Arte&Cultura: Il teatro napoletano!

A Natale nel teatro napoletano è festa, in uno stretto legame tra sacro e profano, che va avanti da secoli: un estratto dal libro di Claudio Canzanella

IL TEATRO NAPOLETANO- Il legame tra sacro e profano durante le feste, si manifesta ulteriormente con il teatro. A Napoli infatti, il Natale è sempre stato vissuto secondo la tradizione e i valori cristiani e popolari.

Ad incarnare ciò, è il mondo delle maschere, come evidenzia Claudio Canzanella, docente del Liceo Sannazaro, nel suo libro “Il Natale a Napoli” dove affronta miti, tradizioni e curiosità della festa più amata al mondo. Ma qual è il legame di Napoli con il teatro?

Sin dal XVII secolo, la città di Partenope  ha avuto un legame particolare con il mondo delle maschere: “La cantata dei pastori” di Andrea Perrucci, è un emblema della Commedia dell’arte. Questa rappresentazione ancora oggi viene ripresa da artisti professionisti, come Peppe Barra, in cui il tema fondamentale è quello della contrapposizione di Bene e Male, nella lotta tra Gabriele e il diavolo per permettere alla Sacra Famiglia di giungere alla grotta.

La particolarità? L’ambientazione in una Palestina con le sembianze di Napoli, tra strade e modi di fare, in cui i personaggi Razzullo e Sarchiapone prendono il sopravvento nel corso del tempo, con le riedizioni dell’opera.

L’OPERA EDUARDIANA Le rappresentazioni in cui si manifestano i simboli natalizi sono varie: “O’ zampugnaro ‘nnamurato” ripresa da Mario Merola negli anni ‘70 oppure “Miracolo ‘e Natale” della famiglia da Vinci.

Ma l’opera per eccellenza è “Natale in casa Cupiello” terminata nel 1934 nella sua interezza. Eduardo De Filippo, maestro di teatro e legato all’opera di Luigi Pirandello, già nel secolo scorso evidenziava una crisi familiare nel festeggiare il Natale nella sua essenza.

Una crisi che si riversa sui modi di fare di Concetta stanca del marito, del figlio Tommasino, senza voglia o della figlia Ninuccia insofferente. Personaggi alienati dalla società, in cui i simboli del caffè e del presepe fanno da padrone, tra la tradizione e la povertà di una famiglia che non crede più nei valori del Natale. Un’analisi del secolo scorso ma, purtroppo, sempre più attuale…

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