è aumentata sempre di più.

In passato, in particolar modo, la città fu letteralmente presa d’assalto dalle mosche. Fu in queste circostanze che cominciò a diffondersi la leggenda della mosca d’oro di Porta Capuana.

La mosca d’oro di Virgilio

Tra i tanti personaggi simbolo della storia di Neapolis, ricordiamo sicuramente Virgilio. Poeta mago, alchimista e fondatore di una scuola di magia nei pressi dell’isolotto della Gaiola, Virgilius si colloca al centro della leggenda sulla fantomatica mosca.

Evidentemente, il problema degli insetti e delle malattie portate da questi, doveva rappresentare una questione molto rilevante a livello cittadino già intorno al 42 a.C:

Lo stregone decise di liberare per sempre Napoli dalla piaga delle mosche, ne catturò una, la plasmò nell’oro e le diede vita. Il talismano – che si racconta fosse grande come un rospo – venne posizionato nei pressi di Porta Capuana, ai margini orientali della città, dove sorgevano anche le paludi. Ad esso veniva attribuita la capacità di allontanare ogni altra mosca. L’amuleto venne plasmato, secondo il mito, con il metallo che lo stregone aveva estratto dalle membra della terra partenopea.
-fonte Complesso Monumentale San Lorenzo Maggiore

Da quel momento, la mosca d’oro divenne la protettrice di Parthenope. Ma la magia del talismano cessò nel momento in cui la mosca venne sradicata da Porta Capuana per essere trasportata nel Castello Cicala, nei pressi del Monastero di Santa Chiara.

Suggerimenti di lettura: La cripta dei teschi forati, Luigi Tortora.

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