INTERVISTA – Je so’ pazzo racconta… Sanacore: Banca Popolare Alimentare

Sanacore, il progetto di distribuzione alimentare dell’Ex-OPG Je so’ Pazzo. Ce ne racconta i retroscena l’attivista Benedetta Terminiello…

In clima di pandemia non sono mancati gli aiuti, da parte di numerose organizzazioni, verso le famiglie più bisognose. È proprio in questo contesto che nasce l’iniziativa Sancarore: Banca Popolare Alimentare; un progetto di distribuzione alimentare curato dai compagni dell’EX-OPG. Noi del Corriere di Napoli abbiamo intervistato Benedetta Terminiello, attivista del Banco Popolare, che ci ha raccontato i retroscena di Sanacore e dell’EX-OPG – Je so’ pazzo

Ma che cos’è l’OPG?

Nato nel 2015 a seguito di un’occupazione della struttura dell’ex ospedale psichiatrico giudiziario, l’OPG si propone di rivestire un ruolo che non sia semplicemente quello di collettivo universitario o che riguardasse il mondo del lavoro; bensì quello di uno spazio con “ruolo cittadino”, che riesca ad arrivare in modo diretto agli abitanti del luogo. Uno spazio sottratto all’abbandono e restituito al quartiere.

Grazie all’OPG è cambiato il modo di fare politica – ci spiega Benedetta, e aggiunge:

sanacoreTramite le attività sociali e il percorso del mutualismo, oggi si riesce ad intercettare tutto uno strato sociale che prima era completamente lontano da quelle che potevano essere le dinamiche tanto dei centri sociali come della politica più alta. Ad oggi, grazie alla ricostruzione dei questa trama che si è negli anni sciolta, riusciamo ad avviare dei progetti che sono non solo legati alle attività sociali ma hanno anche una ricaduta direttamente politica.

Tanti gli sportelli messi a disposizione dei cittadini tra i quali lo sportello che si occupa della residenza per i senza fissa dimora, quello adibito ai permessi di soggiorno, alla distribuzione alimentare o l’Ambulatorio Popolare. Ma numerose sono anche le attività sociali: alcune prettamente culturali come il Teatro Popolare, ma anche molte altre legate allo studio della lingua, allo sport.

Fin dall’inizio abbiamo creato spazi necessari al quartiere: un campo di calcio, aule studio, riabilitare il teatro e ridarlo al quartiere. Ridare l’arte e la bellezza a chi non può accedere a questi grandi pezzi della cultura. Ci premeva riuscire a restituire a quante più persone possibili ciò che quello spazio e chi lo occupava potesse restituire. Chiaramente senza i mezzi materiali né economici per ricostruire tanti pezzi di quello spazio che sono necessari per molte attività sociali…

Le attività di mutualismo

Ricostruzione potrebbe essere la parola chiave alla base delle attività dell’Ex-OPG. Il supporto alle fasce più deboli della popolazione avviene proprio grazie al mutualismo messo in atto dagli attivisti:

palestra popolare ex opgTendiamo a seguire in vari spetti le persone che si rifanno a questo spazio. Non a caso, quado abbiamo iniziato durante lo scorso lockdown la distribuzione alimentare, gli stessi utenti che hanno beneficiato del pacco alimentare sono gli stessi che hanno beneficiato della Camera Popolare del Lavoro perché avevano perso il lavoro. Sono le stesse persone che non potendo avere risposte dalla sanità pubblica per le lunghe attese, per la mancanza di medici di base, si rifanno a noi per le questioni legate alla cura tramite l’ambulatorio popolare.

È fondamentale capire che alla base c’è un lavoro di ricostruzione del tessuto sociale, così come la pratica del mutualismo che è fondamentale. Oggi ricostruire questo tessuto sociale significa capire quali sono le esigenze della popolazione, coglierle e trovare delle soluzioni che siano concrete. Non parliamo solo di “risposte materiali”,  ma che provino a costruire qualcosa di diverso da quello che è oggi lo stato delle cose.

Il progetto Sanacore

Abbiamo deciso di chiamare il progetto Sancore perché pensiamo che anche un piccolo gesto come quello di donare un pacco alimentare possa sanare quelle ferite che negli anni sono nate a causa di un collasso generale delle nostre istituzioni. Istituzioni che questa gente non l’ha mai presa in considerazione, nonostante sia proprio quest’ultima che lavora e produce ricchezza. Una ricchezza che però poi non riesce ad avere… vive male e non ha risposte su tantissimi piani.

Dopo la prima distribuzione alimentare durante il lockdown, nasce l’iniziativa Sanacore. Molto diversa dalla prima tranche in quanto permette di poter seguire le famiglie durante tutto l’anno, dando loro un pacco alimentare al mese per tutto il 2021; permettendo di costruire un vero e proprio rapporto con le famiglie.

Sanacore è un’iniziativa molto bella perché riesce a raccogliere tantissime persone che ci raccontano le loro storie. Sono tendenzialmente storie di lavoro nero, lavoro precario, disoccupazione, mancate risposte da parte delle istituzioni. Le persone si rivolgono a noi perché ormai hanno un riferimento: vedono in noi qualcuno che può rispondere a delle esigenze che concrete.

sanacore - ex opgQuello di Sanacore è un progetto molto complesso da seguire, ci racconta Benedetta. Le famiglie che fanno richiesta sono tantissime, al punto che è nata la necessità di avviare una raccolta fondi attua a coprire le spese del trasporto dei pacchi. Non solo: gli attivisti hanno messo a nuovo aree dell’OPG che in precedenza erano chiuse, attingendo dalle proprie casse che ormai – causa pandemia- sono quasi del tutto vuote (partecipa cliccando qui alla raccolta fondi).

La distribuzione non tocca solo Napoli centro, ma anche le aree della provincia: un esempio di quanto il fare rete con organizzazioni e collettivi sul territorio sia utile per garantire il bene del popolo. Dopo il primo lockdown, infatti, gli attivisti dell’Ex-OPG hanno allargato il giro, pronti con tante altre organizzazioni alla distribuzione del pacchi alimentari in zone quali Marano, Giugliano, Soccavo, Pianura, Portici, Pozzuoli. Oltre, naturalmente, alla possibilità di coprire una fetta importante di popolazione esclusa: la componente migrante.

Il Blog dei Pazzi

Salute e benessere, lotta alla povertà, infanzia e migranti, ma non solo. Oltre alle numerose attività “fisiche”, è possibile seguire gli attivisti anche online con il BLOG DEI PAZZI; nato dall’esigenza di poter raccontare un punto di vista differente rispetto a ciò che accade. Il blog ha come obiettivo quello di dare una propria chiave di lettura che non sia quella mainstream, rispetto alla realtà.

Come con le attività sociali cerchiamo di uscire fuori dagli spazi della politica che sembra appartenere ad un’élite; crediamo che anche la comunicazione debba essere da tutti praticabile. Al nostro blog può partecipare chi condivide le nostre esigenze, proprio per questo motivo ci sono tanti ricercatori, attivisti, professori universitari vicini al progetto, ma anche blogger. Tante volte siamo anche noi a ripubblicare qualcosa che riteniamo interessante.

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