Nato e morto a Napoli, facendo la storia. Il nome di Giorgio Ascarelli è legato eternamente alla città nuova, un legame talmente stretto tra il mito e la sua terra da sfuggire alle leggi razziali dell’epoca fascista. Non è stato soltanto un imprenditore, un dirigente federale rispettato ai “piani alti”, un industriale tessile: è stato di più. Se oggi si può godere del limpido azzurro al “Diego Armando Maradona”, se si può urlare alla vittoria o al gol è grazie a lui, all’idea presa forma nel 1926. Se oggi il Napoli è diventato simbolo di una città intera, è grazie a lui.

Sin da quando, nel 1831 venne trovato, nella Casa del Fauno, il mosaico della Battaglia di Isso, fu chiaro che ci si trovava davanti a un’opera di pregio. L’opera, presente nel Museo Archeologico di Napoli sin dal 1844, rappresenta l’incontro/scontro tra Alessandro e Dario III a Isso. Una situazione concitata, violenta, in cui è possibile leggere la paura, la sorpresa di Dario III sopraffatto dai macedoni guidati da Alessandro. La scena è stata rappresentata con una dovizia di particolari impressionante, frutto di una gran maestria artigiana che ben pochi potevano permettersi a questi livelli. Oggi la “battaglia” è sottoposta a un restauro conservativo sotto il controllo dell’ Istituto Centrale per il Restauro sulla base delle indagini condotte dal CRACS della Federico II e dall’Università del Molise.

Ti sei mai chiesto quali siano i segreti di un grande chef? Magari, proprio di Antonino Cannavacciuolo. Ecco, in questo articolo non mi limito a svelarti quale sia il suo piatto preferito, ma ti rivelo anche la ricetta per riprodurre una parmigiana di melanzane degna di uno chef. Così, potrai essere sicuro di stupire parenti e amici e di goderti la bontà di un piatto stellato direttamente a casa tua.