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martedì, Maggio 24, 2022

“Ceci n’est pas un blasphème”: Napoli capitale della blasfemia

Le arti censurate del PAN

Ceci n’est pas un blasphème. Dal 17 al 30 settembre Napoli diventa la capitale dell’arte libera da ogni tipo di ingerenza religiosa a Palazzo Roccella dove ha sede il Palazzo delle Arti Napoli. Il polo artistico culturale ospiterà una mostra d’arte che indaga la libertà di critica, di satira e di espressione, come racconta il sito articensurate.it

«Questo evento è il risultato di un anno di lavoro, preceduto da una ricerca durata anche di più. L’emozione è tanta. È importante mantenere alta l’attenzione su problemi che non riguardano solo una religione o un popolo. Il sentimento religioso ha assunto un enorme valore come oggetto politico, le reazioni che si verificano quando questo viene offeso sono – di fatto – ben più gravi delle provocazioni artistiche. Sì, alcune opere sono volutamente offensive, alcuni artisti e artiste sono anti-clericali. Ma il loro lavoro esiste in un contesto, veicola in modi determinati e riconoscibili: nessuno è obbligato a comprare un giornale o visitare una mostra. La libertà d’espressione espressa dall’arte e dalle opere non impedisce ai credenti di avere fede o di praticare il culto. Dunque, non deve accadere l’inverso».

Con queste parole Emanuela Marmo direttrice artistica di Ceci n’est pas un blasphème, ha commentato il taglio del nastro del festival delle arti per la libertà d’espressione contro la censura religiosa da lei ideato. 


Ceci n’est pas un blasphème

Un cartellone di eventi speciali

Talk, concerti, , approfondimenti, stand-up comedy, proiezioni per la Napoli capitale della blasfemia L’ingresso è sempre gratuito, ma le mostre sono aperte solo a pubblico maggiorenne.

Le mostre del festival sono al Pan e abbracciano diversi generi: subvertising, fumetto, fotografia, scultura, performance.

Il percorso inizia con le tavole di Pierz. Al centro della sala spicca la sagoma della Blasphemy Box (progettata da Agostino Granato), per soddisfare le proprie necessità blasfeme e, come recita la sua tag-line, “bestemmiare in tutta sicurezza”.

Grande protagonista sarà Don Zauker, il grottesco esorcista frutto del duo dei Paguri, al secolo Daniele Caluri ed Emiliano Pagani.

Spazio al subvertising e agli irriverenti lavori di Ceffon, DoubleWhy, Hogre, Illustre Feccia, Malt, Spelling Mistakes Cost Lives, Yele&Tres. Passando per le vignette di denuncia di Giorgio Franzaroli, si giunge al progetto fotografico “Vittime di Dio” di Antonio Mocciola e Carlo Porrini: 40 scatti fotografici per assegnare volti viventi a donne e uomini uccisi a causa della fede. 

L’artista perseguitato e censurato Abel Azcona sarà a Napoli il 30 settembre con due performance dal vivo.

Presenti anche, in loop su schermo, le tavole tratte dalla mostra Asini, muli, corvi e maiali: la satira in Italia tra stato e religioni, esposta a Torino nel 2010 presso il Museo regionale di Scienze Naturali.

Ceci n’est pas un blasphème

Al suo esordio già con un riconoscimento

Tanta la soddisfazione per un evento che, al suo esordio, già raccoglie un riconoscimento: Ceci n’est pas un blasphème è stato infatti censito nel portale italive.it e ammesso alle votazioni per il “Premio Italive 2020”. Patrocinato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ITALIVE informa gli automobilisti su quello che accade nel territorio che attraversano e presenta un calendario aggiornato dei migliori eventi organizzati.

Ceci n’est pas un blasphème: Arte senza fini di lucro

Il Festival “Ceci n’est pas un blasphème” non ha finalità di lucro: promuove l’arte anticlericale e raccoglie fondi in favore di organizzazioni che offrono protezione e assistenza legale a persone perseguitate perché atee, apostate o blasfeme. L’Assessorato all’Istruzione, Cultura e Turismo di Napoli, ha concesso i locali del primo piano del Pan all’evento patrocinato dal Comune di Napoli.

Un fitto calendario

Le mostre sono visitabili tutti giorni dalle 9.30 alle 20.30 fino al 30 settembre, data fortemente simbolica perché coincidente alla Giornata Mondiale della Blasfemia.
Nel corso del primo week-end saranno presenti Emiliano Pagani (venerdì 17 settembre 10.00 – 12.00 e sabato 18 settembre 10-.00 – 12-00 e 16.00 – 18.00), Daniele Caluri (Sabato 18 settembre 10-.00 – 12-00 e 16.00 – 18.00), Pierz (Venerdì 17 settembre 16.00 – 18.00 e Sabato 18 settembre 10-.00 – 12-00 e 16.00 – 18.00), Yele (Domenica 19 settembre 10-.00 – 12-00 e 16.00 – 18.00). 

Parallelamente alla sezione espositiva, nel weekend, si alza il sipario sui primi appuntamenti del programma live, all’ex Asilo Filangieri.

Venerdì 17 settembre alle ore 21.00, primo Talk Show Blasfemo, Luca Iavarone incontra i protagonisti del festival. Il direttore creativo del gruppo Ciaopeople, intervisterà Raffaele Minieri, Daniele Caluri ed Emiliano Pagani, Pierz, Malt, Marco Prato. Non mancheranno performance teatrali e reading a cura di Alessandro Gioia, Simona Forte, Gaspare Di Stefano e Amleto De Silva. Chiude l’evento la Dea Cyborg Helena Velena, con i suoi saluti benedicenti.

Sabato 18 settembre alle 18.30 proiezione del cortometraggio di Hogre, Bestemmie dal mondo. Alle 21.00, concerto di Helena Velena e i Tenerissimo Bagno di Sangue, accompagnati dal gruppo campano dei Capocchiodonti.

Domenica 19 settembre, a partire dalle 18.30, Emanuela Marmo condurrà il Talk Show Blasfemo #2: Viaggio nel cinema blasfemo. Dea Squillante, direttrice del Sarno Film Festival, il regista Giuseppe Sciarra e Rosaria Carifano, giornalista e collaboratrice del Festival Internazionale del Cinema Laceno d’oro, ricostruiranno un percorso tematico nel rapporto tra cinema e blasfemia, attraverso l’ausilio di materiale fotografico e video.

La serata si concluderà con la proiezione di un cortometraggio animato del regista pakistano e accademico Arafat Mazhar: Swipe.

I nostri suggerimenti


Per raggiungere la mostra al Palazzo delle Arti di Napoli in via dei Mille 60, vi consigliamo di sfruttare i mezzi pubblici: con la linea 2 della metropolitana scendete alla fermata di Piazza Amedeo e percorrete qualche metro a piedi, oppure la Funicolare di Chiaia, con capolinea al Parco Margherita.

Per non perdervi informazioni e approfondimenti consultate la pagina Facebook e il sito di raccolta fondi GoFundMe

Pamela Moi
Pamela Moi
Editor. Scrivo.

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