Uroboro: la Russia di Vladimir Putin

Uroboro: la Russia di Vladimir Putin. Benvenuti nel secondo episodio di “Uroboro”, dove analizzeremo una volta a settimana un evento storico riguardante il passato recente e non.

PERCHE’ “UROBORO”

Mentre studiavo per l’università, mi sono imbattuto nel mio vecchio libro di filosofia. Riaprendolo, ho riletto il pensiero di Nietzsche riguardo il concetto di storia. Più nello specifico, mi sono soffermato al pensiero di eterno ritorno dell’uguale. Incuriosito, sono andato a cercare una definizione per spiegarla, si parla di una teoria che si ritrova genericamente nelle concezioni del tempo ciclico, come quella stoica, per cui l’universo rinasce e rimuore in base a cicli temporali fissati e necessari, ripetendo eternamente un certo corso e rimanendo sempre se stesso. Esiste, inoltre, un simbolo molto antico, presente in molti popoli e in diverse epoche: l’uroboro. L’uroboro rappresenta un serpente o un drago che si morde la coda, formando un cerchio senza inizio né fine. Rappresenta il potere che divora e rigenera se stesso, la natura ciclica delle cose, che ricominciano dall’inizio dopo aver raggiunto la propria fine.

VLADIMIR PUTIN AKA 007?

Oggi, 26 marzo 2020, sono passati ufficialmente 20 anni da quando Vladimir Putin vinse le elezioni presidenziali russe. Ma qual è la strada che l’attuale capo di stato ha fatto per arrivare a dov’è oggi? Scopriamolo assieme. Probabilmente è uno dei maggiori esponenti politici mondiali di cui si sa tutto (o quasi). E’ nato a Leningrado, attualmente conosciuta come San Pietroburgo, il 7 ottobre 1952. Si è laureato in diritto internazionale nel 1975 a San Pietroburgo, è stato per 16 anni un ex militare ed ex funzionario del KGB, i servizi segreti russi.

Sì, Vladimir Putin è stato una spia dell’ex Unione Sovietica, prestando anche servizio in Germania, a Dresda, dal 1985 al 1990. Era quindi in terra tedesca  durante la storica caduta del muro di Berlino del 1989. Addirittura, la sede della KGB, dopo la caduta del muro, venne presa d’assalto dalla popolazione e fu lo stesso Putin, armato di pistola, a convincere i manifestanti a non scavalcare la cinta muraria a protezione della sede sovietica della KGB, dicendo «Ho 12 pallottole. Una la lascio per me. Ma compiendo il mio dovere, dovrò sparare.»

L’ASCESA POLITICA DAL 2000 FINO AD OGGI

Nel maggio del 1990 divenne consigliere del sindaco di San Pietroburgo per gli affari internazionali. Dal 28 giugno 1991 fu posto alla direzione del comitato per le relazioni esterne della città, con il compito di promuovere i rapporti internazionali e attirare gli investimenti stranieri. E’ stato direttore di un’agenzia immobiliare, membro del consiglio di sicurezza della Federazione russa.

La svolta arrivò quando il 9 agosto 1999 divenne primo ministro. 6 mesi dopo, con le dimissioni dell’allora presidente Boris El’cin, divenne temporaneamente il capo di stato della Russia. E per 8 anni consecutivi lo è rimasto, non privo di critiche. Venne scalzato poi da un suo uomo di fiducia, Dmitrij Medvedev, che restò in carica fino al 2012 e dando il ruolo di primo ministro a Putin. Durante il suo mandato, attraverso una nuova riforma, allungò la carica presidenziali da 4 a 6 anni. Ciò però lo sfavorì, perchè nelle elezioni del 2012 venne sconfitto da Putin, che cominciò poi il 7 maggio di quell’anno il suo terzo mandato. Nel 2018 ha vinto nuovamente le elezioni con più del 75% di voti a favore.

CURIOSITA’

Come abbiamo già detto, Vladimir Putin è un uomo di cui si conosce tantissimo. Assieme possiamo snocciolare qualche curiosità che lo riguardano. Vi avverto, alcune vi lasceranno sbalorditi, altre un pò meno:
– è un uomo estremamente sportivo. Ama sciare, fare trekking, rafting e pescare nei laghi. Ah sì, ama anche andare a cavallo. E su internet di meme ce ne sono a migliaia;

-è cintura nera di taekwondo e karate, nonchè pluricampione di judo a Leningrado. Insomma, se vi trovate in una rissa e dovete scegliere con chi affrontarla, sapete chi chiamare;

-si sospetta abbia origini italiane. Il popolare quotidiano Moskovskij Komsomolets parlò qualche anno fa di un trisavolo di Putin che dal Veneto andò in Russia. Tra l’altro venne intervestato un tale Franco Putin, un produttore di caminetti veneto, che all’epoca dichiarò «Io e Vladimir siamo due gocce d’ acqua. Stessi occhi, medesima espressione, identica andatura. Gemelli: solo che lui scia e fa judo, io niente. Lui è asciutto, io sovrappeso: ma è l’ unica differenza».                                                                             

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