Le scale di Napoli: da Chiaia a Capodimonte

“La vita è fatta di scale, c’è chi scende e c’è chi sale” recita un’antico detto popolare; sbirciando qua e là ci si accorge di un passaggio segreto che di colpo si trasforma in un’inedita passeggiata nel cuore della città. Non resta che percorrerle per scoprirne i segreti.

«Scale mobili sotto la luna, diagonali e passaggi segreti, un cammino che esiste da sempre, il tesoro della città antica» da “La città obliqua” di Edoardo Bennato. A Napoli ci sono oltre 200 percorsi pedonali naturali, 135 scale e 69 gradinate. Scopriamole insieme.

Le scale di Napoli: c’è chi scende e c’è chi sale

La storia della città passa anche dalle scale di Napoli. Un viaggio dal basso verso l’alto e viceversa; alcune rappresentano un vero e proprio patrimonio storico-artistico, oggetto di percorsi guidati e soggetti di set cinematografici e rassegne fotografiche. Napoli è una città collinare attraversata da scorciatoie, scale e passaggi celati ai più; dal mare alla collina.

Le scale di Napoli del Rione Sanità nelle pellicole del cinema

Il Palazzo Spagnuolo

Gli appassionati cinefili, ricorderanno certamente lo scenografico scalone “ad ali di falco” nel rione Sanità di Napoli, precisamente in via Vergini. Il Palazzo dello Spagnolo o Spagnuolo, affidata all’ingegnere Francesco Attanasio, è uno dei luoghi simbolo e più suggestivi della città, protagonista di diverse pellicole cinematografiche. Uno spettacolare esempio di architettura barocca napoletana; una scalinata a doppia rampa del 1700, progettate dall’architetto Ferdinando Sanfelice. Il Palazzo dello Spagnolo ha ospitato in passato l’Istituto delle guarattelle, il museo dei burattini locali e internazionali.

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Le scale hanno sempre rappresentato un importante punto di riferimento nei palazzi napoletani, basti ricordare quelle della Chiesa di San Giovanni a Carbonara e Palazzo Venezia.

Questi, alcuni dei film girati: “Il Giudizio universale” di Vittorio De Sica, “Piedone lo sbirro di Steno”, “La pelle” di Liliana Cavani, “Mi manda Picone” di Nanni Loy.

Palazzo dello Spagnolo è anche il set dell’episodio “Il fantasma di via Sanità” di Pacco, doppio pacco e contropaccotto.

I più recenti sono il film documentario “Passione” di John Turturro, all’interno del quale una decina di ragazze danzano sulle note di “Comme facette mammeta” e la fiction in onda su Rai1 “I Bastardi di Pizzo Falcone”, tratta dall’omonimo romanzo di Maurizio de Giovanni.

Le scale di Napoli: Palazzo San Felice

Ad opera dell’architetto Ferdinando Sanfelice, oggi è noto per essere stato uno dei set della fiction “Mina Settembre”, tratta dai racconti di Maurizio De Giovanni, dall’esterno sembra uno dei tanti palazzi d’epoca, ma è all’interno che riserva affascinanti sorprese.

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Le ampie scale del palazzo offrono un effetto scenografico davvero sorprendente: provare per credere. Proprio nel primo cortile, la sua famosa scala aperta, è stata il set cinematografico di pellicole significative.

Qui sono state girate alcune scene della terza serie di “Gomorra” e, in passato, del film “Piedone lo sbirro” con Bud Spencer (1973), del terzo atto de “La gatta Cenerentola” di Roberto De Simone.

Senza dimenticare “Questi fantasmi” (1954), per la trasposizione cinematografica di una commedia di Eduardo De Filippo.

Le scale di Napoli: Palazzo Mannajuolo

Ubicato in via Filangieri, rappresenta uno dei migliori esempi di architettura liberty a Napoli, grazie anche alla scala principale. Realizzato tra il 1909 e il 1911 da Giulio Arata, con la collaborazione dell’ingegnere Mannaiulo.

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Le rampe si articolano in gioco vertiginoso tra luci ed ombre; un po’ come l’animo della città e dei suoi abitanti.

Anche Palazzo Mannajuolo è stato luogo di set cinematografici con le scene del film “Napoli velata” (2017) del regista Ferzan Özpetek, dove, la scala quasi ipnotica, appare come un grande occhio scrutatore.

