La Processione dei Misteri: il rito di Pasqua a Procida

La processione dei misteri di Procida è un rito antichissimo che ancora oggi prosegue tra gli isolani. Scopriamone insieme la storia…

“’A processione scennev e ‘o mast inchiuvav”: inizia con un detto questo appuntamento settimanale con Discover Naples, la rubrica alla scoperta di fatti e misteri del territorio partenopeo. Oggi il nostro viaggio ci porta direttamente sull’isola di Procida ad indagarne i suoi misteri, nel vero senso della parola. Quello della processione dei misteri di Procida è un culto antico, che perdura ancora oggi tra gli isolani e che si aggiunge alle numerose tradizioni delle festività partenopee.

Ogni bambino e anche quelli che non lo sono più, ne conservano il ricordo, probabilmente come il primo della propria vita. Ognuno si impegna alla realizzazione dei “Misteri”, i riferimenti biblici introdotti all’inizio del ‘700 nel corteo sacro, allestiti grazie alla bravura artigianale e sistemati su basamenti di legno, trasportati rigorosamente a mano nonostante il peso notevole. La preparazione comincia dopo Carnevale: dal muratore all’avvocato ognuno dedica i propri ritagli di tempo, anche fino a tarda sera, contribuendo economicamente alla loro realizzazione e che è possibile ammirare fino a quaranta giorni dopo con l’esposizione nella Chiesa di San Giacomo.
-fonte ischia.it

Il culto e i Misteri procidani

La processione dei Misteri di Procida è una tradizione antica, le cui origini sono da ricercare nella processione della “Confraternita dei Turchini”, fondata nel 1629 dai Gesuiti, quando anche a Napoli la confraternita della Solidad organizzava una processione con i misteri della Sacra Passione.

I giovani di sesso maschile dell’isola, vestiti della classica “veste” di “confratello” (saio bianco sormontato dalla “mozzetta”, o mantello, di colore turchese), portano a braccia dei carri, rappresentazioni plastiche (detti “misteri“) di carattere religioso per un percorso che si snoda attraverso il centro storico, dal borgo più antico di Terra Murata fino al porto della Marina Grande.

Non mancano anche i riferimenti alla storia dell’antica Roma in un mix di tradizione e liturgia; un esempio sono i tipici suoni che danno il via alla processione, utilizzati anni addietro come accompagnamento per i condannati a morte.

Ma cosa sono i Misteri?

Quello del Venerdì Santo è momento molto importante per gli isolani che alle prime luci del giorno si recano insieme ai Misteri nella piazza di Terra Murata, dove si trova l’Abbazia di San Michele Arcangelo. Qui i Misteri (carri allegorici che raccontano scene ed episodi ispirati all’Antico e al Nuovo Testamento, realizzati con materiali poveri su assi di legno che possono arrivare fino a 8 metri di lunghezza) attendono la chiamata del confratello dei turchini più anziano e si stabilisce l’ordine si uscita nella processione.

Tre colpi di tamburo e il suono di una tromba: la processione ha inizio e i suoni si ripeteranno durante tutta la durata del rito. A questo punto al via la sfilata dei misteri, portati a braccia durante tutto il tragitto con una serie di pause lungo il percorso. Infine le statue a soggetto religioso: la statua del Cristo Morto dell’Addolorata e il pallìo. Immancabile è la sfilata degli angioletti: portati in braccio da un adulto, bambini maschie e femmine di circa due anni “sfilano” indossando abiti ricamati in nero e oro, un richiamo all’abito della Vergine Addolorata.

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