Politica: sfiducia al ministro Bonafede?

Politica: sfiducia al ministro Bonafede? In queste ultime settimane, sebbene tutte le energie del governo siano state indirizzate verso la fase 2, non è passato sotto traccia un vero e proprio ‘scandalo’. I protagonisti fondamentali di questa storia sono due: Nino Di Matteo, magistrato siciliano e in lotta da anni contro la criminalità organizzata, e Alfonso Bonafede (M5S), ministro della giustizia della Repubblica. O almeno lo sarà stato fino ad oggi. Dalle 9 e 30 di questa mattina, infatti, il Senato si è riunito per votare due mozioni di sfiducia contro il ministro Bonafede. Prima di oggi, 20 maggio 2020, affidandoci al 100% alle dichiarazioni fatte fino ad ora, i voti sicuri a favore del ministro sarebbero 144. Per quanto concerne quelli contro, invece, dovrebbero essere almeno 127. Ma come, e soprattutto, perché siamo arrivati a questa situazione?

LA MOZIONE DELLA BONINO

Le accuse contro il ministro della giustizia Bonafede sono pesanti. La prima ad aver presentato una mozione di sfiducia è stata Emma Bonino(+Europa) . La senatrice, infatti, sostiene che il Guardasigilli «si è reso promotore e responsabile di una costante manomissione dell’imparzialità della giustizia, dei diritti dei cittadini e dei principi del giusto processo». Più avanti nella mozione, inoltre, viene sottolineata la pessima situazione delle carceri italiane durante l’emergenza coronavirus. Le misure sanitarie all’interno degli istituti penitenziari è stata inesistente, o quasi. Questo ha inevitabilmente portato migliaia di detenuti a ribellarsi, causando 30 milioni di euro di danni. La Bonino ha utilizzato anche questi dati per muovere la prima delle due mozioni di sfiducia verso Bonafede. Nella mozione, dunque, sottolinea che al ministro questa situazione disastrosa non poteva non essere nota. 

LA MOZIONE DELLA LEGA E..

La «nomina» a capo del Dap del magistrato Francesco Basentini, «che non poteva vantare specifiche competenze ordinamentali in materia penitenziaria e antimafia», e che si è dimesso dopo le polemiche sulle scarcerazioni dei boss causa Covid -19 «è stata una scelta del ministro Bonafede, di cui il Guardasigilli deve assumersi tutte le responsabilità», si legge nel testo della mozione di sfiducia presentata dal centrodestra (che ricorda anche la mancata nomina di Nino Di Matteo). Adesso, però, ad essere decisivi saranno i voti di ‘Italia Viva’, il partito di Matteo Renzi. 

AGGIORNAMENTO

Ore 12.10- Renzi: no alla sfiducia, non vogliamo far cadere il governo
L’intervento più atteso è ovviamente quello di Matteo Renzi, che scioglie subito la riserva e annuncia che non voterà la sfiducia: «Se votassimo secondo il metodo che ha usato nei confronti dei membri dei nostri governo, oggi dovrebbe andare a casa. Angelino Alfano, Federica Guidi, Maria Elena Boschi, Maurizio Lupi, Maria Elena Boschi, Claudio De Vincenti. Voteremo contro le mozioni di sfiducia, ma riconosciamo al centro destra e alla Bonino di aver posto temi veri. Le vostre mozioni non erano strumentali. Non le voteremo per motivi politici, perché Conte ha detto che si sarebbe dimesso».

 

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