 

 

Le scale di Napoli: tra turismo esperienziale e trekking urbano

 

Pedamentina di San Martino

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Con i suoi 414 scalini collega la Certosa si San Martino a Spaccanapoli.

È il percorso pedonale più antico e lungo di Napoli, costruito nel XIV secolo, e pensato come arteria di collegamento tra la città bassa e la collina.

Questa strada, iniziata dagli architetti Tino di Camaino e Francesco de Vito assunse l’aspetto attuale soltanto in seguito.

Storicamente fu anche usata come mezzo di offesa contro chi intendeva assediare Castel Sant’Elmo. Le splendide vedute sul Golfo di Napoli sono impareggiabili. Oggi rappresenta un’importante testimonianza storica ed urbanistica.

 

Calata San Francesco

calata_san_francesco_scale_di_napoliUna via gradinata che inizia in via Belvedere e termina in Corso Vittorio Emanuele. In origine faceva parte di un piccolo borgo fuori porta, chiamato Casale del Vomero.

Al giorno d’oggi nonostante la profonda urbanizzazione, ha conservato il suo fascino con una vista suggestiva sul golfo di Napoli, Capri e la penisola sorrentina.

 

 

Rampe del Petraio

rampe_del_petraio_scale_di_napoliLe rampe del Petraio: 503 scalini di storia e verità nascoste che affondano le loro radici nel XVI secolo.

Un percorso di pietre che ancora oggi sfiora la Vigna di San Martino, gli eleganti palazzi stile liberty del Vomero e i tipici “bassi” partenopei.

In origine furono create per collegare il Vomero al nuovo quartiere di Chiaia, simbolo dell’espansione fuori le mura.

 

 

Scalone monumentale di Montesanto

scale_di_montesanto_scale_di_napoliUna spettacolare scalinata a balze in pietra lavica che collega il Corso Vittorio Emanuele con il popolare quartiere di Montesanto.

Fu realizzata nel 1869 per volontà di Gaetano Filangieri principe di Satriano. Oggi oggetto di iniziative di riqualificazione urbanistica ed ambientale.

Pedamentina a Posillipo

pedamentina_a_posillipo_scale_di_napoliIl borgo Posillipino di Villanova rimane ancora oggi collegato al mare da una discesa molto ripida, detta “canalone”.

La scalinata si apre con le vigne e i giardini di Posillipo, per poi proseguire tutta di un fiato con gradini alti e stretti. Si giunge in via Posillipo attraverso una ripida e stretta scalinata che finisce in una piccola “grotta”.

 

 

 

Salita Cacciottoli

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La salita Cacciottoli, il cui nome deriva da una villa sorta nel luogo, ad opera della famiglia Cacciuttoli, è un percorso che collega la Certosa di San Martino al centro storico della città.

Similmente alle Scale della Pedamentina. La strada, caratterizzata da gradinate molto ripide, passa anche sotto il ponte di via Girolamo Santacroce e sotto il ponte di Corso Vittorio Emanuele.

Salita Moiariello: una passeggiata nel cuore verde di Napoli

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Uno dei luoghi panoramici e più suggestivi della città, chiamato anche “la Posillipo dei poveri” per l’affascinante panorama. La salita del Moiariello è un percorso che sale dal Real Orto Botanico sino alla Reggia di Capodimonte.

A monte e a valle ci sono i musei più importanti della città: il Museo di Capodimonte, il Museo Archeologico Nazionale e il Museo Madre.

 

 

Le scale di Napoli

Altre scale importanti:

  • Scalinata di vico Santa Maria delle Grazie (Tondo di Capodimonte)
  • via Cupa Vecchia (nei pressi di piazza San Leonardo al Vomero)
  • Scale in vico Bernarndo Celentano (quartiere Sanità)
  • Scalone monumentale di Montesanto
  • Gradini Paradiso
  • Pendino Santa Barbara
  • Calata Santi Cosma e Damiano
  • Salita Villanova
  • Gradini Capodimonte
  • Scala San Pasquale
  • Gradini Francesco D’Andrea
  • Scalinata di via Alessandro Telesino dette Scale di Marruccella

 

Per saperne di più dai un’occhiata qui:

Le Scale di Napoli si raccontano

Scale Reali e Scale Musicali

Tu scendi dalle Scale

 

 

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