Arte&Cultura: 100 anni di Alberto Sordi

100 anni di Alberto Sordi: il doppiaggio di Oliver Hardy, le delusioni e la romanità portata in giro per il mondo, rappresentando l’essere italiano.

Alberto Sordi esempio e stimolo nel momento della ripartenza

-Sergio Mattarella

Nell’anno più difficile del XXI secolo si celebrano due simboli del cinema e teatro italiano: Federico Fellini e Alberto Sordi. Due amici sin dall’infanzia, che hanno superato il fascismo, la Seconda Guerra Mondiale, le difficoltà della fame e poi vissuto il successo in Italia e nel mondo. 100 anni di Alberto Sordi. Nato un secolo fa a Via San Cosimato 7 nel romano rione di Trastevere, nel centro di Roma. Un grande divo del cinema italiano e che ha fatto conoscere altri fenomeni del cinema mondiale: Stanlio&Ollio, prestando la voce ad Oliver Hardy.

Di formazione classica, si formò come soprano studiando lirica, giungendo anche al Teatro Sistina prima di girare ben 152 film. I primi non furono un successo, ulteriori delusioni dopo non essere stato accettato per l’accento all’Accademia dei Filodrammatici. Due grandi come Vittorio De Sica e Federico Fellini ci puntarono ma le pellicole furono un fiasco: “Mamma mia, che impressione” che attingeva a piene mani nel repertorio radiofonico e “Lo sceicco bianco”.

I QUATTRO COLONELLI

Uno dei “quattro colonelli” della commedia italiana divenne celebre con “Un giorno in pretura”, “Piccola posta” e soprattutto “Un americano a Roma”, che gli permisero di avere un successo da vero divo sino al 23 febbraio 2003, quando morì all’età di 83 anni. Uno dei simboli di Roma: il 15 giugno del 2000 il sindaco di Roma, Francesco Rutelli, gli cedette per un giorno la sua fascia tricolore; alla morte il suo corpo venne imbalsamato e così lo salutarono, in un’interminabile processione di due giorni al Campidoglio con 250000 persone il giorno dei funerali: 100 anni di Alberto Sordi. 

Simbolo della commedia italiana con Vittorio Gassmann, Nino Manfredi e Ugo Tognazzi, insieme ad Aldo Fabrizi e Anna Magnani rappresenta la romanità sullo schermo e le tavole di legno: l’erede? Carlo Verdone, cresciuto accanto al Maestro. Tra i più vincenti del David di Donatello, 7 come il padre di Alessandro Gassmann. Tra i premi vinti figura anche un Golden Globe, il Leone d’Oro di Venezia e l’Orso d’argento a Berlino. Una nomination ai BAFTA per la consacrazione di colui che ha portato l’essere italiano in giro per il mondo che sarà celebrato nel Museo di casa sua a partire da settembre.

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