INTERVISTA – Lucia Grande: una napoletana alla NABA di Milano

Fashion e textile designer di Napoli, qualche anno fa si è trasferita a Milano dove ha frequentato la NABA: ecco Lucia Grande.

 A chi ha il mio stesso sogno, consiglio soltanto di avere fame di conoscenza e voglia di accogliere qualsiasi cosa.
Mai perdere l’obiettivo di vista, ma farlo con piacere, serenità e curiosità di vivere. 

Lucia Grande, giovanissima promessa della moda, si racconta al Corriere di Napoli!

Fashion e textile designer, 22 anni, di Napoli.
Qualche anno fa si è trasferita a Milano dove ha da poco terminato un brillante percorso universitario presso la NABA (Nuova Accademia di Belle Arti).

Oggi Lucia sta dedicando il suo tempo a perfezionare i suoi lavori per lanciarsi verso nuove esperienze. Intanto sta collaborando anche a diversi progetti che usciranno a breve!

Il disegno e le prime collezioni

Sono una grande osservatrice, faccio tesoro di qualsiasi cosa e amo imparare dalle persone. Sarebbe facile dire che mi ispiro all’arte e a ciò che mi circonda. Quello che però cerco di fare è arrivare sempre all’assenza delle cose, con uno sguardo più scientifico.

Cerco di curiosare in qualsiasi archivio, prendo spunto soprattutto da vecchie riviste o poster, ma miscelandoli con temi contemporanei, stimolando soprattutto i cinque sensi.

Ogni tema che affronto per una collezione deve coinvolgermi dal punto di vista comunicativo, visivo, sonoro.
Il materiale è una parte fondamentale per il mio lavoro. Mi piace pensare ogni volta che io stia creando un’installazione che deve funzionare in qualsiasi prospettiva e non un semplice abito.

L’ultimo progetto

La sua ultima collezione Everyone sees what they know è anche uno dei progetti alla quale è più legata. Infatti è proprio questa collezione che le ha permesso di partecipare alla Milano Fashion Week e in particolare al Milano Moda Graduate, l’evento di Camera Nazionale della Moda Italiana dedicato ai migliori talenti delle scuole italiane.

Lucia Grande si è aggiudicata il premio della categoria YKK Italia con un outfit futurista e sperimentale basato sulla scomposizione e la ricomposizione visiva grazie all’utilizzo delle zip.

La vincitrice, premiata dal presidente YKK Italia, Hitoshi Yamaguchi, ha ricevuto un premio in denaro da investire nello sviluppo della sua carriera nel mondo della moda e riceverà, per un anno, una fornitura di prodotti YKK e avrà anche la possibilità di visitare lo stabilimento YKK a Vercelli.

Sono molto legata a questa collezione, riflette a pieno la mia visione stilistica ed il mio metodo progettuale.
Grazie a questa ho instaurato molti rapporti, anche se alcune volte il messaggio non è chiaro o viene reinterpretato, è incredibile quanto il design riesca a connettere le persone.
Sono felice che la mia collezione sia stata notata e sto avendo l’occasione di avere varie pubblicazioni che mi hanno tenuta impegnata per shooting e promozioni.

Una dimostrazione del suo amore per la creatività, presente sin da piccola. Così come il disegno, un bisogno fisiologico spinto anche da una certa tranquillità familiare.

Moda e Covid: tra difficoltà e nuovi progetti

Ma in questo anno così difficile, scandito dall’emergenza Covid-19, anche il settore della moda e del lusso ha subito un duro colpo, cercando comunque di adattarsi all’evolversi della situazione.

Abbiamo infatti assistito, ad esempio, al lancio del progetto della NABA Digital Fashion View – Sound of Fashion, una piattaforma digitale che, a partire dal 22 settembre, dà la possibilità di poter guardare online le migliori collezioni degli studenti dell’ultimo anno del triennio di Fashion Design.

Anche per Lucia le difficoltà legate alla pandemia sono state tante. Essendo scoppiata proprio durante la prima fase di creazione della sua collezione, i problemi sono stati soprattutto rispetto al recupero dei materiali e lo spazio per riuscire a lavorare in casa. Nonostante questo è riuscita a collaborare anche a distanza con le aziende di riferimento per i suoi progetti.

Parla di sé come una persona positiva e risolutiva con la convinzione che tutto può servire a farci comprendere qualcosa, compreso questo periodo. Del resto, però, spiega che una delle problematiche che le crea più disagio è la poca immediatezza, oltre il fatto di avere poca libertà di sfogo.

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