Arte&Cultura: la Storia dell’ultimo giorno dell’anno!

Il 2020 è pronto a fare il proprio ingresso ma qual è la tradizione e la Storia del Capodanno? Un viaggio nel mondo dei nuovi anni!

Ultimo giorno dell’anno. Come ogni anno, si festeggia l’arrivo del nuovo anno. Oggi, le famiglie, come a Natale, si riuniscono e salutano il 2019 per dare il benvenuto al 2020. Tra i tanti i buoni propositi e superstizioni, quando si è cominciato a festeggiare il “Capodanno”?

Ultimo giorno dell’anno

LA STORIA- La sua origine si rifà al calendario gregoriano, quando bisognava nominare il più velocemente possibile il console Quinto Fulvio Nobiliore nella Repubblica nel 153 a.C. Così, si ruppe la tradizione che voleva l’elezione il 15 di marzo: un anticipazione di oltre 3 mesi.
Ma la scelta di considerare il 1° gennaio quale primo giorno dell’anno, fa riferimento all’introduzione del calendario giuliano, promulgato da Giulio Cesare nell’anno 46 a.C., rispetto alla tradizione e la celebrazione del 1° marzo. Nel corso del Medioevo, veniva celebrato l’ingresso del nuovo anno seguendo il calendario giuliano. Oppure, in diversi paesi, come in Spagna, si festeggiava il 25 dicembre, mentre nei paesi anglosassoni, dal XII secolo sino al 1752, il capodanno cadeva il 25 marzo. La Francia, per secoli, l’ha festeggiato nella Domenica della Resurrezione, salvo interrompere questa tradizione nel 1564, cambiando giorno con la Prima Repubblica il 21 settembre.

IN ITALIA- Un destino simile a quello dell’Italia, che nel corso del regime fascista, con la “Marcia su Roma” del 1922, istituì il 28 ottobre, associato a una numerazione degli anni parallela a quella tradizionale contando come “Anno I dell’Era Fascista” il periodo tra il 28 ottobre 1922 e il 27 ottobre 1923, e gli altri a seguire. Una festività utilizzata nel Regno d’Italia, durante tutto il ventennio fascista, fu continuata dalla e abbandonata con la caduta di quest’ultimo il 25 aprile 1945. In Italia il primo giorno dell’anno, il primo gennaio, quale giorno festivo è disciplinato dalla legge 23/6/1874 n. 1968.

LE TRADIZIONI- Il classico veglione notturno apre il nuovo anno, ma da tradizione familiare, c’è una tavola da rispettare. In Italia infatti, c’è l’abitudine di mangiare le lenticchie come buono auspicio per guadagnare soldi l’anno successivo. Oppure baciarsi sotto il vischio: la curiosità invece, risiede nell’abbigliamento, dove si ha la tradizione di indossare un indumento intimo rosso. Invece, in Spagna, seguendo i 12 rintocchi dell’orologio, in particolare quello della Puerta del Sol di Madrid, si mangiano dodici chicchi d’uva. Una situazione simile avviene in Russia, con l’apertura della porta per accogliere l’anno nuovo e lo scambio dei doni allo scoccare della mezzanotte. Infine, in Giappone prima della mezzanotte, le famiglie si recano nei templi per bere saké e ascoltare 108 rintocchi di campane che annunciano l’arrivo di un nuovo anno.

E voi? Come festeggiate il 2020 in arrivo? Tanti auguri di buone feste dal Corriere di Napoli! 

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