Discover Naples, La strega di Port’Alba

Amore o stregoneria? Il viaggio odierno ci porta in uno dei luoghi simbolo del centro storico alla scoperta de La rossa di Port’Alba…

Come ogni Lunedì Discover Naples è pronta per portarvi in un viaggio all’insegna del mistero, delle leggende e dei luoghi sconosciuti anche ai napoletani DOC. Il viaggio odierno ci porta in uno dei luoghi simbolo del centro storico alla scoperta de La rossa di Port’Alba

Prima di percorrere la strada, però, non dimenticare di dare un’occhiata al nostro ultimo articolo: Discover Naples, Palazzo Penne: un patto oscuro

Mai riporre la vostra speranza in un principe. Se avete bisogno di un miracolo, riponete speranza in una strega.
(Catherynne M. Valente)

la rossa di port'alba
foto The Sooper

Port’Alba

In quel di Piazza Dante, ex largo Mercatello, si trova Port’Alba: una delle nove porte cittadine insieme a Porta Capuana, Porta Nolana, Porta San Gennaro (ancora ben visibili), Porta di Costantinopoli, Porta Carbonara, Porta Medina e Porta dello Spirito Santo (ormai demolite).

La storia di Port’Alba comincia nel 1625 quando don Antonio Álvarez de Toledo, duca d’Alba, decise di farla erigere. L’architetto Pompeo Lauria fu l’artefice della costruzione: un’apertura in sostituzione di un torrione per agevolare il passaggio della popolazione. C’è da dire, però, che il popolo napoletano si era già ingegnato e per passare da una parte all’altra della città aveva provveduto a creare un passaggio nelle mura angioine. La costruzione della porta, quindi, fu più una soluzione che un’invenzione.

Oggi Port’Alba rappresenta l’ingresso ad un mondo magico: tra librerie storiche e oggetti antichi, è possibile respirare un’aria diversa intrisa di storia e anche mistero. Port’Alba è l’accesso al cuore del centro storico, l’accesso ad una Napoli tutta da scoprire…

La rossa di Port’Alba. Stregoneria o semplice amore?

Porta Sciuscella. Questo il nome originario (e ancora oggi utilizzato da molti napoletani) della Porta soggetto del mistero di oggi. Ma perché questo nome? È fondamentale fare un passo indietro nel tempo e provare ad immaginare una città totalmente diversa da quella che siamo abituati a conoscere. Il Largo delle sciuscelle, infatti, era un luogo caratterizzato da grandi alberi di carrube  e da alte mura che segnavano il perimetro della città. Questi grandi alberi davano come frutto le sciuscelle, normalmente date in pasto ad asini e cavalli.

Abbiamo già raccontato del varco costruito nelle mura ed è bene tenerlo a mente poiché è proprio qui, non poco distante dallo stesso, che viveva la giovane e bella Maria detta la rossa…

la rossa di port'alba
foto Crushpixel

Una ventenne affascinante era Maria e, naturalmente, desiderata da tutti! Solo un giovane però fu degno del suo amore: Michele. I due erano follemente innamorati l’uno dell’altra e la loro sembrava essere una meravigliosa storia d’amore finché…

In una notte piovosa e burrascosa i due sposi erano di ritorno a casa, non poco lontano dall’odierna Pizzeria Port’Alba. Pioggia, vento e d’improvviso un tuono che riecheggia nel cielo portando con se una forza misteriosa che sbarra la strada al giovane Michele, impedendogli di proseguire oltre e seguire Maria in casa. Vani furono gli sforzi di lei e degli abitanti della zona per riportare in casa il ragazzo: lui era del tutto immobile e Maria rassegnata.

Dopo qualche giorno Maria cominciò a rendersi conto di aver perso per sempre il suo amore e con il passare del tempo divenne sempre più cupa. Una megera! Gli abitanti del Largo cominciarono ad evitarla, isolarla e additarla come una strega anche a causa del suo essersi data alla magia.

L’inquisizione e la condanna

port'alba
foto leggendedinapoli

L’essere considerata una strega, non fece altro che alimentare i dubbi dell’Inquisizione spagnola che decise di ingabbiarla e sottoporla alle torture del tempo previste per le donne accusate di stregoneria. Maria fu lasciata morire di fame e di sete, sospesa penzolante all’arco della Porta da poco costruita.

Un attimo prima di morire, la rossa di Port’Alba scagliò il suo anatema:

La pagherete! Tutti! Voi, i vostri figli, i vostri nipoti, tutti! La pagherete.

Il suo corpo rimase penzolante per giorni giorni finché cominciò a pietrificarsi… Unico segno della tragica e misteriosa storia è un gancio, ancora visibile, incastonato tra le mura. Oltre allo spirito della donna che, senza pace, vaga tra le librerie…

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