Coronavirus: previsioni per la seconda ondata

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Ancora una volta, il termine del decreto del presidente Conte è stato spostato al 14 Aprile, almeno in Campania. Il governo resta in attesa delle nuove evoluzioni in merito alla curva dei contagi. Gli ultimi dati sembrano incoraggianti. L’incremento dei casi è dei ricoveri si assesta progressivamente (negli ultimi giorni è stabile al 7/8%). Questo fa ben sperare sul corretto funzionamento delle misure preventive attuate. Ma è pur vero che la condizione di quarantena è ardua da affrontare per tutti. Perciò è bene analizzare i possibili scenari futuri. Quali sono le previsioni per la seconda ondata?

IPOTESI

Si inizia a ripensare ad una parziale riapertura delle attività tra la fine di aprile e l’inizio di maggio. Al termine di questo periodo si darà avvio alla fase due. Uno dei pareri più rilevanti in merito è quello di Walter Ricciardi, rappresentante italiano all’Oms e consigliere del ministro della Sanità. “Il futuro prossimo sarà più tamponi, sia pure mirati, e tracciabilità con le applicazioni sul modello coreano. Ma prima di approfondire questo tema bisogna soffermarsi sull’altro pericolo che rischiamo di correre: la seconda ondata.” Spiega l’esperto.

IN PRIMAVERA

Per quanto riguarda questa stagione di transito (anche metereologico) è difficile formulare previsioni per la seconda ondata. Non è certo che l’aumento delle temperature possa diminuire la portata del virus. Inoltre, uno studio dell’Imperial College di Londra, ipotizza anche il rischio di una epidemia a ondate. In questo senso la manifestazione del virus potrebbe riproporsi dopo l’estate fino alla scoperta definitiva di un vaccino. In merito a questo Ranieri Guerra (vicepresidente vicario dell’Organizzazione mondiale della Sanità) si dice fiducioso. «Sui vaccini nei prossimi mesi potremmo avere sorprese», ha rivelato a SkyTG24.

PREVISIONI SULLA SECONDA ONDATA

Restano ancora troppi i fattori di incertezza per poter stabilire, ad oggi, una linea di condotta certa. Le prossime mosse verranno stabilite in base ai dati di metà aprile ma gli interventi del governo aumentano, in tutti i campi. Sempre Ricciardi afferma: “Abbiamo fatto partire una serie di attività, a cominciare dalla call del Ministero dell’Innovazione insieme al Ministero della Salute per recepire le soluzioni tecnologiche. Devono aiutarci in una strategia di testing dei sintomatici precoci, dei guariti clinicamente e al personale sanitario.”

Si esprime anche per quanto riguarda i collegamenti esteri: “Rischiamo una seconda offensiva perché altri paesi, anche vicini all’Italia, stanno viaggiando a velocità differenti. Dovremo pensare a maggiori controlli alle frontiere.”

CONCLUSIONI

Nel frattempo le condizioni di lavoro del personale sanitario negli ospitali di tutta Italia si fanno sempre più grevi. I medici dell’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo denunciano la mancanza di personale specializzato. Richiedono inoltre l’avvio di un programma di assistenza a domicilio e il rifornimento immediato di materiale sanitario come mascherine e guanti in lattice. In più, interviene il presidente nazionale del 118, Mario Balzanelli servono strumenti specifici, come i saturimetri per individuare prontamente i malati ed isolarli.

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